Ieri l’audizione alla Camera. Realacci: «Strategia per nuova mobilità sostenibile»

Lo smog torna a far paura in Italia, e il ministro Delrio punta sulla “cura del ferro”

Il Protocollo per la qualità dell’aria firmato un mese fa del governo ha già mostrato la sua inadeguatezza

[28 gennaio 2016]

smog

Dopo gli allarmi di fine anno sullo smog e il conseguente summit convocato in fretta e furia al ministero dell’Ambiente per affrontare l’emergenza, è stato sufficiente aspettare meno di un mese perché l’amara verità tornasse ad emergere dai gas di scarico delle auto, dalle ciminiere delle industrie, dalla pletora di tir che trasporta merci su e giù lungo lo Stivale: il Protocollo d’intesa sulla qualità dell’aria siglato durante l’emergenza tra governo, Anci e regioni sarà forse servito a stemperare gli animi, ma non i livelli di smog. Non appena le condizioni climatiche sono tornate sfavorevoli, come in questi giorni, i livelli d’inquinamento sono tornati ai consueti picchi.

Soprattutto al centro nord, asfissiato dalla mancanza di pioggia e di vento, i livelli di Pm10 e Pm2.5 rilevati dalle centraline sono saliti oltre la soglia di guardia. In alcune città – come Roma – si sono riaffacciati i blocchi (finora parziali) del traffico, misure tampone che hanno già ampiamente dimostrato la loro inefficacia, quantomeno oltre il brevissimo termine. Per individuare strategie di più ampio respiro, ieri il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio – il suo collega all’Ambiente, Gian Luca Galletti, che fine ha fatto? – è stato ascoltato nella commissione Ambiente della Camera.

«Servono risposte strutturali – ha concordato il ministro –, non emergenziali. La prima strategia contro lo smog è la “cura del ferro”. Il potenziamento dei trasporti pubblici locali, delle metropolitane, della logistica portuale», ha snocciolato Delrio, ricordando poi le misure adottate nella legge di Stabilità per estendere l’ecobonus e dunque ridurre le emissioni dovute al riscaldamento degli edifici e contribuire a un risparmio intelligente da parte dei cittadini: in media, tra una casa costruita bene e una costruita male passa una bolletta energetica di 1.500-2.000 euro l’anno.

Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente dove ha parlato Delrio, si è detto in «totale sintonia» con il ministro sulla «nuova strategia per una mobilità sostenibile. Per combattere l’inquinamento urbano occorre, oltre a una riduzione delle emissioni del sistema produttivo e di quelle legate al riscaldamento degli edifici, una nuova idea di mobilità in grado di tutelare la salute dei cittadini, garantire il diritto a trasporti pubblici efficienti e concorrere agli obiettivi internazionali di abbattimento delle emissioni di CO2. È necessario dare priorità al potenziamento del trasporto pubblico rispetto a quello privato, investendo sul ferro e in particolare sui treni pendolari. I dati forniti da Pendolaria, il recente rapporto di Legambiente, descrivono una realtà allarmante con un taglio dei fondi al servizio ferroviario regionale del 6,5% dal 2010 ad oggi, con aumenti delle tariffe e diminuzione dei treni disponibili. Senza rinnovare e migliorare il materiale rotabile e gli stessi mezzi pubblici.
Serve una strategia di lungo respiro che punti alla mobilità sostenibile favorendo lo spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia e al cabotaggio, promuovere mezzi e modalità di trasporto meno inquinanti, dall’auto elettrica al car-sharing, incluso l’utilizzo più diffuso della bicicletta con un incremento delle piste ciclabili urbane. Visioni e proposte concrete portate in Commissione dal ministro Delrio parlano di una revisione profonda nella politica dei trasporti del governo, che incrocia anche cambiamenti di mentalità e stili di vita dei cittadini».

Di strada (ferrata, of course) da fare ne resta però tantissima. Prendendo ad esempio la realtà della Capitale, la dotazione infrastrutturale in termini di ferrovie per pendolari, metropolitane e tram risulta estremamente carente rispetto alle altre città in Europa. Nel Vecchio continente, come ha ricordato Legambiente, Roma »offre una media di 0,077 km di metropolitane, linee suburbane e tram ogni 1.000 abitanti che è la dotazione più bassa in assoluto». E se Roma è la peggiore capitale in Europa per dotazione infrastrutturale utile alla mobilità sostenibile, il resto del Paese non fa poi molto meglio.

«Siamo d’accordo con Delrio – ha dichiarato Angelo Bonelli dei Verdi, commentando l’audizione del ministro – Sono necessari provvedimenti strutturali per portare il trasporto pubblico locale dell’Italia a livelli europei. Allo stato attuale il trasporto pubblico nel nostro paese si trova in una situazione vergognosa per cui chiediamo che ci siano stanziamenti straordinari necessari a recuperare il terreno perduto dopo anni e anni di tagli». Il consenso mostrato attorno alle intenzioni del ministro per combattere lo smog è dunque pressoché unanime, ma dopo le parole servono ora le azioni e gli investimenti che devono effettivamente essere stanziati. Ovvero una strategia molto diversa da quella presentata neanche un mese fa dallo stesso governo, con il già vecchio Protocollo contro lo smog.