What’s Nest? A Pisa il nuovo Centro toscano per start-up e nanotecnologie

[8 maggio 2015]

Negli atomi che compongono tutti i materiali dell’universo, biologici e non, a prevalere è il vuoto: tra i nuclei e gli elettroni che gli ruotano vorticosamente intorno, non c’è materia. Per dare un’idea delle grandezze, se questo “vuoto” sparisse da tutti gli atomi che compongono il nostro Pianeta, la Terra avrebbe circa le dimensioni di un’arancia; in tale disegno la Toscana, se va bene, somiglierebbe al massimo a un granello di polvere. In questo mondo dell’infinitamente piccolo, e dalle potenzialità di sviluppo scientifico infinitamente grandi, si inserisce l’apertura del Centro di competenze sulle nanotecnologie voluto dalla Scuola Normale Superiore di Pisa e dalla Regione Toscana (che due anni fa ha finanziato l’implementazione del Centro con 1 milione di euro), inaugurato ieri presso il Nest – National enterprise nano sciences and nano technologies di piazza San Silvestro (Pisa).

Proprio dalla Scuola Normale Superiore di Pisa arriva una delle menti più brillanti nel campo delle nanotecnologie, quel Roberto Cingolani (il suo ultimo libro si intitola giustappunto Il mondo è piccolo come un’arancia) che oggi è direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, ma con il nuovo Centro pisano l’obiettivo è quello di fare rete sul territorio.

Il governatore Rossi, ieri al taglio del nastro, ha annunciato che scriverà alle 3.500 aziende più competitive e dinamiche, ma anche alle multinazionali operanti in Toscana, per far loro presente che, da oggi, hanno a disposizione una nuova struttura che permette di fare start up. Specializzato nell’infinitamente piccolo (nano significa un miliardesimo di un metro, siamo cioè a livello molecolare o addirittura atomico), il Centro offre infatti dalla certificazione dei nanomateriali a strumenti di misura e caratterizzazione morfologica elettrica e magnetica. Il personale – sottolineano dalla Regione – è in grado di progettare e realizzare nanofabbricati, fornire consulenze e formazione all’uso della particolare strumentazione necessaria a lavorare e realizzare nell’infinitamente piccolo: siamo insomma di fronte a una opportunità in più per tutti coloro che puntano sull’innovazione tecnologica.

Opportunità che potranno essere sia economiche che ambientali. Partendo nel 2008 da cifre modeste, oggi il business delle nanotecnologie fattura nel mondo oltre 3 trilioni di dollari. All’inizio il settore che utilizzava nanotecnologie era quasi esclusivamente quello chimico mentre oggi si è esteso al farmacologico, alla salute, al cibo, come pure alla difesa, all’aeronautica. Ma una delle frontiere più interessanti, ma anche una di quelle lungo le quali è necessario muoversi con più responsabilità, è proprio quella dello sviluppo sostenibile. La speranza è che adesso, con il Centro, possa avere un alleato in più in Toscana.