Emergenza Ebola, gli infettivologi a Genova: «Gli italiani possono stare tranquilli»

[27 ottobre 2014]

Genova, città che da sempre vive in simbiosi col suo porto, ha da sempre avuto a che fare con le malattie infettive nascoste nelle imbarcazioni che facevano approdo nella città. È qui che è nata e si è sviluppato uno dei primi centri in Italia di malattie infettive, ed è qui che si è aperto il XIII Congresso nazionale della Simit – Società italiana malattie infettive e tropicali. Il summit che si propone di affrontare due emergenze in particolar modo: una verifica sulla situazione d’emergenza riguardante l’Ebola, e una discussione sui batteri “cattivi”, per colpa dei quali la sanità internazionale sta rischiando di perdere la sfida sul fronte degli antibiotici.

«La novità principale – sostiene Massimo Andreoni, primario di Malattie infettive al Policlinico universitario Tor Vergata di Roma e presidente Simit – è che la Nigeria è stata dichiarata “ebola free”. E, dato che anche nel Senegal non ci sono stati ulteriori casi, si può dire che l’epidemia è contenibile. Quello che è riuscito a fare la Nigeria è qualcosa che si può fare in qualsiasi altra parte del mondo. Se si applicano giuste misure l’epidemia può essere contenuta. Gli italiani, quindi, possono stare tranquilli perché il sistema di controllo, con tutte le misure necessarie al contenimento, è già attivo».

Ma sul tavolo non c’è solo l’emergenza Ebola. Tra gli altri obiettivi del congresso ci sono infatti quello di rivedere le nuove terapie antiepatite C e analizzare il rapporto costo-efficacia; di presentare i nuovi farmaci anti HIV e valutare la sostenibilità di tali terapie; di valutare i rischi connessi allo sviluppo di batteri e funghi multiresistenti e la loro diffusione epidemiologica; di affrontare l’emergenza di nuove malattie infettive e la ricomparsa di vecchie.

«Per quanto riguarda le tematiche congressuali – chiosa Gianni Cassola, altro presidente – abbiamo cercato di dare spazio anche ad argomenti magari meno sviluppati nel corso degli ultimi anni, pur lasciando ampia visibilità alle più recenti attualità dei vari settori. Si è inoltre cercato di valorizzare i contributi scientifici, in particolare quelli dei giovani ricercatori, dando loro la possibilità di esposizione orale ed attribuendo premi speciali ai lavori migliori».