Il 2017 in Gran Bretagna è stato l’anno “più verde” per l’elettricità dalla rivoluzione industriale

Ma il Regno Unito consuma ancora troppo gas e nucleare

[28 dicembre 2017]

Secondo i dati pubblicati da National Grid,  il 2017 per il Regno Unito è stato l’anno più verde di sempre in termini di produzione di energia elettrica nazionale e l’aumento delle energie rinnovabili ha contribuito a battere 13 record dell’energia pulita, che per il governo di Londra comprende anche il nucleare.

Infatti,nel 2017 in Gran Bretagna  energia eolica, solare e nucleare hanno prodotto insieme più energia rispetto di gas e carbone e dal 2012 il Regno Unito ha dimezzato le emissioni di carbonio nell’industria elettrica, diventando così il quarto sistema energetico più pulito in Europa e il settimo in tutto il mondo.

Un portavoce del Dipartimento dell’energia britannico ha confermato a BBC News che  «Il Regno Unito sta riducendo le emissioni più velocemente di qualsiasi altro paese del G7, che comprende Stati Uniti, Giappone, Germania, Italia, Francia e Canada. Il governo prevede di ridurre le emissioni di carbonio fino a tutti gli anni 2020, sostenendo nel contempo la creazione di posti di lavoro ben retribuiti nel settore low carbon. Il Regno Unito è un leader mondiale nella crescita pulita».

In effetti, ad aprile, il Regno Unito ha avuto il suo primo periodo di 24 ore dalla rivoluzione industriale senza utilizzare energia prodotta col carbone e il governo conservatore si è impegnato ad eliminare entro il 2025 le centrali a carbone ancora in funzione, per riuscire a rispettare gli impegni presi dalla Gran Bretagna con l’Accordo di Parigi.

Una ricerca indipendente di MyGridGB dimostra che per il 90% del 2017 (fino al 12 dicembre) le energie rinnovabili in Gran Bretagna hanno fornito più energia del carbone de che da solo l’eolico ha rodotto più elettricità delle centrali a carbone per oltre il 75% dei giorni quest’anno.

In questo mutevole scenario, nel 2017 per la prima volta il costo dell’energia eolica britannica è sceso sotto quello ipersovvenzionato del nucleare,

Ma le associazioni ambientaliste e i gruppi che si occupano di energia avvertono che, nonostante i successi, se vuole davvero raggiungere i suoi obiettivi di taglio delle emissioni di gas serra, il Regno Unito deve affrontare subito la questione della sua dipendenza dal gas. Mentre resta aperta quella enorme della sua dipendenza dal nucleare.

I dati evidenziano che la produzione giornaliera di elettricità da gas è stata superata dall’eolico in oli due giorni all’anno e le energie rinnovabili, tra cui eolico, solare, biomasse, idroelettrico ed energia del mare,  hanno battuto i combustibili fossili solo per 23 giorni all’anno.

Andrew Crossland, di MyGridGB e del  Durham Energy Institute, ha sottolineato che «Il governo si è concentrato sulla riduzione dell’uso del carbone che ora fornisce meno del 7% della nostra elettricità. Tuttavia, se continuiamo a utilizzare il gas al ritmo attuale, la Gran Bretagna fallirà gli obiettivi del carbonio e sarà pericolosamente esposta ai rischi dell’approvvigionamento e dei prezzi nei mercati internazionali del gas. Ora è necessario un rinnovato sostegno del governo alle alternative low carbon per evitare gli shock dei prezzi e dell’offerta per le nostre forniture di calore ed elettricità».

Emma Pinchbeck, direttrice esecutiva di Industry body RenewableUK, ha chiesto «più audacia» al debole governo May già alle prese con la Brexit e ha sollecitato «La realizzazione di energia eolica onshore in tutto il Regno Unito in un ambizioso accordo settoriale con l’industria eolica off shore che nel 2018 potrebbe contribuire a garantire l’età dell’oro per le rinnovabili».