Entro fine secolo possibile una sostituzione pressoché totale dell’energia fossile

Vivere in tempi (petroliferi) interessanti

Nonostante gli aumenti di produzione, l’entusiasmo per il petrolio shale sta rapidamente scomparendo

[16 aprile 2015]

Si dice che i cinesi usino come una maledizione la frase “possa tu vivere in tempi interessanti”. E, in effetti, non c’è dubbio che viviamo in tempi interessanti, anche troppo per i gusti della maggior parte di noi. Guerre, terrorismo, catastrofi climatiche e, ultimamente, il collasso dei prezzi del petrolio che sta spingendo nel caos l’industria petrolifera.

Eppure, i tempi interessanti sono anche tempi di cambiamento. I tempi in cui abbiamo l’occasione di liberarci del vecchio e, finalmente, di fare posto al nuovo che avanza. E non c’è dubbio che abbiamo terribilmente bisogno di liberarci del vecchio petrolio e dei suoi colleghi combustibili: gas e carbone. Non possiamo più continuare fra convulsioni imprevedibili del mercato e il disastro del cambiamento climatico che ci sta sommergendo. Cose che potremmo anche vedere come “interessanti”, senza dubbio, ma solo nel senso dell’antica maledizione cinese.

Allora, questi tempi interessanti ci stanno offrendo un’occasione per cambiare. Il crollo dei prezzi del petrolio sta avendo come primo effetto la demolizione dell’industria dello “shale” (scisti bituminosi) prodotto negli Stati Uniti. Nonostante che l’industria continui a mandare messaggi di ottimismo ufficiale (1) i dati parlano chiaro (2): il numero di trivellazioni sta diminuendo rapidamente come risultato del crollo degli investimenti. Anche se al momento la produzione continua ad aumentare per via degli investimenti del passato, a breve la vedremo calare. Molti altri produttori sono in difficoltà per via dei bassi prezzi, e l’unico risultato possibile a breve scadenza è il calo generalizzato della produzione mondiale.

In sostanza, la fase dell’entusiasmo per l’abbondanza che il petrolio da scisto ci avrebbe dovuto portare sta rapidamente scomparendo ed è probabile che l’inevitabile declino generalizzato dell’industria petrolifera cominci da quest’anno. Non è una cosa necessariamente negativa, anche se un declino troppo rapido ci metterebbe in difficoltà. Piuttosto è un’occasione per spostare l’attenzione verso nuove sorgenti di energia; sorgenti pulite e inesauribili, le energie rinnovabili.

Siamo veramente a un momento di transizione epocale: lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili negli ultimi 10 anni, circa, ha portato ad arrivare vicini, o anche oltre, ciò che si chiama la “grid parity”, ovvero a un costo di produzione dell’energia elettrica pari a quello della produzione dalla combustione dei fossili. Anche dove l’energia rinnovabile risulta ancora marginalmente più costosa dell’energia fossile, il margine in più è ampiamente compensato dalla sicurezza degli approvvigionamenti e dall’eliminazione dei costi “esterni” (ovvero quelli correlati all’inquinamento). Questo vuol dire poter cominciare a installare senza bisogno di incentivi statali; sono stati utili nel passato, ma ora hanno fatto il loro dovere e non servono più. Il mercato ha cominciato a percepire bene il fatto che l’energia rinnovabile non è più un giocattolo per ambientalisti, ma una tecnologia che conviene e che porta profitti. Così, sono ormai due anni che le installazioni di energia rinnovabile hanno superato quelle di energia fossile: i fossili hanno ormai perso la corsa (3).

Certo, la strada verso un mondo più sicuro e più pulito è ancora lunga. Non basta installare chilowattora di energia elettrica per arrivarci. Bisogna lavorare sulle infrastrutture per creare una “smart grid” che possa accomodare l’abbondante energia prodotta dalle rinnovabili e renderla disponibile quando necessaria. Bisogna ripensare a un sistema di trasporti che sia meno dispersivo e più centrato sulle risorse locali. Ma è possibile: un recente studio pubblicato su ArXiv (4) dall’autore di questa nota e dai suoi collaboratori indica che se aumentiamo gli investimenti sulle rinnovabili possiamo arrivare a una completa (o quasi) sostituzione dell’energia fossile entro la fine del secolo.

Così, è vero che viviamo in tempi interessanti, ma se facciamo le scelte giuste non dobbiamo necessariamente vedere la cosa come una maledizione.

(1)http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-04-15/mai-tanto-petrolio-mondo-offerta-record-storico-marzo-211606.shtml?uuid=AB5Ac4PD)

(2) http://peakoilbarrel.com/eias-april-drilling-productivity-report/

(3)http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-04-14/fossil-fuels-just-lost-the-race-against-renewables

(4)http://arxiv.org/abs/1503.06832