Acciaio, Piombino batte un colpo. Rossi: «Siderurgia si salva con conversione ecologica»

Impianto Corex e porto per la rottamazione pulita gli obiettivi della Regione

[3 ottobre 2013]

Grande partecipazione della città di Piombino, con serrata generale dei negozi e di tutto il territorio, alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil (rappresentati dai leader nazionali) per salvare l’industria dell’acciaio a Piombino e nel paese.

«Il governo convochi rapidamente le parti sociali e faccia la legge di stabilità che affronta i grandi problemi del Paese», ha dichiarato Susanna Camusso (Cgil), che poi ha evidenziato la mancanza ultradecennale di una politica industriale come causa delle situazioni emerse a Taranto, Terni e Piombino. Per Raffaele Bonanni (Cisl) «la priorità è il taglio delle tasse che sono troppo alte, poi chiediamo che nella spesa pubblica si evitino sprechi e ruberie, inoltre bisogna concentrarsi sull’industria. Piombino dimostra che c’è stata una sottovalutazione, la ricchezza viene da lì» e il leader Uil Luigi Angeletti ha ribadito «la necessità di ridurre le tasse sul lavoro».

Alla testa del corteo anche le istituzioni locali, con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che nel suo intervento ha indicato l’obiettivo di un grande piano di conversione ecologica della siderurgia, per salvare un settore che non può essere abbandonato, se l’Italia vuole rimanere tra i paesi più industrializzati al mondo. «L’industria europea ha ancora un grande bisogno di acciaio. Se vogliamo rilanciare l’Europa dobbiamo pensare di nuovo al lavoro e quindi all’industria. Ma oggi si impone un nuovo modello di sviluppo più sostenibile socialmente e ambientalmente, un modello in grado di conciliare la bellezza di questi luoghi con la produzione, la tecnica e la ricerca scientifica- ha sottolineato Rossi – Non sarà certo l’abbandono industriale né una facile fuga in uno sviluppo basato sul terziario, sugli investimenti finanziari e immobiliari a risanare le ferite che l’industria ha inferto a questi luoghi».

Tutti d’accordo che l’industria siderurgica non debba essere abbandonata, ma quale strategia mettere in campo per salvare produzione, posti di lavoro e al contempo tutelare salute e ambiente? La strada indicata dalla Regione e dalle istituzioni locali passa per la conversione cosiddetta ecologica degli impianti industriali della siderurgia: «L’impianto Corex è il nostro obiettivo: può produrre e impiegare migliaia di unità di lavoro con un impatto ambientale neanche paragonabile a quello dell’altoforno. Può produrre anche energia per abbattere i costi del forno elettrico. Ecco il nostro piano per Piombino. Corex e forno elettrico. Chiediamo al governo di impegnarsi e investire risorse. Chiediamo all’Europa di fare fino in fondo la sua parte».

Inoltre, secondo il presidente della Regione Piombino ha altre opportunità, in cui però una rinnovata industria “ecosiderurgica” rimane perno centrale: «La Regione Toscana con l’accordo di programma per l’ammodernamento infrastrutturale del porto e per la viabilità dell’area industriale di Piombino sta facendo la sua e contribuisce per oltre due terzi dell’investimento complessivo di 150 milioni di euro. Tutta l’area industriale diventerà più competitiva con l’escavazione del porto a 20 metri, che consentirà alle nuove grandi navi transoceaniche di entrare direttamente nel cuore industriale di Piombino. Un vantaggio forse unico nel panorama nazionale ed europeo.

Questo significa – ha continuato Rossi – anche creare le condizioni perché Piombino sia uno dei porti dove è possibile effettuare la rottamazione delle navi. Piombino deve essere il primo porto italiano che si candida a rottamare le navi europee in modo corretto e pulito. Sarà lavoro, e lavoro di qualità. Stiamo quindi lavorando, e ci riusciremo, per essere in condizione di accogliere e smantellare la Costa Concordia a Piombino. L’Europa possiede il 40% del naviglio mondiale e sono centinaia e centinaia all’anno le navi da rottamare. E qui, come forse in nessun’altra parte dell’Italia e dell’Europa, si può costruire un sistema a filiera corta, anzi cortissima, tra il rottame lavorato nel porto e il forno elettrico che utilizza l’energia dei gas del Corex. La nostra – ha concluso Rossi – è una lotta per la conversione ecologica della siderurgia, con un progetto intelligente e fattibile che risponde alla grave crisi economica, industriale e ambientale che stiamo vivendo».

Se questo piano verrà condiviso dal governo e sostenuto in Europa si aprono indubbiamente alcune prospettive interessanti, ma c’è bisogno anche di risposte immediate: l’ipotesi di “gemellaggio produttivo” con Taranto per mantenere acceso l’altoforno, però, non pare purtroppo trovare molti sostenitori.