Energia rinnovabile: 8,1 milioni di occupati nel mondo. Altri 1,3 milioni nel grande idroelettrico

Irena: «Il lavoro nelle energie rinnovabili continua a crescere», ma non nell’Ue

[26 maggio 2016]

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Secondo il nuovo rapporto “Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2016”, pubblicato dall’International renewable energy agency (Irena) e presentato all’11esimo Council meeting dell’organizzazione, terminato ieri ad Abu Dhabi, «Più di 8,1 milioni di persone in tutto il mondo sono ora impiegate nell’industria delle energie rinnovabili: un aumento del 5% rispetto allo scorso anno»

Il rapporto fornisce anche una stima prudenziale del numero di posti di lavoro nelle grandi centrali idroelettriche: altri 1,3 milioni di posti di lavoro diretti in tutto il mondo.

Il direttore di Irena, Adnan Z. Amin, ha sottolineato che «La continua crescita di posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili è significativa perché è in contrasto con le tendenze di tutto il settore energetico. Questo aumento è guidato dal calo dei costi delle tecnologie dell’energia rinnovabile e da quadri politici favorevoli. Ci aspettiamo che questo trend continui dato che il business case per le energie rinnovabili si rafforza e che i Paesi si stanno muovendo per raggiungere i loro obiettivi climatici concordati a Parigi».

Nel 2015 il numero totale di posti di lavoro nell’energia rinnovabile è aumentato in tutto il mondo, mentre sono calati i posti di lavoro nell’insieme dell’industria energetica.

Come negli anni precedenti, è la politica energetica uno dei fattori  chiave per aumentare i posti di lavoro. Il rapporto evidenzia che le gare energetiche nazionali e statali in India e Brasile, i crediti d’imposta negli Usa  e le politiche favorevoli in Asia hanno contribuito a un aumento dell’occupazione.

I paesi con il maggior numero di posti di lavoro nell’energia rinnovabile nel 2015 comprendono Cina, Brasile, Stati Uniti, India, Giappone e Germania. Il solare fotovoltaico (PV) resta il più grande datore di lavoro mondiale delle energie rinnovabili, con 2,8 milioni di posti di lavoro (dai 2,5 delle ultime stime), l’115 in più,  con posti di lavoro nel settore manifatturiero, nell’installazione e nell’operatività e manutenzione. L’occupazione è cresciuta in Giappone e negli Stati Uniti, stabilizzato in Cina, e diminuito nell’Unione europea. Al secondo posto si piazzano i biocarburanti liquidi, con 1,7 milioni di posti di lavoro, seguiti dall’energia eolica, che è cresciuta del 5% per raggiungere 1,1 milioni di posti di lavoro a livello mondiale, grazie soprattutto ai forti tassi di installazione di pale eoliche in Cina, Usa e Germania.

I posti di lavoro sono invece diminuiti nei biocarburanti liquidi, nel solare termico e negli impianti idroelettrici grandi e piccoli, a causa di vari fattori tra cui l’aumento della meccanizzazione, il rallentamento dei mercati immobiliari, l’abolizione dei sussidi e il calo dei nuovi impianti.

Con più di un terzo della nuova energia rinnovabile installata a livello globale nel 2015, la Cina ha portato l’occupazione nelle rinnovabili a 3,5 milioni di posti di lavoro, molti più dei 2,6 milioni impiegati nel gas e nel petrolio.

Nell’Unione europea, Regno Unito, Germania e Danimarca sono stati i leader mondiali in materia di occupazione eolica offshore. Ma, nel complesso, i posti di lavoro nell’Ue sono diminuiti per il quarto anno di fila  a causa della debole crescita economica. I posti di lavoro nelle rinnovabili sono calati del 3%, a 1,17 milioni, nel 2014, l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati. La Germania resta il Paese Ue con più posti di lavoro nelle rinnovabili con tanti lavoratori nel settore quanti ne a hanno insieme Francia, Regno Unito e Italia.

Negli Usa il 6% dell’aumento di occupazione s deve soprattutto a eolico e solare. L’occupazione solare è cresciuto del 22%, 12 volte più veloce rispetto alla creazione di posti di lavoro nell’economia statunitense, . l’occupazione nell’eolico è aumentata del 21%. L’occupazione nelle rinnovabili ha superato quella nel petrolio e gas dove l’occupazione è diminuita del 18%, nonostante il record produttivo Usa dovuto al contestatissimo fracking.

Il Giappone post Fukushima è in pieno boom del solare fotovoltaico, con un aumento del 28% dell’occupazione nel 2014.

In India, i mercati solare e dell’eolico sono in espansione anche grazie agli ambiziosi obiettivi per l’energia rinnovabile che si stanno  traducendo in concreti impegni politici.

Anche in Africa si stanno facendo strada le energie rinnovabili, con interessanti sviluppi, anche in termini di posti di lavoro, come il solare e l’eolico in Egitto, Marocco, Kenya e Sudafrica.

Inoltre, delle ricerche preliminari di Irena indicano che nell’industria delle energie rinnovabili lavorano più donne che nell’industria energetica fossile e nucleare..

Amin conclude: «Mentre la transizione energetica in atto accelera, la crescita dell’occupazione nelle energie rinnovabili rimarrà forte. La ricerca di Irena stima che raddoppiare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale entro il 2030 – abbastanza per soddisfare gli obiettivi climatici e di sviluppo globale – si tradurrebbe in più di 24 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo».