6.400 barili di uranio abbandonati in Libia. I russi temono che se ne impadronisca Al Qaeda

L'allarme al Consiglio di Sicurezza dell’Onu

[6 novembre 2013]

La Russia ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di esaminare i pericoli posti da uno stock mal custodito di ossido di uranio nel deserto libico. «Ho parlato della questione con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e  gli ho chiesto di inviare una missione delle Nazioni Unite in Libia – ha dichiarato all’agenzia Inter-Tass l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin – Gli ho anche detto che dovremmo  parlare del problema e consultare il Consiglio di Sicurezza  e lo faremo».

Secondo quanto scrive The Tripoli Post, i russi evidenziano che  secondo alcuni rapporto Al-Qaeda è interessato ai barili di uranio yellowcakes libici «Che potrebbero essere utilizzati per un potenziale componente di un’arma nucleare». Churkin ha anche detto che il capo della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Libia, Tarek Mitri, ha parlato con il primo ministro Ali Zeidan, che ha promesso di affrontare iòl problema.

Dopo l’abbattimento del regime di Gheddafi realizzata con gli aerei della Nato e le armi fornite da Arabia Saudita e Qatar, la Libia è nel caos, come dimostra anche l’attacco al terminal dell’Eni di Mellitah, in mano a bande integraliste ed a milizie tribali. Il diplomatico russo ha anche detto che a Tripoli è stato istituito un comitato interministeriale speciale per affrontare la grossa grana dei barili di ellowcakes abbandonati a Sebha nel sud della Libia. Churkin ha annunciato che la Russia ha fatto due proposte specifiche che saranno presentate al . Per inviare la questione all’expert panel committee del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che controlla l’applicazione di sanzioni contro la Libia e fare in modo che non esporti armi, cosa che invece succede, sia verso il Sahel che verso l’Egitto.

L’Onu dovrebbe chiedere alle debolissime autorità libiche di mettere in sicurezza e difendere dagli attacchi di integralisti e milizia i circa 6.400 barili di uranio scoperti in uno magazzino di Sabha verso la fine della rivolta del 2011. L’International Atomic Energy Agency  ha fatto l’inventario dello stoccaggio dei barili di yellowcakes, che sono conservati in un comune deposito. Preoccupano anche i  4.000 missili terra-aria che Gheddafi aveva acquistato  dalla Russia, che mantiene tecnicamente controllo su di loro.

Ma ancora più preoccupa il fatto che un’indagine di un giornalista britannico del Times sabbia rivelato che il magazzino di barili di uranio ed i missili sarebbero sotto il controllo di un commerciante locale di armi e che l’uranio sarebbe incustodito perché i miliziani del trafficante si tengono lontani dallo stoccaggio di yellowcakes perché temono di venire avvelenati dalle radiazioni.