In Toscana dal 1 gennaio 2017 conferire i rifiuti in discarica costerà di più: cosa cambia

I proventi destinati al «potenziamento delle modalità di raccolta di prossimità». E per il riciclo?

[27 luglio 2016]

discarica peccioli

Con 23 voti a favore e 11 contrari (tutte le opposizioni, astenuti Lega e Movimento 5 stelle), il Consiglio regionale della Toscana ha dato il via libera alla nuove aliquote del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti, con incrementi che – dal 1 gennaio 2017 – si applicheranno «sui rifiuti speciali non pericolosi, quelli speciali pericolosi stabili e non reattivi, gli urbani ed assimilati agli urbani e quelli derivanti dal trattamento degli urbani indifferenziati».

Come dettagliano dal Consiglio regionale, nello specifico le aliquote per il deposito in discarica sono modificate e fissate in 4,33 euro a tonnellata per i rifiuti speciali inerti non pericolosi ammissibili al conferimento in discarica per i rifiuti inerti; 7,33 euro/t per i rifiuti speciali non pericolosi quali quelli derivanti da estrazione di miniera o cava, da operazioni di costruzione e demolizione, da lavorazione idrometallurgica del rame; 15 euro/t per i rifiuti speciali non pericolosi diversi da quelli già indicati; 15 euro/t per i rifiuti speciali pericolosi stabili e non reattivi; 25,82 euro/t per i rifiuti pericolosi diversi da quelli già indicati; infine, l’ammontare del tributo speciale dovuto per il deposito in discarica dei rifiuti urbani ed assimilati passa dagli attuali 18 euro a tonnellata a 25,82 euro/t; quello per i rifiuti derivanti da impianti di trattamento di urbani indifferenziati passa da 12 euro/t a 21 euro/t.

«L’adeguamento tariffario non ci porta fuori scala rispetto al quadro nazionale – ha commentato il capogruppo Pd Marras – Si può disquisire sulla quantità della tariffa, ma oggi ci servono strumenti che progressivamente facciano assumere comportamenti migliori da parte del sistema produttivo e domestico».

Forte contrarietà al provvedimento era stata manifestata negli scorsi giorni da Confservizi Cispel Toscana e Confindustria Toscana, che avevano chiesto alla Regione di aprirsi al confronto con le due associazioni regionali prima di dare il via libera all’innalzamento dell’ecotassa proposto dalla Giunta, e approvato ieri dal Consiglio regionale. «Una scelta incomprensibile e non condivisibile – è la valutazione di Cispel e Confindustria Toscana – che non produrrà alcun effetto ambientale ma farà aumentare la tassa sui rifiuti (Tari) a carico delle famiglie  e si scaricherà sui costi delle aziende toscane, riducendone la competitività in una fase economica ancora incerta. Il provvedimento è motivato sulla base dell’obiettivo di riduzione dell’utilizzo delle discariche, ma, a nostro giudizio, non potrà avere alcun effetto di politica ambientale. L’uso della discarica che viene ancora fatto è legato alla mancanza di impianti di recupero energetico per i rifiuti, la cui realizzazione è molto spesso rallentata o bloccata da posizioni e scelte assolutamente non condivisibili, come nel caso del termovalorizzatore di Case Passerini».

La mancanza di impianti adeguati sul territorio è certamente un tema sul tavolo del dibattito per i rifiuti; si pensi soprattutto ai rifiuti pericolosi come l’amianto. In Toscana è nota la presenza di 2 milioni di tonnellate di asbesto, e già dal 1999 è nota «una strutturale carenza di impianti per lo smaltimento». Da allora poco è cambiato.

Guardando ad altre tipologie di rifiuti (dall’amianto non è ovviamente possibile recuperare materia o energia, mentre smaltito in sicurezza torna ad essere un “innocuo” minerale), è vero che se non se ci sono impianti alternativi dedicati sul territorio i rifiuti continueranno ad andare in discarica. D’altra parte è vero anche il contrario: finché il conferimento in discarica sarà economicamente conveniente, anche con la migliore dotazione impiantistica possibile i rifiuti seguiranno il percorso che oppone loro minore resistenza, e come l’acqua di un fiume torneranno in discarica. Aumento dell’ecotassa e miglioramento della dotazione impiantistica debbono dunque progredire insieme in un’economia circolare.

Nel frattempo, a quali scopi saranno destinati i maggiori proventi derivanti dall’aumento dell’ecotassa?  Un ordine del giorno collegato alla legge appena approvata impegna la Giunta ad «utilizzare i proventi derivanti dall’applicazione delle rideterminate tariffe sulla componente di rifiuti solidi urbani ed assimilabili per sostenere il potenziamento delle modalità di raccolta di prossimità, come il porta a porta, e per ridurre il ricorso al conferimento in discarica del rifiuto tal quale o trattato».

E una volta raccolto il rifiuto in modo differenziato? Secondo Cispel e Confidustria Toscana per ridurre la discarica oltre a fare urgentemente gli impianti mancanti sarebbe necessario «introdurre incentivi per il riciclaggio». Incentivi che in Toscana – unica Regione “virtuosa” in Italia – sono stati introdotti nel 2012, una finestra poi definitivamente chiusa nel dicembre 2015. In compenso, a livello nazionale a essere incentivata è la termovalorizzazione: un errore che si perpetua.