Pronte azioni congiunte con il mondo sindacale, la società civile e il tessuto imprenditoriale

In Toscana i Comuni dell’area tradizionale fanno quadrato difendendo la geotermia

La maggioranza delle amministrazioni ha preso una decisa posizione in difesa di una risorsa ritenuta preziosa, strategica e rinnovabile

[19 maggio 2017]

A forza di tirare, diceva un vecchio detto, la corda si spezza. E alla fine deve essersi esaurita anche la pazienza di alcuni amministratori locali che – all’ennesimo attacco alla geotermia – hanno indetto una conferenza stampa congiunta per fare finalmente chiarezza.

Ad aprire la conferenza stampa Marco Garfagnini, capogruppo di minoranza di Pomarance che ha voluto sancire l’importanza di una «geotermia che non è solo produzione industriale, ma anche turismo. Turismo danneggiato dalle campagne stampa degli ultimi tempi».

Preoccupato per il clima di incertezza, anche istituzionale, il sindaco di Montecatini Val di Cecina, Sandro Cerri. «Politicamente – ha detto – abbiamo bisogno di una linea chiara, anche da parte della stessa Regione Toscana, considerate sopratutto le dichiarazioni di Enel Green Power sulla possibile futura contrazione di investimenti nell’area. Come amministratori dobbiamo salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente, certamente, ma con dati scientifici, non con vaghe illazioni».

«Sentivamo forte l’esigenza di una conferenza stampa congiunta – ha detto poi Loris Martignoni, primo cittadino di Pomarance – Assistiamo da tempo alla pubblicazione di vere e proprie falsità da parte di sedicenti esperti e comitati che provocano paura e allarmismo in chi non conosce la geotermia e lo stato reale delle cose». Riferendosi, evidentemente, in particolare, ai territori che sono stati oggetto di concessione di permessi di ricerca (ex D. Lgsl. 22/2010).

«Non vogliamo imporre a queste aree il nostro punto di vista sulla geotermia – ha ribadito – ma pretendiamo che siano diffuse informazioni che conducano ad un dialogo fatto con il rigore scientifico che merita la questione: un conto è esprimere le proprie idee, altro è scrivere falsità. Siamo, come sempre, disponibili al confronto, e chiediamo alla Regione il supporto di Ars e Arpat, come accaduto in passato e, come Amministrazioni, stiamo pensando ad una Commissione tecnico scientifica per smentire con autorevolezza le informazioni false ed errate circa la qualità della vita, dell’aria e dell’acqua nei nostri territori che sono continuamente diffuse».

«A questo riguardo – ha poi concluso – da ora in poi risponderemo a questo tipo di campagne mediatiche nei nostri confronti, non solo a mezzo stampa, ma anche attraverso le vie che riterremo di volta in volta più opportune».

Sulla stessa linea il primo cittadino di Castelnuovo Val di Cecina, Alberto Ferrini che ha evidenziato come la vera questione sia a tratti culturale, in cui la società sembra essere precipitata in un nuovo Medioevo dove tutti sono esperti di tutto e tutto può essere messo in discussione realizzando campagne di attacco indiscriminate. «Attacchi – ha aggiunto – che definirei squadristici per la violenza con cui sono realizzati. E che devono essere, di conseguenza, trattati come tali».

Di ampio respiro l’intervento di Nicola Verruzzi, sindaco di Montieri, che ha voluto evidenziare come la geotermia possa essere un elemento di sviluppo anche per le aree confinanti. «Credo che di fronte alla pesantissima crisi economica e sociale che stiamo vivendo anche nel nostro territorio – ha detto – il distretto geotermico possa e debba costituire un polo di sviluppo e di tenuta occupazionale assolutamente non trascurabile e da tutelare, i cui numeri, in territori disagiati e con importanti deficit economici ed occupazionali, sono assolutamente strategici per la tenuta sociale ed economica dell’intera area ma non solo»

«La nostra Regione ha bisogno di puntare su di un piano energetico che ponga al centro le energie rinnovabili, e la geotermia tra queste, ne è parte essenziale, anche e soprattutto per la produzione elettrica in rapporto al fabbisogno regionale». In questo senso «l’esperienza del distretto geotermico toscano dovrebbe rappresentare un esempio, su scala nazionale, per affrontare le future sfide che un inarrestabile aumento demografico, dei consumi, dei bisogni, una sempre maggiore voracità energetica, una questione ambientale e climatica quanto mai attuale, ci porranno davanti e ci obbligheranno a scelte e decisioni pioneristiche e coraggiose».

«Occorre – ha detto poi Carlo Giannoni, sindaco di Monteverdi Marittimo – intervenire in maniera decisa, rispondere con forza, anche plateale, a questi attacchi. Abbiamo bisogno di un supporto forte, anche dalla Regione Toscana, e dobbiamo pretenderlo».

Ha preso la parola poi l’amministratore unico di CoSviG, Piero Ceccarelli che ha voluto riportare l’attenzione sul documento diffuso da Medicina democratica che cita la Delib. GRT 344/2010.

«Nel documento diffuso si parla di un quadro emissivo – per fare un esempio – dell’acido borico pari a 70.000 tonn/anno. Il che sarebbe preoccupante se, appunto, fosse vero. Perché quel valore corrisponde, all’incirca, alla produzione annuale della Società Chimica Larderello ai tempi in cui produceva acido borico importando colemanite dalla Turchia».

«In realtà – ha aggiunto Ceccarelli – la delibera 344 è una delibera importante. Nelle sue 89 pagine, che andrebbero lette e comprese, si parla dei risultati raggiunti e del percorso ambientale fatto. Eppure è una delibera già superata, perché al tempo i sistemi Amis (Abbattimento mercurio e idrogeno solforato) erano meno diffusi nelle centrali geotermoelettriche. E ancora: la Regione Toscana ha speso una cifra considerevole (superiore al milione di euro) in indagini ambientali e sanitarie (aria, acqua, terremoti) i cui risultati sono assolutamente tranquillizzanti. Eppure, non viene abbassata la guardia e gli studi continuano. Non si può però pensare di mettere in discussione qualsiasi cosa».

Sia l’Agenzia regionale di sanità (Ars) che l’Arpat (Agenzia regionale protezione ambientale della toscana), infatti, sono attive con proprie reti e indagini nel monitoraggio (consultabile online) delle aree interessate dalla coltivazione della risorsa geotermica.

«Crediamo – ha concluso Ceccarelli – che in campo geotermico esistano le competenze e le tecnologie per affrontare qualunque sfida futura».

Interventi che hanno destato estremo interesse da parte delle sigle sindacali presenti, alcune delle quali (in particolare la Flaei-Cisl e la Filtem-Cgil) già nei giorni precedenti avevano manifestato le stesse preoccupazioni sul futuro geotermico dell’area. Unanime la volontà di impostare una azione congiunta che coinvolga anche la società civile e il tessuto imprenditoriale per richiedere, da parte delle istituzioni a tutti i livelli, il riconoscimento di una geotermia “positiva” e di una risorsa pulita e rinnovabile.

Nella speranza che la “maggioranza silenziosa” si alzi e prenda la parola.

a cura di CoSviG