Toscana, nasce la Piattaforma regionale industria 4.0

Un nuovo modello produttivo che insieme all’economia circolare rappresenta una "trillion-dollar opportunity". Sapremo coglierla?

[8 novembre 2016]

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Con l’approvazione di apposita delibera da parte della Giunta regionale toscana, nasce oggi la Piattaforma regionale industria 4.0, una struttura integrata di coordinamento del sistema pubblico di competenze a supporto alle imprese sulle materie del trasferimento e dell’innovazione tecnologica, della formazione tecnica e universitaria, del lavoro. La Piattaforma, sottolineano da Firenze, rappresenta l’interfaccia tecnico-operativa sia per l’attuazione degli indirizzi regionali sulla Strategia regionale industria 4.0 sia per il raccordo con il Piano nazionale industria 4.0, presentata poco più di un mese fa dal governo nazionale.

A comporre la Piattaforma concorrono il sistema delle competenze specializzate degli organismi di ricerca pubblici e delle infrastrutture di ricerca applicata sulle tecnologie individuate dalla Strategia industria 4.0, il sistema della formazione tecnica ed universitaria, e infine i comitati di indirizzo dei distretti tecnologici Nanotecnologie/Nuovi Materiali e Advanced Manifacturing 4.0, quest’ultimo nato proprio oggi – anch’esso a seguito di una delibera da parte della Giunta che prevede l’accorpamento di due (finora) distinti distretti tecnologici, Fortis (acronimo per Fotonica optoelettronica robotica telecomunicazioni, Ict e Spazio) e Automotive e meccanica.

«Due delibere che – spiega l’assessore alle Attività produttive, Stefano Ciuoffo – recepiscono alcune indicazioni del consiglio regionale ed impegnano la giunta ad individuare modalità di raccordo con le politiche regionali di sostegno al processo di innovazione del sistema produttivo e a definire ambiti tecnologici e produttivi di carattere strategico dove concentrare interventi e risorse per lo sviluppo del territorio regionale. L’obiettivo finale è sostenere la competitività delle imprese toscane mettendo loro a disposizione tutti gli strumenti necessari per indirizzare scelte ed orientamenti verso l’Industria 4.0».

In particolare, dettagliano dalla Regione, i compiti della Piattaforma saranno: coordinare le azioni dei singoli componenti tese a promuovere presso le imprese i contenuti tecnologici, organizzativi e socio-economici di Industria 4.0; proporre i contenuti tecnici di azioni ed interventi regionali finalizzati alla introduzione delle tecnologie digitali nelle imprese, con particolare riferimento alle Pmi, al rapporto impresa-committente/supply chain e alle filiere produttive specializzare regionali; analizzare le problematiche delle competenze specializzate, della formazione tecnica e dell’alta formazione; esaminare gli impatti sulla organizzazione del lavoro; promuovere un confronto tecnico con le parti economiche e sociali sui temi di Industria 4.0.

Un approccio ad ampio raggio nel quale, è l’augurio, sia possibile riuscire a incrociare le due grandi direttrici in cui si sta evolvendo la rivoluzione industriale del XXI secolo: ovvero Industria 4.0 ed economia circolare, elementi accostati dal Parlamento proprio nell’analisi del Piano nazionale industria 4.0 per poi essere in gran parte abbandonati dal governo al momento del lancio effettivo. Insieme, economia circolare e Industria 4.0 rappresentano una trillion-dollar opportunity, un’opportunità da migliaia di miliardi di dollari, come è stata battezzata dalla Ellen MacArthur Foundation e il World economic forum all’interno del rapporto Intelligent Assets: Unlocking the circular economy potential. Perché l’opportunità si realizzi, è però indispensabile che sia ben governata: la Toscana, che non senza ragioni si è candidata ad essere «una regione traino a livello europeo per l’economia circolare» ha le potenzialità per realizzarla.

L. A.