Togliere incentivi alle fonti fossili? Apertura del ministro Orlando sulla Legge di Stabilità

Ma il ministero dello Sviluppo non ha ancora risposto

[27 novembre 2013]

Oggi anche al VI Forum Qualenergia si è discusso di Legge di Stabilità e di  “capacity payment” per le fonti fossili a discapito delle rinnovabili e il presidente di Assorinnovabili, Agostino Re Rebaudengo, ha ribadito la netta contrarietà dell’Associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili «Al comma 99 sul Capacity Payment del maxiemendamento governativo introdotto nella notte, come ai tempi della prima Repubblica, e alle posizioni espresse da molte grandi utilities italiane ed europee nelle ultime settimane».

Re Rebaudengo ha ricordato che «Il problema italiano di “overcapacity” è dovuto in buona parte a investimenti errati in impianti tradizionali. Chi ha effettuato questi investimenti ha fatto affidamento su una domanda in costante crescita, sul mancato sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica e sulla mancata realizzazione del piano governativo di rilancio del nucleare. Ma solo l’ultima condizione si è realizzata. Premiare questi “errori” con una remunerazione pagata dalle rinnovabili appare ingiusto e antistorico: sarebbe come salvare un anziano moribondo, lasciando morire donne e bambini. Si può prevedere un meccanismo che riconosca il servizio di flessibilità reso da questi impianti ma deve essere selettivo e ridotto al minimo indispensabile. Contemporaneamente è necessario riformare il mercato dell’energia, introducendo sessioni di mercato più vicine alla gate closure e permettendo alle rinnovabili di partecipare attivamente al mercato dei servizi di dispacciamento e alla sicurezza del sistema elettrico».

Anche il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, nel suo intervento a “La ricetta per (com)battere la crisi, organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, in partenariato con Cobat,  ha sottolineato che «Grande è la delusione che ci viene a guardare le scelte politiche della maggioranza, che nella legge di stabilità si trasformano, nel settore elettrico, nell’ennesimo regalo alle fonti fossili, a danno delle rinnovabili. Non si vuole capire che il sistema elettrico italiano è già cambiato, che enormi possibilità di sviluppo per il lavoro, per la riqualificazione urbana, per la produzione distribuita di energia possono venire da una politica lungimirante che sappia dove sta andando lo sviluppo dei sistemi energetici italiani. Si continua a pensare che il compito della politica sia quello di garantire il sistema elettrico del secolo scorso ed i suoi attori. Per questo chiediamo la cancellazione del comma 99 dal maxi emendamento della Legge di Stabilità, che prevede di togliere risorse alle rinnovabili per dare alle fonti fossili. Da questo Forum lanciamo un presidio per la prossima settimana davanti al Parlamento per ottenere un cambiamento reale nella politica energetica del paese. Le proposte ci sono, le abbiamo presentate in occasione della manifestazione Italiarinnovabile, che abbiamo tenuto a Roma il 26 ottobre scorso».

Il ministro Orlando, intervenuto poco dopo Cogliati Dezza, ha dichiarato di condividere il disappunto di Legambiente e delle associazioni di categoria e di ritenere necessario un emendamento che modifichi la norma nel passaggio alla Camera perché è giusto ridurre gli incentivi alle fonti fossili e respingere l’attacco alle rinnovabili presente nella legge di stabilità appena approvata dal Senato. Poi Orlando, rispondendo direttamente al presidente di Legambiente, si è dichiarato disponibile a partecipare a un confronto pubblico sugli incentivi alle fonti fossili e sulle politiche energetiche nel Paese. «Invito rivolto anche al ministro Zanonato – sottolinea Legambiente – per ora ancora senza risposta».

Anche AssoRinnovabili ha molto apprezzato l’intervento di Orlando ed «Auspica che il governo intervenga per cancellare questa e altre ipotesi di misure  retroattive e, al contrario, torni a promuovere lo sviluppo delle rinnovabili».