Ciuoffo: «Dobbiamo cercare di governarli, non che siano loro a farlo nei nostri confronti»

Il turismo in Toscana crescerà ancora nel 2018, occorre imparare a «distribuire i flussi»

Peruzzini: «Valorizzare tante realtà altrettanto affascinanti, e che ancora non hanno ottenuto il giusto riconoscimento». Un esempio dai territori geotermici

[6 aprile 2018]

I professionisti del turismo in Toscana si attendono un 2018 da incorniciare: dopo un 2017 più che positivo (circa il 61% degli operatori si dice molto soddisfatto), si attende per la nuova stagione una crescita prudenziale attorno al +4% negli arrivi (+3,3% per i turisti italiani e +4,4% per gli stranieri) e una aumento di fatturato del 3,4%. Un sentiment più che incoraggiante ma che è necessario saper poi concretamente gestire per distribuire adeguatamente costi e benefici sul territorio, come è stato sottolineato oggi dalla Regione durante la presentazione dell’indagine condotta da SL&A Turismo e territorio per conto dell’agenzia regionale Toscana promozione turistica.

«Queste proiezioni – spiega l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – rappresentano un’ottima base di partenza. Ma ci dicono soprattutto che il lavoro svolto finora è stato un buon lavoro, sebbene ci imponga di guardare avanti, senza sedersi sui risultati ottenuti o compiacersi. È il risultato di un percorso che abbiamo affrontato con gli operatori del settore, con la massima condivisione. Quando su un settore come questo si riescono ad attivare sinergie pubblico-privato l’effetto moltiplicatore è garantito. La risposta alle sollecitazioni e alle lezioni arrivate dal passato è stata molto positiva da parte degli operatori, in termini di investimenti ed innovazione. Anche l’aspetto relativo alla distribuzione dei flussi è un elemento sul quale il lavoro prosegue: dobbiamo cercare di condizionarli e governarli, e non che siano loro a farlo nei nostri confronti. Si concentrerà su questo lo sforzo per il futuro, nel tentativo di raccontare tutta la Toscana e alleggerire il peso sui soliti poli di attrazione rappresentati dalle città d’arte. Oltre all’alta qualità del nostro sistema di accoglienza – sottolinea l’assessore – occorre creare motivazioni di viaggio sempre nuove».

Non a caso si stanno moltiplicando le iniziative per promuovere il turismo in quelle aree della Toscana meno conosciute al grande pubblico, sebbene ricche di storia e attrazioni naturali, come ad esempio i territori geotermici. Proprio ieri Enel Green Power ha diffuso i dati aggiornati al 2017 relativi ai turisti attratti dai luoghi simbolo della geotermia toscana, arrivati da oltre due anni a sfondare il muro dei 60mila. E i margini di miglioramento sono ancora molti: non a caso 6 Comuni geotermici, grazie al coordinamento del Cosvig (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche) e della Regione, stanno lavorando per arrivare a definire il prodotto turistico omogeneo Il cuore caldo della Toscana, alla cui presentazione a Larderello hanno partecipato oltre 100 operatori turistici. Un percorso all’interno del quale realtà come la Comunità del cibo a energie rinnovabili, nata nel 2009 da un’intesa tra Cosvig e Slow food, potranno rivestire il ruolo di ulteriore volano, dato che 3 operatori turistici toscani su 4 ritengono che il turismo enogastronomico sia in crescita, secondo i dati presentati oggi.

Del resto, saper proporre al turismo nazionale e internazionale destinazioni alternative a quelle già oggi più battute rappresenterebbe un vantaggio per tutto il territorio regionale, decongestionando le aree messe a dura prova dal turismo “mordi e fuggi” (come le maggiori città d’arte) e offrendo al contempo la meritata visibilità ad altre aree. «Il peso che stanno sopportando i poli più attrattivi è l’elemento che speriamo di continuare ad avere ma che dobbiamo anche saper meglio gestire e indirizzare – conferma il direttore di Toscana promozione turistica, Alberto Peruzzini – Dobbiamo incidere ancora di più su questo, valorizzando tante realtà altrettanto affascinanti e che ancora non hanno ottenuto il giusto riconoscimento».

Un processo che dovrà evolversi anche in digitale, vista l’importanza già oggi rivestita dall’online per la promozione del turismo in Toscana. I dati presentati a Firenze mostrano infatti come il web stia crescendo nel ruolo di canale di vendita, con oltre il 50% del fatturato che deriva dalle vendite on-line: in crescita per tutte le strutture ricettive, sempre più attive in rete per promuoversi e che nel 94% dei casi punta sul proprio sito web, che rimane un asset fondamentale (21.3% delle prenotazioni). E a crescere è anche l’utilizzo dei social network (+2.5% sul 2017): oggi 2 strutture su 3 si promuovono, infatti, tramite i canali social, Facebook e Instagram in testa, con il 57% degli operatori che li ritengono strumenti di promozione molto importanti e il 65% che li usa attivamente.

L. A.