Galletti: «Documento attorno al quale edificare l’Italia dei prossimi decenni: non un libro dei sogni»

Wwf: bene la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile

Le cinque aree di intervento: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership

[4 ottobre 2017]

Il 2 ottobre il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, ha approvato la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Il governo sottolinea che «Il documento, frutto di un lungo processo di consultazione e di lavoro condiviso con le amministrazioni centrali, le Regioni, la società civile, il mondo della ricerca e della conoscenza, intende offrire un quadro di riferimento comune al Paese su una visione di sviluppo orientata alla sostenibilità. Individua per questo cinque aree di intervento: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership. La Strategia prende le mosse dall’aggiornamento della precedente “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010″, ma ne amplia la prospettiva, facendo proprio il messaggio e i contenuti dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel 2015 alle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato e di Governo, in linea con l’Accordo raggiunto nel 2015 in occasione della “Conferenza delle Parti” di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici. L’approvazione della Strategia rappresenta il primo passo per declinare e calibrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’ambito della propria programmazione economica, sociale e ambientale. A questa approvazione seguirà una seconda fase, coordinata dalla Presidenza del Consiglio, per la definizione e quantificazione degli obiettivi da associare agli obiettivi di sviluppo sostenibile che la Strategia stabilisce, nonché l’individuazione di metodi condivisi per il loro monitoraggio e per la valutazione del contributo delle politiche attuali e future al loro raggiungimento».

Galletti ha spiegato che la Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile «E’ il documento attorno al quale edificare l’Italia dei prossimi decenni: non un libro dei sogni, ma l’indirizzo preciso fornito da istituzioni e società civile per raggiungere gli obiettivi dell’Onu e onorare l’Accordo di Parigi sul Clima. Spero che la politica trovi il tempo e la responsabilità di confrontarsi su questi temi in campagna elettorale. Le cinque ‘P’ su cui è strutturata questa Strategia e rispetto alle quali ora verranno individuati target e conseguenti azioni di monitoraggio richiamano alla profonda interrelazione tra dinamiche economiche, crescita sociale e qualità ambientale. Il documento fissa tra i perni dello sviluppo futuro la centralità della persona con il contrasto a povertà ed esclusione, come anche la salute del Pianeta che passa dalla tutela delle risorse naturali, a partire dal territorio e dall’acqua. E ancora – prosegue – la Strategia promuove una prosperità che sia garantita da nuovi modelli sostenibili orientati a efficienza e innovazione, la ricerca della pace eliminando le diseguaglianze che pesano sulle nostre società e infine la partnership necessaria a raggiungere ogni grande risultato».

Il ministro dell’ambiente ha concluso: «E’ chiarissima la linea di coerenza con ciò che abbiamo chiesto tutti insieme firmando l’Accordo di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici, sotto la spinta morale dell’Enciclica di Papa Francesco e l’impegno delle Nazioni Unite: un nuovo modello di crescita in cui l’ambiente sia riferimento delle scelte economiche e chiave del cambiamento sociale. Di questo processo  Italia ed Europa sono protagoniste».

Secondo il Wwf, «L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile è certamente un fatto significativo. Tuttavia il vero nodo da sciogliere si manifesterà quando la Strategia stessa dovrà essere completata con le indicazioni degli obiettivi precisi da raggiungere, degli strumenti e dai tempi entro cui raggiungerli e dal puntuale monitoraggio degli stessi (fatto che il Governo promette di poter approvare prima della fine dell’anno). La Strategia che sarà gestita dalla Presidenza del Consiglio dovrà costituire il vero framework di riferimento necessario a impostare una nuova e concreta politica per la sostenibilità. Si tratta dell’applicazione operativa e innovativa nel nostro paese dell’Agenda 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati in sede Nazioni Unite nel settembre 2015 da tutti i paesi del mondo».

Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia, conclude: «Riteniamo che tutti i rapporti e le strategie ora in via di elaborazione o di discussione, quali la Strategia Energetica Nazionale, la Strategia per l’Economia Circolare, il Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, debbano seguire il taglio della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile”.  È necessario che sia la politica che l’economia raggiungano presto la consapevolezza che lo sviluppo del futuro o sarà sostenibile o non ci sarà: non ci sono alternative».