Energia e clima, quale successo? Barroso e Hedegaard esultano: «L’Ue leader mondiale»

L'accordo sui targets per il 2030 visto dall'interno della Commissione Ue

[24 ottobre 2014]

La commissaria europea uscente all’azione climatica, Connie Hedegaard  dà un giudizio positivo dell’accordo sul pacchetto clima energia raggiunto al Consiglio europeo: «Sono molto orgogliosa del fatto che i 28 leader dell’Unione europea, nonostante l’incertezza economica ed altre gravi crisi internazionali, siano stati in grado di arrivare ad agire insieme su questa pressante sfida climatica. Lo sforzo  vincolante per ridurre del  40% le emissioni interne in Europa non è un compito facile.  Può essere raggiunto solo attraverso una profonda trasformazione in tutte le parti della società. Ecco perché la decisione dei leader dell’Ue di adottare la proposta della Commissione è un ambizioso e importante passo in vanti. Importante non solo per gli europei, ma anche al resto del mondo.

Abbiamo inviato un segnale forte alle altre grandi economie e a tutti gli altri Paesi: abbiamo fatto il nostro dovere, ora li invitiamo a seguire l’esempio dell’Europa. Per mantenere  l’Europa sulla strada giusta verso una società low-carbon, è estremamente importante che i leader  abbiano anche accettato l’obiettivo vincolante pe le energie rinnovabili a livello Ue, proprio come proposto dalla Commissione. Ed è bene che abbiano deciso di fare di più in materia di efficienza energetica, anche se qui la Commissione avrebbe voluto una maggiore ambizione. Ma ora la rotta verso il 2030 è stata impostata. Ora, gli Stati, le regioni, i comuni, i businesses, gli investitori ed i cittadini sanno tutti dove stiamo andando. Questa è una buona giornata per la politica climatica in Europa».

Il Presidente uscente della Commissione Ue, Manuel Barroso, si è detto addirittura  felice «che le ambiziose proposte della Commissione europea per un taglio di almeno il 40% delle emissioni di gas serra siano state approvate».

Nella sua dichiarazione al Consiglio europeo Barroso si è tolto diversi sassolini dalla scarpa ed ha ricordato che «quando abbiamo presentato la nostra strategia a gennaio, molti dicevano che era la cosa sbagliata da fare al momento sbagliato. Stasera abbiamo dimostrato questi dubbiosi che si sbagliavano. Abbiamo l’approvazione e abbiamo un sostegno unanime del Consiglio europeo di questo obiettivo molto ambizioso. Questo pacchetto 2030 è una buona notizia per la nostra lotta contro il cambiamento climatico. Nessun player al mondo è tanto ambizioso quanto l’Unione europea quando si tratta di tagliare le emissioni di gas serra. Infatti, la prova che questo sia ambizioso è che stiamo passando da un obiettivo del 20% di riduzione entro il 2020 rispetto al 1990 al 40% entro il 2030, raddoppiando così lo sforzo. Quindi, questo è davvero un target molto ambizioso, ma anche realizzabile bersaglio».

Rispondendo al gruppo degli eco-scettici sconfitti, ma ben compensati con commissari Ue e con la presidenza dello stesso Consiglio, Barroso ha detto che l’accordo sul pacchetto clima-energia «è anche un bene per la competitività dell’Europa perché ci mantiene sulla strada verso un’economia low-carbon e la crescita verde, con il sostegno finanziario e la solidarietà necessari. Il caso economico per la lotta contro il cambiamento climatico è chiaro: sul lungo periodo, non agire è molto più costosa. Questo accordo è anche vitale per la nostra sicurezza energetica. Riducendo le emissioni, aumentando le fonti rinnovabili e il risparmio energetico di almeno il 27%, riduciamo la nostra dipendenza dai combustibili fossili importati da fornitori instabili o inaffidabili. E’ anche questo il motivo per cui ci sarà da accelerare sulle infrastrutture energetiche e le interconnessioni strategiche, in modo che possiamo avere un vero mercato interno dell’energia. Sono anche felice che la proposta avanzata dalla Commissione di avere un aumento del 15% entro il 2030 sulle interconnessioni sia stato confermato. Queste infrastrutture fisiche sono di fondamentale importanza per il reale funzionamento del mercato interno».

Per Barroso l’accordo «mantiene l’Europa saldamente alla guida dei negoziati internazionali sul clima, in vista del vertice di Parigi del prossimo anno e del davvero prossimo meeting a Lima. Abbiamo dato l’esempio ed altri dovrebbero seguirlo. L’Europa rappresenta solo il 11% delle emissioni globali, quindi abbiamo bisogno di tutti gli altri per arrivare passo passo al traguardo.  Ho rappresentato l’Unione europea nel vertice sul cambiamento climatico organizzato dal segretario generale Ban Ki-moon in settembre a New York, quando si è tenuta l’Assemblea generale, e posso dirvi quanto questa leadership da parte dell’Unione europea fosse attesa, sia dal Segretario generale stesso che da tutte quelle forze progressive che vogliono vedere un vero e proprio impegno globale per salvare il nostro pianeta. Quindi, l’aver definito questo standard molto alto  spero che porterà gli altri nella giusta direzione, perché abbiamo bisogno che anche altri,  a cominciare dalle maggiori economie, aderiscano a questi impegni ambiziosi dell’Unione europea».

Barroso ne ha approfittato per fare un quadro agiografico della sua contestata presidenza della Commissione Ue: «L’accordo di oggi si basa sul pacchetto 2020, che è stato adottato nel mio primo mandato ed è ora in fase di piena attuazione. Ho detto che a quel tempo c’erano molte voci che dicevano che era impossibile e che era troppo, che era eccessivo. La realtà è che il pacchetto clima-energia, che abbiamo adottato nel mio primo mandato che è stato proposto nel 2007, è ora sulla buona strada. Spero che raggiungeremo  tutti gli obiettivi. Così, secondo le nostre stime, centreremo i tre obiettivi che ci sono stati assegnati. Quindi sono felice di questo e sono molto contento che siamo stati in grado di mostrare un livello di ambizione ancora più grande per il 2030.

Una politica climatica ed energetica integrata è stata il filo rosso, o meglio ancora, il filo verde che ha attraversato il mio decennio in carica. Ecco perché sono anche contento che oggi possiamo concluderlo e voglio lodare anche la leadership del presidente del Consiglio europeo, perché era difficile mantenere tutti a bordo. Siamo stati in grado di ottenere quel  che oggi il presidente del Consiglio europeo, ha detto all’inizio del nostro meeting, quello che potrebbe essere il miglior regalo che potevamo ricevere. Quindi penso che ora l’Unione europea possa essere felice che abbiamo cambiato la natura del dibattito e che abbiamo cambiato la realtà sul terreno. Questo è, naturalmente, il lavoro che ci aspetta per fare in modo che a Parigi il prossimo anno possiamo vedere un importante passo avanti».