Il turismo porta rifiuti e maggiori costi per la raccolta, spiega l’Università di Pisa

La crescita dei flussi turistici incide «significativamente». I risultati di una ricerca condotta su 68 comuni italiani

[27 febbraio 2018]

I rifiuti rappresentano l’altro lato della medaglia in un’economia votata al consumo, un dogma cui non sfuggono i luoghi dove il turismo rappresenta una voce importante dell’economia. Anzi, è vero il contrario: uno studio dell’Università di Pisa appena pubblicato sul Journal of Cleaner Production informa che la crescita del turismo incide «significativamente» sui costi della raccolta dei rifiuti solidi urbani.

L’analisi dei ricercatori (Giulio Greco, Velia Gabriella Cenciarelli e Marco Allegrini) è partita da una misura analitica dei costi annui legati alla gestione dei rifiuti su un campione di 68 comuni rappresentativo di tutto il territorio italiano. Analizzando i costi della raccolta di organico, carta, multi-materiale (plastica, metallo, vetro) e indifferenziata, i tre ricercatori dell’Ateneo pisano hanno evidenziato come i flussi turistici, misurati come numero di turisti in visita, numero di pernottamenti e spesa media, influenzino in modo significativo i costi della raccolta dei rifiuti. Ad esempio, un aumento dell’1% del numero di turisti incrementa il costo medio pro-capite della raccolta di multi-materiale dello 0,11%, aumento che nel caso della carta è dello 0,23% e nel caso dell’indifferenziata dello 0,07%, mentre non si registrano sostanziali differenze per quanto riguarda l’organico.

«Si tratta di risultati certamente interessanti per i comuni e le aziende di raccolta dei rifiuti che vogliono comprendere e gestire al meglio la dinamica dei flussi turistici – spiega Giulio Greco – il turismo è infatti in grado di portare indubbi benefici economici e tuttavia è importante stimare gli oneri che ne derivano, specialmente per quanto riguarda i rifiuti, in un’ottica complessiva di sostenibilità economica e ambientale».

Non a caso negli ultimi anni si stanno moltiplicando le ricerche che analizzano la relazione fra produzione di rifiuti e turismo, e fioriscono le iniziative – anche di livello internazionale, come nel caso del progetto europeo Urban-waste cui partecipa Firenze – per migliorare la gestione dei rifiuti nelle città turistiche. Lo stesso purtroppo non si può dire a livello culturale: rimane infatti predominante la logica di chi propone di puntare univocamente sul “turismo” come strumento di sviluppo di un territorio, giustificando questa scelta come green a prescindere. Benché sia una leva fondamentale per la crescita il turismo da solo difficilmente può sopravvivere e, soprattutto, in ogni caso non è a impatto zero. E l’importazione di rifiuti a mezzo di turisti è solo un esempio.

L. A.