Elezioni in Sardegna, gli ambientalisti (per ora) tirano un sospiro di sollievo

Le tre domande del Fai al nuovo governatore Pigliaru

[18 febbraio 2014]

Ancora una volta i sondaggi sono stati smentiti clamorosamente e il vero sconfitto delle elezioni in Sardegna è il redivivo Silvio Berlusconi che credeva di incantare ancora i sardi con un po’ di cerone,  tanto cemento e una fantomatica zona franca regionale. L’alluvione e la disillusione sembrano aver portato a rifugiarsi nel non voto o a scelte più sagge, anche se  l’ormai ex governatore Cappellacci  ci aveva provato fino all’ultimo  con  l’approvazione provvisoria e preliminare “dell’Aggiornamento e revisione  del PPR del 2006”, il cosiddetto Piano Paesaggistico dei Sardi (PPS), seguito dalla pubblicazione dei documenti e che secondo Legambiente Sardegna, «Un primo esame della documentazione, complessa e ponderosa, conferma il quadro preoccupante sulle prospettive del Piano paesaggistico sardo che avevamo espresso all’atto dell’annuncio.  Infatti siamo in presenza non di una revisione ed aggiornamento ma sostanzialmente di un nuovo PPR, soprattutto nella parte normativa, che stravolge il PPR del 2006».

Oggi, mentre Sinistra ecologia e libertà fa notare che senza i bistrattati partitini della Sinistra il PD renziano non avrebbe vinto in Sardegna,  il Fondo ambiente italiano (Fai) si congratula  con il  nuovo governatore Francesco Pigliaru, «La cui nomina rappresenta la bocciatura della linea Cappellacci. Auspichiamo ora l’attuazione di un programma politico che metta al centro la tutela della terra, del paesaggio, del patrimonio ambientale e culturale per rilanciare la crescita sociale ed economica della regione. Temi affrontati dal Fai nel Convegno Nazionale “Sardegna domani! Terra Paesaggio Occupazione Futuro” che si è svolto a Cagliari il 28 novembre 2013 e da cui è emersa una forte critica e la richiesta di revoca del Piano Paesaggistico dei Sardi (PPS). In questo contesto riteniamo sia stata fondamentale la presa di posizione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e in particolare il ruolo svolto dal Sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, nell’impugnare presso la corte Costituzionale il PPS di Ugo Cappellacci».

Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario Fai,  in accordo con il presidente Andrea Carandini,  rvolge tre richieste a Pigliaru: «1. Cosa ne farà della delibera con cui Cappellacci a ottobre ha approvato il PPS riconfermandolo venerdì 14 febbraio nell’ultima giunta regionale senza la VAS (valutazione ambientale strategica)? 2. Tra i temi del Convegno FAI la necessità di recuperare l’agricoltura come elemento economico ma anche di salvaguardia del paesaggio: quali sono le sue politiche affinché si abbatta quell’80% di importazione di prodotti alimentari dall’esterno della Sardegna? 3. Il Convegno FAI è avvenuto a ridosso dell’alluvione: come intende infrastrutturare il territorio per difenderlo da ulteriori disastri idrogeologici?».