Torcia al plasma: l’innovazione poco green della Bassa Bergamasca

[6 febbraio 2014]

Lo scenario è quello della Bassa Bergamasca, in particolare Cologno al Serio, padanissimo Comune retto da due legislature da una giunta leghista. Il protagonista è appena sulla scena, grazie all’interessamento della suddetta Giunta, e si chiama Centro Smaltimento Rifiuti. Tecnicamente è un impianto che tratta rifiuti, presumibilmente rifiuti industriali, con la tecnologia della torcia al plasma. Una tecnologia che ai più ricorderà Guerre Stellari o qualche altra saga spaziale. Conviene quindi provare a capirne di più.

Cos’è un impianto di torcia al plasma? Si tratta di una tecnologia innovativa e relativamente pulita, se paragonata ai vecchi impianti di smaltimento dei rifiuti. Rispetto ad un classico inceneritore, questo impianto utilizza un processo in cui grazie al plasma, ovvero un gas ionizzato che ha la caratteristica di condurre elettricità, i materiali vengono scomposti e ridotti a molecole più semplici e inerti. Le temperature elevate a cui l’impianto lavora eliminano la possibile immissione di sostanze altamente nocive come la diossina, i furani, e per quanto riguarda i metalli pesanti, questi vengono vetrificati e smaltiti in altro modo. È da aggiungere ancora che tutto questo processo consentirebbe di recuperare energia.

Tutto bello? Sulla carta sì. Questi impianti producono emissioni nell’aria, e non si può escludere a priori che le molecole contenute negli stessi possano ricombinarsi con gli elementi e i gas già presenti in atmosfera, innescando reazioni chimiche che possono dar luogo a quello che tecnicamente viene definito inquinamento indiretto.

Inoltre secondo alcuni studi oncologici le elevate temperature a cui l’impianto lavora fanno sì che vengano immesse nell’atmosfera polveri estremamente  sottili (nanopolveri) che una volta entrate nell’organismo riescono ad attraversare le membrane cellulari, e che teoricamente potrebbero causare gravi danni all’organismo

Entrambi i problemi sono teorici. Infatti essendo impianti di nuova generazione, non esistono ancora studi scientifici e medici volti a capire quali saranno i reali impatti ambientali e sulla salute.

I casi di impianti realizzati sono pochi. Alcuni hanno dato problemi. In Giappone ce ne sono tre. Una delle torce consuma più energia di quanto non produca. In Australia e in Germania due torce al plasma sono state chiuse perché troppo inquinanti.

Ora, siccome di fatto su questi impianti non si sa nulla di certo e siccome la Bassa Bergamasca, e tantomeno un paesino come Cologno, non mi pare troppo attrezzata per monitorare in modo indipendente  un impianto del genere, io non credo che questa sia una proposta accettabile. Mi pare piuttosto un tentativo della società proponente di sperimentare questa tecnologia in un posto conveniente dove allo stesso tempo i permessi, i controlli e la salvaguardia dell’ambiente non sono così rigorosi come potrebbero essere altrove e dove l’amministrazione comunale bada a far cassa e basta. Per di più, non vogliono smaltire le potature o i vegetali, ma rifiuti tossici industriali speciali pericolosi, perché lo smaltimento di rifiuti a valle della raccolta differenziata non sarebbe economicamente sostenibile con questo metodo e quindi economicamente vantaggioso sarebbe solo trattare quella categoria di rifiuti.

Peccato che questi impianti sono scarsamente versatili, per cui sarebbe anche da capire quali codici CER sarebbero peraltro ammessi. Ultimo dato: le ricadute occupazionali di tali impianti sono minime (4/5 persone per impianto).

Anche il progresso, divenuto vecchio e saggio, votò contro (Ennio Flaiano).

di Patrizio Dolcini – Direttivo regionale di Legambiente Lombardia

Non è la prima volta che ci troviamo di fronte alle proposte di questa tecnologia e i nostri lettori sanno quanto poco ci convinca. Potremmo riassumere così la questione:

1) Questa tecnologia non è affatto nuova

2) Il nocciolo del problema è sempre lo stesso: fra il non si brucia niente e il si brucia tutto, la questione è che si dovrebbe bruciare solo ciò che non è riciclabile

3) Di conseguenza i rifiuti tossico-nocivi, dunque non riciclabili, è meglio incenerirli o buttarli in discarica? Non abbiamo dubbi, e la “terra dei fuochi” insegna che è meglio incenerirli e produrre energia

4) Ma se è meglio incenerirli, non è preferibile bruciarli in impianti dedicati e consolidati dal punto di vista tecnologico, invece di fare esperimenti con una tecnologia certo nota ma poco utilizzata?

La redazione