Tutte le crisi aziendali in Toscana. C’è molto “ambiente”

Dal primo gennaio al 30 settembre 2018 aperti 74 tavoli per oltre 10 mila lavoratori

[17 ottobre 2018]

Secondo il “Rapporto  sulle crisi aziendali – I-II-III trimestre 2018 Aggiornato al 10 Ottobre 2018” pubblicato dalla Regione Toscana, «Dal 1 gennaio al 30 settembre 2018 sono risultati aperti 74 tavoli, per altrettante vertenze aziendali, dall’Unità di Crisi Lavoro della Regione, per un totale di 10.621 lavoratori coinvolti e 6.316 posti di lavoro a rischio, che si riferiscono, cioè, ad aziende in cui vi siano esuberi dichiarati o si faccia ricorso ad ammortizzatori sociali. I dati si riferiscono ai dipendenti diretti, indotto escluso. Le vertenze che, al 30 settembre, risultavano ancora aperte erano 45, per un totale di oltre 7 mila lavoratori coinvolti (7.381) e 5.582 posti di lavoro a rischio».

La Regione spiega che «Guardando ai settori delle aziende coinvolte, il grosso delle vertenze si riferisce, come già nel passato trimestre, all’industria (83%), mentre riguarda commercio, trasporto e magazzinaggio il 7% delle crisi affrontate. L’edilizia incide per un 5%, l’informazione/comunicazione per un 3%, le altre attività dei servizi il 2%. Nel 18% dei casi si tratta di aziende oltre i 250 addetti diretti presenti nelle unità produttive toscane, nel 27% fra i 51 e i 250 addetti, nel 43% fra 16 e 50 e nel 12% dei casi sotto i 15. Nel 57% dei casi le aziende coinvolte sono gruppi o aziende con stabilimenti anche fuori regione, mentre il 43% dei tavoli riguarda aziende con stabilimenti solo in Toscana, non appartenenti a gruppi nazionali o internazionali».

In 14 casi, al tavolo regionale è stato necessario affiancare un tavolo nazionale, aperto al  ministero dello sviluppo economico, che la Regione ha seguito, nei momenti più caldi delle crisi, con lo stesso presidente Rossi e sempre e comunque con l’Unità di crisi guidata dal consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini. E’ il caso dei tavoli per Cantarelli, Bekaert, Nodavia/Condotte (Cantieri Alta velocità), Aferpi/Jindal, Magona, Richard Ginori, Unicoop Tirreno, Kme, Mercatone Uno, Panitaly, Intecs, Mondomarine (ex Cantieri Navali di Pisa), Tmm, Bassilichi/Nexi, Whirlpool, Floramiata.

Ecco, provincia per provincia, le aziende coinvolte.

Arezzo: Cantarelli, Coop Agorà, Industria Vetraria Valdarnese.
Firenze: Albor, Antella5, Aton Luce, Bekaert, Bertolotti, Commprove Technologies, Coop L’Avvenire 1921, Coop Edili Appennino (Cea), Decoart, Donatello Costruzioni Generali, Effeti Industrie, GBG, Istituto de Angeli, Italia 7, La Falegnami, Malo, Multiservice, Nodavia, Register.it, Richard Ginori, Roberto Cavalli, Sannini in liquidazione, Pietro Signorini e Figli, Sims, TBS.it, Ulivelli.
Grosseto: Mediaworld, Porto Scarlino, Scarlino Energia.
Livorno: Aferpi/Jindal, Bertocci Montaggi, Camst IGD, Clc, Cooplat Piombino, Elettra, Elia, Eurit, Coop La Serenissima, Lonzi Metalli/Rari, Magona, Rimateria, Seca, Unicoop Tirreno.
Pistoia: Defi-Pratesi-Casatex.
Lucca: Azimut Benetti, Caplac, Ercos Ponsi, Kme, Mercatone Uno, Panitaly, Papergroup.
Pisa: Appalti pulizie Trenitalia, Area servizi Autogril Fi Pi Li, Cuoiodepur, Intecs, Italiaonline, Locatelli Saline Volterra/Atisale, Molino Rossi, Mondomarine (ex Cantieri Navali di Pisa), TMM.
Massa Carrara: Costa Mauro, FC Imballaggi, Porto Carrara, Ulivieri ricambi, Vivaldi&Cardino.

Prato: En Eco Group, Varvarito Lavori.
Siena: Bassilichi/Nexi, Enoteca italiana, Floramiata, Whirlpool.
Dall’avvio di questa legislatura regionale, il primo giugno 2015, le crisi aziendali seguite dall’Unità di Crisi della Regione sono state in tutto 64, che vanno ad aggiungersi a quelle ancora aperte o gestite nel corso del 2018.