2017: il futuro a 100 anni dalla Rivoluzione di ottobre, visto dai sovietici degli anni ’60 (FOTOGALLERY)

Geoingegneria, robot, razzi fotonici e treni nucleari, come l’Urss che non c’è più vedeva il mondo

[5 gennaio 2017]

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Il 2017 segna il centesimo anniversario della Rivoluzione di ottobre, un evento che cambiò il mondo, produsse grandi speranze e altrettanto grandi delusioni e sofferenze. In Russia si stanno preparando le celebrazioni e Sputnik/Ria Novosti  pubblica le immagini risalenti agli anni ’60 – in piena destalinizzazione, quando l’Urss, uscita vincitrice dalla seconda guerra mondiale era piena di fervore patriottico e internazionalista e speranza nel futuro – che  provengono da uno studio che immaginava la vita nell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss) nel 2017, quando il primo Stato comunista del mondo avrebbe avuto 100 anni.

Sputnik spiega che «Un diapofilm intitolato “Nel 2017” e uscito nel 1960 e dedicato all’anno del centenario della Rivoluzione di ottobre, presenta le tecnologie che l’Urss pensava di sviluppare entro questa data».

Ci sono tecnologie che somigliano molto a quanto poi è stato veramente inventato (anche se non nell’Urss/Russia) ma anche tecnologie come il treno nucleare o opere di geoingegneria che, da sogno degli anni ’60, oggi sarebbero un incubo ambientale e climatico.

In queste immagini, che ricordano molto le copertine della Domenica del Corriere degli stessi anni, si respira ingenuità ma anche fede nella incrollabile certezza delle magnifiche sorti progressive del genere umano e in un socialismo che avrebbe utilizzato la tecnologia per cambiare il mondo. E’ andata diversamente e il socialismo reale è tramontato soffocato dalle sue stesse contraddizioni, da regimi burocratici, ossificati, dittatoriali che hanno tradito quelle speranze  ed hanno investito le risorse che dovevano servire a costruire il mondo nuovo, il futuro sognato negli anni ’60,  in una corsa agli armamenti che ha portato l’Urss e i suoi regimi satelliti verso la disintegrazione. Il 2017 sarà il centenario di un Paese e di impero che non ci sono  più e di una rivoluzione che voleva cambiare il mondo, che ha sconfitto il nazifascismo, ma che non ha saputo – e forse potuto –  essere davvero rivoluzionaria.

Ma vediamo insieme come i sovietici vedevano il loro Paese che non c’è più dopo 100 anni di socialismo reale:

Gli scolari sovietici del 2017 avrebbero guardato una “lente di ingrandimento del tempo”  per vedere come sarebbe stato il loro Paese nel futuro. Sembra un videogioco dei nostri tempi, però collettivo.

Una metropolitana trans-urbana avrebbe collegato tutte le regioni artiche, permettendo di assicurare il trasporto di merci continuo in tutto il grande nord dell’Urss. Progetto impossibile nell’Artico di oggi, col permafrost che si scioglie a causa del riscaldamento globale e che causerebbe enormi fuoriuscite di metano.

Dei missile fotonici avrebbero attraversato lo spazio ala velocità della luce, portando l’umanità sovietica fino al sistema stellare di Alpha Centauri. La Federazione Russa ha raccolto l’eredità spaziale dell’Urss, ma l’obiettivo più lontano che si pone oggi il Paese di Yuri Gagarin è quello di andare sulla Luna come gli americani o di arrivare per prima su Marte.

Nel 2017 in tutte le case sovietiche ci sarebbe stato un tele-videofono, un  ibrido tra un televisore e un telefono, che avrebbe permesso di comunicare con persone che si trovavano in qualsiasi luogo del mondo. Insomma,  i futurologi sovietici avevano già previsto i personal computer e Skype.

L’opera forse ambientalmente più folle è però la diga costruita sullo Stretto di Bering, percorsa da treni nucleari per cllegare Asia e America e  che avrebbe dovuto anche impedire alle gelide correnti  dell’Oceano Artico di raffreddare il clima dell’Estremo Oriente Russo, che così sarebbe diventato più dolce. Un’opera fortunatamente non realizzabile, ma che avrebbe causato una catastrofe ambientale e climatica inimmmaginabile.  .

Tanto per restare alla geoigegneia, i sovietici prevedevano che nel 2017 sarebbero state costruite sotto terra delle città di “eterna primavera” nelle aree dove fa troppo freddo. Valgono le stesse considerazioni fatte per la metropolitana trans-urbana artica e oggi le città artiche della Russia rischiano davvero di finire sotto terra, ma perché sprofondano nel terreno ghiacciato che si sta letteralmente sciogliendo.

C’è anche il robot cuoco che prepara pranzo e cena realizzando le ricette che vengono scritte su un foglio di carta e introdotte in una fessura. I sovietici degli anni ’60 non potevano pensare che l’iperconsumismo capitalista ci avrebbe portato ai piatti pronti e ai forni a micro-onde, ma ci si erano avvicinati e forse la domotica realizzerà presto anche questo loro “sogno”.

L’invenzione forse più buffa prevista dagli scienziati dei anni ‘60 era l’orologio a mano, che avrebbe svegliato i sovietici del 2017 con una schicchera ben assestata sul naso.

Ma gli scienziati di Nikita Sergeevič Chruščëv avevano previsto anche il cambiamento climatico e pensavano che nel 2017 le città dell’Urss avrebbero avuto delle stazioni meteorologiche volanti che avrebbero permesso a un solo operatore di domare una tempesta e di indebolire un uragano. Invece, a 100 anni dalla Rivoluzione di ottobre, è l’intera umanità a dover fare i conti con eventi meteorologici sempre più estremi, violenti e indomabili.