Usa e rinnovabili, via libera ad un impianto geotermico da 70 MW e a due campi solari

[6 giugno 2013]

La segretaria agli interni Usa, Sally Jewel, ha annunciato l’approvazione del  New York Canyon Geothermal Project per produrre 70 megawatt di energia geotermica, spiegando che «Le approvazioni di oggi aiuteranno a sostenere le economie rurali generando buoni posti di lavoro ed energia affidabile ed a  far progredire la nostra sicurezza energetica nazionale». Dal 2009, il Dipartimento degli interni (Doi) Usa ha approvato 11 impianti geotermici.

Il sito del nuovo impianto geotermico sorge a 25 miglia da  Lovelock, nella Pershing County in Nevada. Alla sua realizzazione lavoreranno circa 150 persone e quando sarà completato darà lavoro a 16 persone. Il New York Canyon Geothermal Project  si estende su 15.135 sacri gestiti dal Bureau of land management (Blm) e verrà costruito dalla TGP Dixie Development Company, una consociata della TerraGen Power, che realizzerà anche una linea elettrica da 230 kilovolt. Il progetto fornirà elettricità sufficiente ad alimentare circa 60.000 abitazioni. Il Blm assicura di aver lavorato a stretto contatto con i suoi partner pubblici e privati e gli stakeholders per ridurre al minimo l’impatto ambientale anche prevedendo una strategia di salvaguardia degli uccelli e dei pipistrelli che vivono nell’area nella quale comunque non vivono specie minacciate di estinzione.

Il Doi sottolinea che «Mentre alcuni potrebbero non essere impressionati da un impianto da 70 MW, questo tipo di progetti crea un precedente importante, perché il loro successo neutralizza le persone che dicono che l’energia alternativa è solo una tecnologia marginale. In altre parole, una volta che questo impianto fornirà energia elettrica affidabile a decine di migliaia di nevadans, non ci sarà più alcun argomento razionale per essere contro di essa. Inoltre, i costi di tali impianti diminuiranno quando ne saranno costruiti sempre di più. Infine, servono anche come esperienze educative, nel senso che ingegneri, progettisti e operai edili  imparano tutti mentre sono sul posto di lavoro e la creazione di maggiori approfondimenti possono essere applicati agli impianti successivi».

La Jewell ha annunciato anche l’approvazione di  due grandi impianti ad energia solare su terreni federali, uno nell’Arizona occidentale e uno in Nevada.

Il Quartzsite Solar Energy Project, nella La Paz County, a circa 10 miglia a nord di Quartzsite, occuperà circa 1.675 acri di federal land  amministrata dal Blm e sarà in grado di produrre 100 MW  di energia elettrica, abbastanza da rifornire circa 25.000 abitazioni. Questo impianto fotovoltaico in Arizona dovrebbe essere anche dotato della tecnologia per stoccare calore e produrre energia elettrica quando il cielo è nuvoloso o dopo il tramonto. La tecnologia a concentrazione della SolarReserve utilizza migliaia di specchi per concentrare la luce solare in cima a una torre di 640 piedi, dove il calore viene utilizzato per produrre vapore che fa ruotare le turbine che producono elettricità. Costruire l’impianto Quartzsite creerebbe circa 430 posti di lavoro, mentre a regime occuperebbe circa 50 persone. L’impianto dovrebbe utilizzare la tecnologia “dry-cooling”  che utilizza molta meno acqua rispetto ai tradizionali “wet cooling” utilizzato dagli impianti energetici. Nell’agosto del 2012 il presidente Usa Barack Obama aveva annunciato che il progetto Quartzsite era tra quelli “fast track” per l’approvazione.

La SolarReserve di Santa Monica, sta cercando un’utility che acquisti l’elettricità del progetto Quartzsite. E’ raro che una centrale ad energia rinnovabile venga costruita senza che ci sia un accordo preventivo in questo senso e fino a che la SolarReserve non riuscirà a farlo la Quartzsite non avvierà i lavori

“Siamo al marketing con le utilities in California e in Arizona – spiega Andrew Wang, direttore per lo sviluppo  di SolarReserve  –  SolarReserve sta costruendo uno dei suoi impianti  in Nevada, e dovrebbe essere completato all’inizio del prossimo anno. L’energia elettrica rifornirà l’utility che serve la zona di Las Vegas, la NV Energy. La company  nel 2014 dovrebbe anche  dare il via alla costruzione di un impianto in California, dove abbiamo un contratto di acquisto con un’utility della California».

La SolarReserve spera anche di costruire una delle sue torri a concentrazione solare vicino alla Gila Bend ma, senza nuove reti di trasmissione di energia in California, l’azienda probabilmente dovrà  vendere l’energia in Arizona, dove le utenze hanno già ampiamente soddisfatto le loro esigenze di energia rinnovabile.

L’atro progetto solare approvato dal Doi è il Midland Solar Energy Project da 350 MW proposto dalla Boulder Solar Power in Nevada. Le concessioni date dal Blm alle facilities  elettriche per gli impianti solari a base di una formula che tiene conto della superficie occupata per capacità produttiva di energia. «Questo è un incentivo perché i progetti mantengano la più piccola footprint possible – dice Neil Kornze, vice direttore del Bureau of land management –  I livelli sono stati progettati per  avere un valore equo di mercato del terreno».

Sulla base delle sue dimensioni, dal progetto Quartzsite dovrebbero entrare ogni anno nelle casse federali 894.000 dollari all’anno come canoni di locazione e le cifre sono le stesse che le utilities fotovoltaiche pagano per i terreni privati.

Dal 2009 il Doe ha approvato 25 “utility-scale solar facilities” e 9 parchi eolici. Altri 15 progetti di energia rinnovabile sono in fase di revisione «Questi progetti stanno aiutando a dare energia alla nostra nazione, a rafforzare la nostra economia ed a  diversificare il nostro portafoglio energetico», ha concluso la segretaria del Doi Jewell.