Toscana, l’elezione costa

[27 maggio 2015]

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Da periferica per natura, la costa toscana si trova insolitamente al centro di questa tornata elettorale, con le urne che si apriranno tra appena 4 giorni. Il candidato pressoché unanimemente riconosciuto come favorito, l’uscente presidente Enrico Rossi, ha scelto la città labronica (con un amministrazione a guida pentastellata) per chiudere domani la sua campagna elettorale, prima del gran finale a Firenze insieme al premier Matteo Renzi.

Livorno è una città in ginocchio, che solo per recuperare i posti di lavoro persi dal 2008 a oggi dovrebbe creare 20mila occasioni di occupazione (su 160mila abitanti complessivi). Come noto molte speranze sono riposte oggi nell’Accordo per il rilancio competitivo dell’area costiera livornese – che ha come cuore la realizzazione della Darsena Europa –, e sul quale la Regione stessa ha già deciso di investire molto.

All’altro estremo della Provincia, a Piombino, i giorni che separano dalle elezioni regionali sono gli stessi, frenetici, durante i quali si proverà a chiudere l’acquisizione a titolo definitivo dell’ex Lucchini da parte di Cevital, prima che scadano i contratti di solidarietà. Il piano industriale degli algerini, pur con grande ritardo, ha infine iniziato a circolare (vedi allegato), e sullo stesso i sindacati hanno avuto modo di dare la propria approvazione. Si tratta della migliore carta rimasta in mano al territorio, e va valorizzata. Ciò non toglie che il documento rimanga per alcuni aspetti fumoso, e manifesti delle intenzioni di investimento piuttosto che assicurarne redditività e modalità in dettaglio; d’altronde in un Paese normale la fase delle verifiche sarebbe già stata svolta a livello puntuale da una commissione tecnica a livello governativo, ma di tutto questo niente è dato sapere.

Tra l’Accordo di programma labronico e l’affare Cevital, da Livorno a Piombino le promesse d’investimento arrivano a circa 1,3 miliardi di euro (da spalmarsi negli anni a venire), una cifra di tutto rispetto in tempi di crisi e una possibilità di rilancio che sarebbe nichilista snobbare. In tutto questo sarà tutt’altro che indifferente, però, la componente della sostenibilità.

Entrambi i progetti parlano di bonifiche quando non di “riconversione ecologica”, ma poco altro. Nessuno dei candidati alla presidenza della Regione ha posto i temi ambientali al centro del proprio programma, e anche piattaforme inaugurate da tempo come quella del Pd toscano liquidano il possibile volano di sviluppo toscano in poche e vaghe paginette.

Se l’elezione si gioca lungo la costa toscana, è utile ricordare che proprio qui, e solo pochi mesi fa, è stata presentata la “Carta di Livorno”, un documento di valenza politica «nazionale e continentale» per dirla con le parole della sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo. Una Carta che, in quanto portatrice del messaggio che è la sostenibilità il motore di sviluppo per un’economia sana, sarebbe bene ricordare nelle ultime e febbrili ore della campagna elettorale, lungo la costa e non. La sostenibilità ambientale è stata merce rara in questa campagna elettorale “moscia”, speriamo che sia almeno meglio rappresentata nel prossimo Consiglio regionale.