Toscana laboratorio mondiale del buon vivere, con agricoltura e paesaggio

[8 aprile 2014]

paesaggio toscana urbanistica

Intervenendo al convegno su tutela e valorizzazione del paesaggio che si tiene da oggi fino all’11 aprile a Firenze, l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, ha proposto di «fare della Toscana una sorta di laboratorio mondiale del buon vivere e trasformarla, attraverso il contributo di studiosi ed esperti internazionali, in una bottega rinascimentale aperta al mondo». Un’indicazione che guarda soprattutto ad Expo 2015, ma che ha illustri conferme, ultima delle quali quella Tuscanomics dell’economista Simon Anholt, che individua nella nostra Regione un modello per lo sviluppo sostenibile.

L’evento fiorentino che riunisce per tre giorni esperti di tutto il mondo è stato organizzato da Regione Toscana e Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, dall’università di Firenze, dall’Unesco e dalla Convention on biological diversity. Per tutta la durata dei lavori sono previste decine e decine di relazioni, che affronteranno tutti i temi legati al paesaggio e alla tutela e valorizzazione della diversità biologica e porteranno le esperienze di numerose regioni e di paesi di tutto il mondo.

Salvadori ha ricordato che «L’agricoltura toscana, sviluppando la propria multifunzionalità, ha saputo associare alle finalità economiche (generazione di reddito ed occupazione) la tutela dell’ambiente, la conservazione del paesaggio ed il presidio e la salvaguardia idrogeologica. A questo si uniscono la tutela della qualità e della sicurezza del cibo, la conservazione della biodiversità e, dal punto di vista culturale, il mantenimento delle tradizioni e del tessuto sociale che vive in queste aree. L’armonizzazione tra finalità economiche, cultura e conservazione è stata alla base del rapporto che in Toscana, per millenni, agricoltori e georgofili hanno stabilito con il territorio. Un rapporto talmente positivo che ha permesso di ottenere prodotti di eccellenza che l’hanno portata ovunque nel mondo. M anche di riconquistare terreni malarici, di modellare le colline e di costruire un patrimonio collettivo immenso».

L’assessore regionale ha concluso auspicando che in occasione dell’Expo 2015, «sia possibile lanciare l’idea che in Toscana si possa continuare a discutere, anche grazie al contributo di studiosi ed esperti internazionali, di tutti questi aspetti, cercando di diffondere l’idea per cui la Toscana è conosciuta un po’ ovunque, l’idea del buon vivere. Toscana come laboratorio mondiale del buon vivere al quale possano partecipare e contribuire studiosi, ricercatori ed esperti da tutto il mondo in una sorta di bottega mondiale rinascimentale».