A Barberino si sceglie il sistema di riscaldamento geotermico nel nome di Alda Merini

[29 novembre 2013]

La Casa della Cultura “Alda Merini” di Barberino è stata realizzata nella vecchia scuola media in via Mannucci, nell’edificio a due piani realizzato negli anni ’30 del secolo scorso.

Per scegliere il nome da dare alla nuova biblioteca polifunzionale, che conserva un patrimonio di circa 10.000 libri, l’archivio storico del Comune di Barberino, una sala multimediale, l’emeroteca, la videoteca e la mediateca, l’amministrazione comunale ha coinvolto le scuole e la scelta è caduta su Alda Merini, la poetessa dei Navigli, una figura di grande valore della cultura contemporanea italiana, anche se riconosciuta tardivamente come tale.

Ma la particolarità della casa della cultura di Barberino non è solo nel nome della poetessa cui è intitolata ma anche nel fatto che nella ristrutturazione l’amministrazione ha scelto di trasformarla in un edificio passivo, in cui per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo si utilizza il calore della terra.

Il progetto, realizzato dall’Architetto Alberto Masoni dell’Ufficio tecnico del Comune di Barberino e seguito assieme ai colleghi – i geometri Loris Agresti e Stefano Conforti – è stato “un esperimento ben riuscito” ci ha detto Agresti, di cui adesso l’amministrazione va fiera.

Grazie a 10 sonde che arrivano a 100 metri di profondità, in cui scorre il liquido che viene riscaldato dal calore del sottosuolo e diffuso nei vari ambienti della Casa della cultura tramite una pompa alimentata da un pannello fotovoltaico di 10 Kw, i costi per la climatizzazione dell’edificio sono stati azzerati.

Per rendere l’edificio efficiente dal punto di vista energetico e coerente con il nuovo sistema di climatizzazione, è stata realizzata una coibentazione con un cappotto termico e l’impianto d’illuminazione è governato da un sistema intelligente che si basa su sensori di movimento e ed è in grado di regolare in maniera automatica anche la luminosità degli ambienti.

Per eseguire i lavori, ci ha spiegato Agresti, sono stati attivati bandi regionali con cui è stato possibile accedere ad un contributo che ha coperto con 800mila euro, parte dell’importo complessivo pari a circa 1milione e 100 mila euro necessari per realizzare l’intervento.

Adesso l’attenzione è rivolta alla scuola primaria di Bustecca, un nuovo edificio di circa 2800 metri quadri, a servizio del plesso scolastico di Barberino e Tavarnelle già completato per la parte edilizia e su cui servono adesso risorse per l’arredamento esterno.

Anche in questo, dato l’esperimento ben riuscito alla casa della cultura, l’amministrazione comunale ha scelto di nuovo il sistema delle pompe di calore geotermiche, alimentato da 12 sonde che s’inoltrano per circa 100 metri nel sottosuolo.

Le sonde alimenteranno a loro volta il sistema di  riscaldamento radiante a pavimento e sul tetto saranno installati pannelli fotovoltaici e solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. Per l’area adibita alla mensa scolastica, l’impianto di riscaldamento geotermico sarà affiancato da un impianto ad aria calda.

L’inaugurazione del nuovo edificio scolastico è prevista per il settembre 2014, ma potrebbe slittare forse di qualche mese perché nell’ultimo anno anche il comune di Barberino, che essendo un piccolo comune ne era stato esente, deve sottostare al patto di stabilità e le risorse per completare i lavori sono dunque soggette a questo nuovo regime.