Sulcis, dopo il carbone al via il cantiere per la centrale termoelettrica a biomassa

Primo passo per la realizzazione a Iglesias del primo biodistretto in Italia

[10 giugno 2014]

Questa volta per il Sulcis Iglesiente sembra arrivata una buona notizia, almeno per quanto riguarda il lavoro e la riconversione ecologica: la Cooperativa Sociale San Lorenzo ha convocato una conferenza stampa ad Iglesias, nella ex sede di Rockwool Italia a Iglesias per ufficializzare «il passaggio alla fase operativa del progetto Renovo Bioenergy con l’apertura del cantiere per la realizzazione della centrale termoelettrica alimentata a biomassa vegetale, primo passo per l’insediamento nell’area ex Rockwool del primo bio distretto in Italia».

Nato dalla partnership tra Renovo e la Cooperativa San Lorenzo e premiato al concorso di idee “99 Ideas per il Sulcis”, il progetto Renovo Bioenergy a Iglesias è stato realizzato grazie all’intervento del Fondo immobiliare Green Star – Comparto Bioenergie gestito da REAM SGR i cui sottoscrittori sono la Fondazione Banco di Sardegna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione con il Sud.

Il progetto che ha anche il sostegno di Legambiente Sardegna, prevede «la riconversione produttiva del sito dismesso nel 2009 da Rockwool Italia, con la realizzazione di una centrale cogenerativa (energia elettrica e termica) della potenza di 1 MWe e 4 Mwt che sarà alimentata da biomassa vergine a filiera corta, proveniente cioè dalla manutenzione dei boschi del Sulcis Iglesiente e da scarti e sottoprodotti dell’agricoltura e della filiera agroindustriale del territorio. L’energia prodotta dalla centrale andrà ad alimentare l’impianto per la produzione di materiali isolanti in fibra di legno per bioedilizia – anch’essi ottenuti dalla lavorazione di legname vergine raccolto attraverso la manutenzione boschiva – che entrerà in attività in un’altra porzione del sito».

Gli ambientalisti sottolineano che «nel complesso, il progetto di green economy che entra in fase esecutiva a Iglesias presenta tutta una serie di vantaggi per il territorio che lo accreditano come modello e apripista di un rilancio sostenibile dell’economia locale. Dal punto di vista ambientale, infatti, le attività funzionali al bio distretto porteranno a una corretta manutenzione delle aree boschive, alla gestione di terreni marginali e alla valorizzazione degli scarti agricoli, senza trascurare la riconversione del sito industriale dismesso».

All’assessore regionale all’industria Maria Grazia Piras ed al sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo, che erano presenti alla conferenza stampa, interessa naturalmente molto l’aspetto sociale del progetto: «L’insediamento del biodistretto, infatti, creerà occupazione sia diretta sia nell’indotto, con una specifica attenzione per l’inserimento di lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate che è parte integrante dell’accordo quadro nazionale stipulato da Renovo con il Consorzio di cooperative sociali CGM, a Iglesias rappresentato dalla Cooperativa San Lorenzo. La valenza sociale è ulteriormente avvalorata grazie alla presenza di REAM SGR, società interamente partecipata da fondazioni bancarie piemontesi, che ha strutturato e gestisce il Fondo immobiliare multicomparto Green Star, primo fondo etico in Italia a investire in progetti di sviluppo sostenibile orientati alla valorizzazione dei terreni agricoli e forestali sottoutilizzati o abbandonati, attraverso la produzione di energia elettrica e termica da biomasse vergini con centrali cogenerative di piccola taglia. Il progetto Renovo Bioenergy a Iglesias ed il Fondo Green Star sono, infine, tra i primi esempi concreti in Italia di sviluppo economico e sociale avviato e sostenuto mediante la leva della finanza etica».

Il progetto è lontano mille miglia dalle costosissime ipotesi di carbon capture storage per salvare il carbone del Sulcis, visto che  produce valore dal territorio e per il territorio e che, come fanno notare i suoi sostenitori, «la produzione di energia e di prodotti innovativi indirizzati ad un mercato in costante espansione, quello della bioedilizia, deriva esclusivamente da scarti vegetali del Sulcis Iglesiente. La conferma dell’impegno a creare valore e condizioni di sviluppo sostenibile viene dalla partnership stretta con Imal-PAL, industria italiana tra i leader mondiali nel settore del riciclo e recupero energetico di residui legnosi, attraverso l’applicazione di tecnologie innovative».