Tre richieste al governo contro le armi nucleari, a 70 anni da Hiroshima e Nagasaki

Ma gli Usa vogliono ammodernare le bombe atomiche B-61 dislocate a Ghedi e Aviano per caricarle sugli F-35

[30 ottobre 2015]

Disarmo NUcleare

Rete Disarmo e Beati i Costruttori di Pace hanno promosso la Campagna3 richieste contro le armi nucleari un’iniziativa/petizione per il disarmo nucleare  che contiene tre richieste:  1)    Chiediamo al Governo Italiano di escludere con chiarezza l’acquisizione di aerei F-35 con capacità nucleare 2)    Chiediamo al Governo italiano di riflettere sul grande movimento che sta nascendo attorno alla Solenne Promessa (il Pledge) del Governo dell’Austria e di aderirvi. Un’iniziativa che è pienamente in sintonia con la vocazione multilaterale e con l’ideale etico del nostro Paese.  Chiediamo all’Italia di unirsi agli ormai 117 Stati (al 16 settembre) che lo hanno sottoscritto, cioè circa il 60% dei membri dell’ONU.  3)    Chiediamo al Governo Italiano un atto di solidarietà nei confronti della Repubblica delle Isole Marshall che ha presentato ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia contro le nove potenze dotate di armi nucleari.

Le Isole Marshall, un piccolo Stato insulare del Pacifico con 70.000 abitanti, furono usate per 12 anni dagli USA  come un poligono militare dove sperimentare le loro bombe atomiche sempre più grandi e potenti.  I Pacifisti dicono che «Rivolgendosi alla Corte Internazionale, le Isole Marshall hanno dimostrato di credere nella forza del diritto: non per ottenerne qualche risarcimento, ma per il bene dell’umanità, chiedono alla Corte di giudicare se le potenze nucleari abbiano ottemperato agli obblighi di negoziare in buona fede un accordo che porti rapidamente al disarmo nucleare totale».

Un’iniziativa rilanciata il 28 ottobre con l’incontro “La strada verso il disarmo nucleare. Confronto tra Parlameanto, Governo, Società civile”, un momento di confronto, promosso da Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons ICAN, Rete Italiana Disarmo RID, sulle possibili strade del disarmo nucleare, promosso dalla società civile all’indomani della seconda Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari (il 26 di settembre) e nel solco delle proposte internazionali dell’Iniziativa Umanitaria e della Solenne Promessa dell’Austria.

I pacifisti ricordano che «Sono passati 70 anni esatti dalle bombe atomiche che distrussero Hiroshima e Nagasaki. Fare memoria in modo sincero e serio per noi significa impegnarci, perché riguardo alle atomiche vengano prese dagli Stati decisioni concrete, non solo firmati documenti. I fatti nel presente non sono incoraggianti. Per quanto concerne l’Italia siamo sconcertati per le notizie riguardo l’ammodernamento delle bombe atomiche B-61 di proprietà statunitense, dislocate in due basi sul territorio italiano, Ghedi (BS) e Aviano (PN). Sappiamo della loro presenza da alcuni anni, ma solo negli ultimi tempi è diventato sempre più certo il progetto per ammodernarle, trasformandole da bombe a gravità, in bombe con un sistema autonomo di guida direzionale. E ciò che più sgomenta è la spiegazione che ci viene dai portavoce militari USAl’ammodernamento delle bombe nucleari B-61 è necessario affinché possano essere caricate sui nuovi F-35 Joint Strike Fighter. Proprio in questo 70° anniversario vogliamo dire con forza che l’Italia non può dotarsi di armi nucleari. Non può perché la sua vocazione alla pace e i principi sanciti dalla Costituzione le impediscono di armarsi per atti di guerra di aggressione; e le bombe nucleari non servono per la difesa. Tanto più che l’Italia ha sottoscritto impegni internazionali, quali il Trattato di Non Proliferazione, che le vietano, in modo assoluto, di dotarsi di bombe atomiche!»