Il governo di Tsipras chiede 278,7 miliardi di euro di danni di guerra

Accordo Grecia Russia sul gas? La Germania richiama Atene all’unità europea

Sembra che l’unica lingua ammessa per parlare con Mosca sia il tedesco

[7 aprile 2015]

L’incontro di domani a Mosca tra il primo ministro greco Alexis Tsipras e il presidente russo Vladimir Putin sta creando fibrillazioni nell’Unione europea e molti temono che possa addirittura rimettere in discussione la stessa unità dell’Ue.

I russi zuppano il pane in questi timori, ma anche i politici tedeschi non sono da meno, Gernot Erler, coordinatore del governo federale per la cooperazione economica con la Russia, l’Asia centrale ed i paesi del Partenariato orientale  ha detto che «Il mantenimento del consenso all’interno dell’Ue è un elemento determinante per trovare una soluzione politica  (alla crisi in Ucraina, ndr) L’Unione europea non avrà influenza e non sarà presa sul serio se non parlerà con una sola voce. Mosca potrebbe cercare di dividere l’Ue e di esercitare un’influenza in Paesi quali la Grecia, l’Ungheria e la Bulgaria».

Anche Gerda Hasselfeldt,  una deputata dell’Unione cristiano sociale, il partito conservatore bavarese alleato della CDU di Angela Merkel, ha detto in un’intervista a Die Welt che «La visita a Mosca del primo ministro minaccia la solidarietà europea. La Grecia fa parte dell’Unione europea e l’Unione deve dar prova di coerenza di fronte alla Russi, parlando con una sola voce. Il governo greco deve essere del tutto cosciente della gravità della situazione in Europa. Tsipras non deve strumentalizzare la sua visita a Mosca per ottenere dei vantaggi dalla Russia».

L’avvertimento sembra rivolto anche a chi, come l’Italia, chiede di “alleggerire” l’embargo verso la Russia che sta Danneggiando le esportazioni, ma  fa emergere una serie di contraddizioni: sembra che l’unica lingua ammessa per parlare con la Russia sia il tedesco; sembra che quando la Germania fece succulenti affari gasieri con la Russia il presidente a Mosca fosse un altro e non lo stesso Putin (o il suo clone Medvedev) oggi accusato di essere un illiberale guerrafondaio. Inoltre è evidente che il richiamo la linea comune significa che la Grecia di Tsipras è fuori linea perché troppo a sinistra, mentre Ungheria e Bulgaria (ma anche Repubblica Ceca), con governi di destra e lontanissimi dal progressismo di Syriza, sono considerati troppo vicini al conservatorismo-nazionalista di Putin.

I timori della Germania sono stati certamente acuiti dalla lettura di Kommersant, il più noto ed autorevole quotidiano finanziario russo, che cita una fonte governativa che afferma: «Siamo pronti a valutare il tema di uno sconto sul prezzo del gas per la Grecia».

Secondo quanto dicono le fonti bene informate sul summit  Grecia Russia, in cambio dello sconto dei prezzi del gas e di prestiti, Mosca avrebbe avere accesso ad alcuni asset greci. Gazprom non ha mai nascosto il suo interesse per Depa, la società pubblica greca per la fornitura di gas, anche se la cosa non è andata in porto per la traballante situazione finanziaria della società.

Quel che è certo è che la Russia – potenza vincitrice della Seconda Guerra Mondiale –  appoggia la richiesta dei risarcimenti dei danni di guerra avanzata dalla Grecia e che Atene ha stimato in 278 miliardi di euro. 10,3 miliardi di euro sarebbero dovuti alla Grecia come “prestiti di occupazione” che la Banca della Grecia aveva dovuto forzatamente concedere alla Germania nazista durante la guerra, il resto della colossale cifra sono compensazioni alle famiglie delle vittime ed indennità per la distruzione di infrastrutture.

La Grecia non molla e il ministro delle finanze, Dimitris Mardas, ha confermato durante una commissione parlamentare che «La Germania deve versare alla Grecia 278,7 miliardi di euro a titolo di compensazioni per i danni inflitti al Paese durante l’occupazione nazista del 1941-1944. La Corte dei Conti ha fatto un lavoro molto buono, ha messo insieme tutti i dati che confermano i risarcimenti tedeschi».

Già a meta marzo il ministro della giustizia greco, Nikos Paraskevopoulos, si era detto pronto ad applicare una decisione della Corte suprema greca di 15 anni fa che autorizzava la Grecia a confiscare i beni tedeschi a titolo di indennizzo per gli eredi delle vittime di un massacro commesso dalle  Waffen SS nel villaggio dio Distomo nel giugno 1944. Una commissione parlamentare voluta dal premier Alexis Tsipras ha cominciato a lavorare dal primo aprile sul dossier Distomo.

La Germania respinge le richieste del governo greco dicendo che la questione dei danni di guerra è stata risolta una volta per tutte da un accordo internazionale che però la Grecia non riconosce.

Intanto, alla viglia dell’incontro Tsipras-Putin le azioni greche sono in rialzo, dopo che il governo ha escluso la possibilità di un default per il Paese.  La Reuters scrive che «Alle 11,30 l’indice della borsa greca Athex sale dell1% circa, quello delle banche dell’1,8%>.

Il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, il 5 aprile aveva ha detto che il Paese «Intende onorare tutti gli obblighi con tutti i suoi creditori, “ad infinitum”».