Un viaggio in undici tappe da Catania a Milano, fino a Bruxelles

Il Treno verde di Legambiente spinge l’economia circolare

Muroni: «La politica faccia la sua parte introducendo incentivi e disincentivi per rendere il riciclo sempre più conveniente rispetto a discariche e inceneritori»

[22 febbraio 2017]

Ogni fine è un nuovo inizio: con questo motto come bandiera è pronto a ripartire il Treno verde – storica campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato, giunta quest’anno alla 29esima edizione – per mostrare lungo tutta l’Italia le potenzialità dirompenti dell’economia circolare.

Un’economia che fa bene al Paese, come ricordano da Legambiente mostrando i dati diffusi dalla Commissione europea al riguardo: si parla infatti di 580mila posti di lavoro in più stimati in Europa – di cui 190mila in Italia – entro il 2030 con il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto sull’economia circolare, oltre a un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie ad un uso più efficiente delle risorse (e quindi a una riduzione delle importazioni di materie prime).

Dopo il lancio della campagna 2017 avvenuto oggi a Roma Termini, il convoglio percorrerà lo Stivale in 11 tappe, da Catania a Milano fino a concludere il suo viaggio (il 24 aprile) con una tappa speciale a Bruxelles, dove è in corso la discussione per l’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare: nonostante i vari proclami l’attuale Commissione europea ha abbassato i target da raggiungere rispetto alla precedente, e il Parlamento Ue chiede almeno di tornare agli obiettivi stabiliti durante l’era Barroso. Al contrario, il Manifesto dell’economia circolare promosso dal Treno verde chiede di «alzare il più possibile l’asticella del nuovo pacchetto sull’economia circolare».

«In Europa – spiega Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente (nella foto al taglio del nastro con il ministro Gian Luca Galletti) – il pacchetto sull’economia circolare è in una fase avanzata di definizione. L’Italia ha oggi tutte le carte in regola per fare da capofila nell’economia circolare europea, ma per affermare sempre più l’economia circolare, oltre al contributo dei cittadini e ad una comunicazione efficace, è importante che anche la politica faccia la sua parte introducendo ad esempio politiche tariffarie che premino i cittadini e le aziende virtuose, replicando le buone pratiche su tutto il territorio e definendo un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per far in modo che la prevenzione e il riciclo siano sempre più convenienti di discariche e inceneritori».

Un quadro normativo chiaro e ambizioso, oltre alla messa in atto di coerenti leve fiscali, rimangono infatti i binari indispensabili su cui poter far correre l’economia circolare. «I Campioni italiani dell’economia circolare – osserva al proposito Alessandro Canovai, presidente del Cic (Consorzio italiano compostatori), che aderisce alla 29esima edizione del Treno verde – praticano già oggi quello che il nuovo pacchetto europeo prevede e in alcuni casi rappresentano un primato assoluto a livello continentale. Per questo  chiediamo un quadro di norme molto ambizioso su un tema davvero decisivo per il futuro dell’Europa».