Il teleriscaldamento geotermico può alleviare la crisi della sicurezza energetica europea

[30 maggio 2014]

Il teleriscaldamento geotermico è una valida opzione e un immediato rimedio per alleviare la dipendenza dell’Europa orientale dal gas russo.

Oltre il 25% della popolazione dell’UE, ricorda il documento pubblicato su Cordis (Community Research and Development Information Service), vive in zone in cui potrebbe essere utilizzato il teleriscaldamento geotermico (GeoDH): esiste un grande potenziale in Europa centrale e orientale, con i sistemi di teleriscaldamento in esercizio in 22 Paesi europei, tra cui l’Ungheria, la Polonia, la Slovacchia, la Slovenia, la Repubblica Ceca e la Romania, dove le reti di calore esistenti sono già ben sviluppate .

La produzione geotermoelettrica ha le sue radici in Europa, ma anche l’uso diretto del calore geotermico rappresenta una realtà importante, con 180 sistemi di teleriscaldamento geotermico che  hanno una capacità totale installata di 1,1 GWth  e producono  4.256 GWh di energia termica (366 ktep nel 2012 ).

I principali vantaggi del riscaldamento e raffreddamento geotermico sono rappresentati dal fatto che le fonti sono locali, sono caratterizzate dall’essere flessibili, immuni dalla volatilità dei prezzi che interessano, invece, i combustibili fossili. Sono inoltre fonti di energia  rinnovabile e permettono di ottenere una diversificazione del mix energetico, consentendo una minore dipendenza energetica e una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti.

L’utilizzo delle risorse geotermiche può, inoltre, offrire opportunità di sviluppo economico, tecnologico e di nuova occupazione.

Il potenziale geotermico è riconosciuto da alcuni Stati membri dell’Unione Europea nei loro piani d’azione per le energie rinnovabili; tuttavia, il potenziale effettivo è significativamente più grande, come dimostrato dalla mappa interattiva messa a punto nell’ambito del progetto GeoDH, cofinanziato al 75% dal programma della Commissione Europea Intelligent Energy Europe, con un partenariato di 10 membri, coordinati da EGEC-European Geothermal Energy Council.

Dalla mappa si evidenzia che il teleriscaldamento geotermico può essere sviluppato in tutti i 28 paesi dell’UE e può essere installato con i sistemi di teleriscaldamento esistenti, nella fase di ristrutturazione di un edificio, in sostituzione dei combustibili fossili. Inoltre è realistico ipotizzare che i sistemi di teleriscaldamento geotermici possano essere costruiti in molte regioni europee a costi competitivi, anche se il bacino esistente in Europa centrale e nell’Est risulta di particolare interesse per un loro potenziale sviluppo, che potrebbe garantire la sostituzione di una parte consistente dell’attuale consumo di gas importato principalmente dalla Russia.

Per consentire tale sviluppo le proposte che fanno i partner del progetto GeoDH riguardano la semplificazione delle procedure amministrative per creare le condizioni di mercato che facilitino l’espansione; la definizione di modelli finanziari innovativi dedicati ai sistemi di teleriscaldamento geotermico, incluso un sistema di assicurazione del rischio e l’ uso intensivo dei fondi strutturali; stabilire un quadro di parità di regole , liberalizzando il prezzo del gas e tassando le emissioni di gas serra nel settore termico; prevedere programmi di formazione rivolti ad enti pubblici e imprese che operano nel settore del teleriscaldamento geotermico per fornire le basi tecniche adeguate per approvare e sostenere progetti .

A tale proposito, tra giugno e settembre 2014, in ognuno dei paesi che partecipano al progetto GeoDH si terranno dei corsi formativi gratuiti della durata di un giorno.

In Italia il corso sui teleriscaldamenti geotermici sarà organizzato il prossimo 25 giugno da CoSviG tramite Energea e si terrà presso l’Università degli Studi di Pisa.