74 bambini potranno usufruire di visite sanitarie gratuite e ospitalità nel centro Speranza

Trent’anni da Chernobyl, e il progetto Rugiada: firmato l’accordo per il 2016

In Bielorussia 1.141.000 persone, di cui 217.000 bambini, vivono ancora nelle zone contaminate

[29 febbraio 2016]

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Angelo Gentili responsabile di Legambiente solidarietà e di Makushinsky Viaceslav Grigoryevich direttore del Centro Speranza, una struttura ecosostenibile in zona non contaminata della Bileorussia, hanno  firmato un accordo che garantirà anche per il 2016 le visite sanitarie e l’ospitalità a 74 bambini residenti nelle zone contaminate di Chernobyl, un risultato reso possibile anche dall’aiuto di Weleda, azienda internazionale leader nel settore della cosmesi naturale e di qualità.

Gentili ha detto: «Siamo molto felici di aver firmato l’accordo anche per il 2016, contribuendo così a dare speranza ad altri bambini che vivono in zone ancora fortemente contaminate dalle radiazioni mangiando cibo radioattivo e bevendo acqua contaminata. Il Centro speranza, oltre a essere fondamentale per le visite sanitarie, è anche un centro di primo ordine per la sostenibilità ambientale e le buone pratiche: è alimentato con pannelli fotovoltaici e solari termici, ha un impianto a biomasse, gli edifici sono coibentati, il cibo biologico e si pratica costantemente la raccolta differenziata. Un esempio da ogni punto di vista».

La delegazione di Legambiente ha anche  consegnato “pacchi puliti” di generi alimentari non contaminati alle popolazioni residenti nelle zone contaminate e ricorda che «Ancora oggi a distanza di trent’anni (il prossimo 26 aprile ci sarà il trentennale) la situazione nelle aree colpite dall’incidente continua a essere molto grave: sono infatti 1.141.000 le persone, di cui 217.000 solo bambini, che vivono nelle zone contaminate solo in Bielorussia, con un aumento delle patologie tumorali. Ancora non è stata definita la messa in sicurezza della centrale. Il nuovo sarcofago che ricoprirà il quarto reattore esploso doveva essere completato quest’anno dopo una serie di ritardi, ma il termine dei lavori è stato rimandato a novembre 2017 e ancora non è chiaro come sarà effettuata la complessiva messa in sicurezza del sito che continua a essere una vera e propria bomba a orologeria».

Intanto la Bielorussia, nonostante sia il paese colpito dal 70% del fallout radioattivo di Chernobyl,  continua la costruzione di una nuova centrale nucleare al confine con la Lituania.

 

Per contribuire al Progetto rugiada (www.solidarietalegambiente.org) è possibile dare un contributo tramite bonifico bancario intestato a Legambiente Solidarietà, codice Iban – IT 43 E 050 1802 8000 00000513351.