Accordo nucleare tra Sudan e Cina. Intesa anche su petrolio e gas

I cinesi costruiranno una centrale nucleare in uno dei Paesi più pericolosi del mondo

[24 maggio 2016]

Nucleare Cina Sudan

L’agenzia ufficiale cinese Xinhua ha annunciato che «Il Sudan e la Cina hanno firmato lunedi un accordo quadro mirante a costruire la prima centrale per l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare in Sudan».

Già nel dicembre 2012, il Sudan aveva annunciato un accordo con la Cina per la costruzione di un reattore nucleare di ricerca, con l’approvazione dell’ International atomic energy gency (Iaea), «Per incoraggiare l’uso di energia atomica» e il Sudan sta realizzando 10 progetti con l’aiuto dell’Arab atomic energy agency (Aaea).

Il Ministero delle risorse idriche e dell’energia elettrica sudanese ha avviato i preparativi per produrre nucleare, in collaborazione con la Sudanese atomic  energy agency e l’Iaea  e la prima centrale  nucleare sudanese dovrebbe essere costruita nel  2020.

Pechino “regala” quindi al suo fedele alleato sudanese l’accesso al nucleare e a quanto pare nessuno ha niente da dire sul fatti che il Sudan del presidente Omar Hasan Ahmad al-Bashir sia un regime autoritario islamista (considerato fino a poco tempo fa uno Stato canaglia), povero, instabile e con guerre e guerriglie etniche al suo interno, non certo il posto migliore dove costruire una centrale pericolosa e che richiede elevate competenze scientifiche e norme di sicurezza non violabili.

Il ministro delle finanze del Sudan, Badr-Eddin Mahmoud, cerca di tranquillizzare i turbolenti vicini del Sudan ( Egitto, Libia, Sud Sudan, Ciad, Eritrea ed Etiopia) e ha dichiarato che «Questo accordo analizza tutti i problemi ai quali il Paese fa fronte, con l’obiettivo di trovar loro delle soluzioni concrete. L’accordo .cerca anche di superare le difficoltà alle quali fanno fronte I nuovi progetti, a cominciare dalla centrale elettrica di Al-Fula e la linea di trasmissione energetica del Kordofan, così come le future sfide della cooperazione».

Il governo sudanese dice che la mancanza di fondi e di sanzioni economiche ostacolano i suoi sforzi per estendere le aree servite dall’energia elettrica nel Darfur e del Sud Kordofan.

Xinhua riporta la posizione del governo di Pechino: «L’accordo costituisce una svolta nelle relazioni del Sudan con la Cina, quest’ultima ha accettato di far profittare il Sudan di tutte le sue esperienze e capacità per questo progetto di energia nucleare»

Anche secondo Mahmoud, che capeggerà la delegazione sudanese nei colloqui bilaterali con Pechino, La riunione ha aperto una nuova pagina della cooperazione sino-sudanese».

La delegazione cinese, guidata da Nur Bekri, direttore dell’Amministrazione nazionale cinese dell’energia, è arrivata il 22 maggi in Sudan e ripartirà oggi, dopo aver discusso con il governo di  Khartoum di diverse questioni riguardanti lo sviluppo degli stretti legami economici tra i due Paesi.

Il presidente Omar al-Bashir ha incontrato la delegazione cinese e ha discusso dei rapporti bilaterali e dei mezzi per rafforzarli  ulteriormente e ha detto che  bisogna «sviluppare la cooperazione con la Cina nei settori dell’economia e del commercio, ed espanderla nei campi del petrolio, del gas, dell’energia rinnovabile, negli investimenti agricoli e industriali e delle infrastrutture».

Negli ultimi 20 anni la Cina in Sudan ha investito più di 20 miliardi di dollari, soprattutto nel petrolio e Pechino offre alla dittatura sudanese  prestiti a basso interesse e armi in cambio di petrolio.

Secondo Sudan Tribune, Mahmoud ha detto che con i cinesi è stato raggiunto anche un accordo per rafforzare la produzione petrolifera e per la costruzione di nuovi impianti e porti per l’esportazione di petrolio sul Mar Rosso. Inoltre, le imprese cinesi esploreranno nuovi giacimentii petroliferi ed aumenteranno la produzione nei campi esistenti. Cina e Sudan hanno firmato anche un accordo per l’esplorazione e la produzione di gas. Intanto il ministro ha annunciato che gli investimenti petroliferi cinesi in Sudan hanno raggiunto i 17 miliardi di dollari.

Parlando durante la riunione congiunta, in ministro del petrolio e del gas sudanese,  Mohamed Zayed Aw, ha detto che «Il Sudan ha sfruttato solo piccole quantità delle sue riserve petrolifere», e ha invitato la Cina ad «aumentare i propri investimenti nell’industria petrolifera». Da parte sua, il ministro delle risorse idriche, dell’irrigazione e dell’elettricità, Mutaz Musa, ha sottolineato che «Il ministero sta attuando 155 progetti di energia elettrica con la Cina ad un costo di 10 miliardi di dollari. Il governo finanzierà progetti per 10 miliardi di dollari provenienti da più fonti. Il  piano quinquennale comprende centrali elettriche e dighe».