Anche AT & T e Comcast incassano i tagli fiscali di Trump e licenziano migliaia di persone

Walmart annuncia aumenti di stipendio grazie a Trump e intanto licenzia migliaia di lavoratori

L’inganno propagandistico delle grandi imprese a sostegno dei tagli delle tasse ai ricchi di Trump

[12 gennaio 2018]

Anche giornali e telegiornali italiani hanno dato con grande rilievo la notizia che la multinazionale statunitense della grande distribuzione, Walmart, grazie ai tagli delle imposte sulle società (gli stessi che, non si sa bene come, vorrebbe applicare in Italia il redivivo Silvio Berlusconi)  stava offrendo ai suoi dipendenti bonus fino a 1.000 dollari. La stessa Walmart e il presidente statunitense Donald Trump hanno detto che questi bonus salariali sono la prova del fatto che i tagli fiscali alle grandi compagnie (e ai ricchi e ricchissimi) sono anche un vantaggio per la classe lavoratrice.

Ma chi, come ThinkProgress, aveva detto subito che l’annuncio di Walmart nascondeva una realtà molto più complicata, ha ricevuto subito una conferma.  Il quotidiano online statunitense spiega che «I dipendenti Walmart hanno diritto al bonus di 1.000 dollari solo se hanno  lavorato presso l’azienda per 20 anni . La maggior parte dei dipendenti Walmart, ovviamente, non ha lavorato lì così a lungo. Questi dipendenti riceveranno un bonus più piccolo in base all’anzianità. Walmart non ha spiegato esattamente come funzionerà la “scala mobile”, ma ha affermato che il valore totale dei bonus sarà di  400 milioni di dollari. Walmart ha circa 2,1 milioni di dipendenti, il che equivale a un bonus medio di circa 190 dollari». Il bonus una tantum che Walmart ha annunciato ieri ammonta a poco più del 2% percento del valore totale del taglio delle tasse che la multinazionale otterrà grazie alla nuova tassazione favorevole alle mega-imprese e ai ricchi voluta da Trump e dal Partito Repubblicano.

Nell’anno fiscale 2017, Walmart ha avuto profitti – prima delle tasse . per  circa 20,5 miliardi di dollari e ha pagato un’aliquota fiscale federale effettiva di  circa il 30% . Con la nuova aliquota dell’imposta sulle società del 21%, il taglio delle imposte alla corporation vale almeno 1,85 miliardi di dollari all’anno. ThinkProgress  fa notare  che «Visto che questo taglio è permanente, nel tempo i veri benefici per Walmart diventeranno molto più grandi». Ma quel che è certo è che, nei prossimi 10 anni, questo taglio delle tasse porterà nelle già pingui casse di Walmart. ben 18 miliardi di dollari.

Come se non bastasse, ora sembra proprio che l’annuncio del bonus ai dipendenti sia stato programmato con attenzione per lanciare una campagna mediatica – alla quale hanno abboccato in molti anche in Italia – per coprire la durissima realtà di migliaia di licenziamenti – improvvisi e non annunciati – proprio alla Walmart.

Secondo Business Insideri, ieri Walmart ha chiuso improvvisamente numerosi negozi Sam’s Clubs negli Stati Uniti. In alcuni casi «i dipendenti non sono stati informati delle chiusure prima di presentarsi al lavoro giovedì» e hanno appreso che il loro store  era stato chiuso solo quando sono andati al lavoro e hanno trovato le porte del negozio serrate e un avviso che annunciava la fine dell’attività.

Walmart ha confermato le chiusure improvvise e ha dato sull’account Twitter ufficiale della compagnia una specie di laconica spiegazione: “Closing clubs is never easy”. Una beffa per chi si è trovato senza lavoro da un giorno all’altro mentre in televisione l’azienda per cui lavorava annunciava bonus e una pacchia salariale grazie ai draconiani tagli delle tasse per i ricchi di “zio” Donald.

Solo ieri, Business Insider ha contato almeno 68 negozi chiusi da Walmart in tutto il Paese e anche qui si tratta spesso di tagli senza pietà: infatti tre store chiusi erano a Puerto Rico devastato dall’uragano. Altri negozi saranno chiusi nei prossimi giorni.

ThinkProgress  denuncia che Il comportamento di Walmart fa parte di uno schema di inganno propagandistico delle grandi imprese a sostegno dei tagli delle tasse ai ricchi voluto dal Partito Repubblicano e dall’Amministrazione Trump che, dietro la retorica della difesa populista della “classe media” bianca impoverita,  mettono in atto le più tradizionali ricette neoliberiste che hanno prodotto quell’impoverimento.

E Walmart non è neanche la prima ad usare questa sorta di “greenwashing” sociale: multinazionali potentissime e ricchissime come  AT & T e Comcast avevano già annunciato, con rulli di tamburi e pacche sulle spalle di The Donald, bonus per i loro dipendenti e intanto ne hanno licenziarti a migliaia.

Ma ThinkProgress smentisce anche un’altra notizia che va per la maggiore in Italia (e rilanciata anche dagli inviati dei nostri giornali e telegiornali negli Usa): «Mentre Trump parla di un “boom del lavoro”, la crescita dell’occupazione è stata più lenta nel 2017 rispetto a qualsiasi anno a partire dal 2010».