Accordo nucleare tra Cina e Iran: i cinesi costruiranno due centrali nucleari

Ma i cinesi fanno accordi petroliferi e militari anche con i “nemici” sauditi ed egiziani

[25 gennaio 2016]

Rohani Xi

Prima di partire per l’Italia, il presidente iraniano Hassan Rohani ha ricevuto, con tutti gli onori dovuti ad un potente alleato, il presidente cinese Xi Jinping, arrivato nella Repubblica islamica per la prima visita di Stato mai efcfettuata in Iran da un presidente cinese.

«L’Iran e la Cina – spiegano le agenzie iraniane – hanno firmato 17 documenti e lettere di intenti per ampliare la cooperazione bilaterale nel settore industriale, dei trasporti, delle ferrovie, dei porti, sulle nuove tecnologie, sul turismo, sull’ambiente e sull’energia. Due delle nuovi centrali nucleari annunciate pochi giorni fa dall’Iran saranno costruite proprio insieme a Pechino».

Dopo ave incontrrato il presidente dell’Autorità per l’energia atomica cinese, Xu Dazhe, Il capo dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana, Ali Akbar Salehi, ha reso noto che «Teheran è decisa a rafforzare la cooperazione nucleare con Pechino in seguito alla revoca delle sanzioni anti-iraniane annunciate ufficialmente di recente». Xu ha aggiunto che «La cooperazione nucleare tra l’Iran e la Cina non si limiterà solo alla modernizzazione del reattore ad acqua pesante di Arak, ma includerà anche i settori economici e di ricerca nel campo nucleare».

Gli altri accordi firmati da Cina e Iran riguardano: cambiamento climatico, energia, sviluppo industriale, investimenti, comunicazioni, nuovi media, cultura, giustizia, scienza e tecnologia, dogane e risorse umane. Inoltre, la Cina sostiene l’adesione dell’Iran all’Organizzazione di cooperazione di Shanghai (OCS), della quale attualmente Teheran è solo Paese osservatore, che comprende Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, le Tagikistan e Uzbekistan.

L’agenzia ufficiale cinese Xinhua scrive che Cina e Iran hanno deciso di  stabilire «un partenariato strategico con l’obiettivo di promuovere la cooperazione bilaterale in tutti i settori». Durante il suo colloquio con Rohani, Xi ha detto che «I due Paesi non hanno conflitti fondamentali e le loro relazioni sono segnate dal mutuo sostegno e dai benefici mutuali. La Cina e l’Iran conducono degli scambi amichevoli secolari e una cooperazione sincera, che hanno una storia di 2.000 anni grazie alla Via della seta».

La Cina monetizza il ruolo svolto a favore di Teheran nelle trattative del  G5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania)  cin l’Ira sul programma nucleare di Teheran e Xi ha espresso la speranza che «L’accordo sul dossier nucleare iraniano – il Piano di azione gòlobale congiunto – sarà applicato senza poblemi». Intanto potenzierà il reattore pesante di Arak – uno dei principali obiettivi di Israele in caso di attacco all’Iran – e costruirà due nuove centrali nucleari insieme a un Paese che galleggia sul petrolio e il gas e che ha enormi risorse eoliche e solari non sfruttate.

Rohani ha sottolineato che Xi è stato il primo capo di Stato straniero a visitare l’Iran dopo l’accordo syul nucleare e che ka sua visita rappresenta una svolta nella storia delle relazioni tea i due Paesi: «L’Iran vaorizza il ruolo importante della Cina negli affari internazionali e guarda soprattutto al sostegno e all’assistenza a lungo termine che la Cina ha accordato all’Iran».

In un comunicato congiunto, Xi e Rohani hanno detto che «Cina e Iran sono contro l’utilizzo della forza, la minaccia di utilizzare la forza, le sanzioni ingiuste contro altri Paesi e il terrorismo sotto qualsiasi forma esso sia».

Xi, ha assicurato che «La Cina è pronta a lavorare con l’Iran per rafforzare la cooperazione mutualmente benefica. La Cina vuole mantenere la comunicazione ed il coordinamento con l’Iran per salvaguardare la pace e la stabilità nella regione e nel mondo intero».

Gli stessi concetti sono stati ribaditi per quanto riguarda gli altri due Paesi ai quali ha fatto visita Xi: l’Arabia saudita, nemico mortale dell’Iran, e l’Egitto, alleato di ferro dei Sauditi che partecipa anche alla guerra scatenata da Riyadh nello Yemen .

Con lo spregiudicato pragmatismo cinese, e Xi ha sottoscritto un partenariato globale strategico anche con l’Arabia saudita   e ha detto che «La Cina cerca di promuovere il dialogo come mezzo per risolvere le differenze in Medio Oriente», poi ha annunciato un nuovo programma di aiuti allo sviluppo «Perché lo sviluppo è la chiave per superare le difficoltà».  Tra questi aiuti ci sono 7,53 milioni di dollari per migliorare le condizioni di vita dei palestinesi e 35 miioni di dollari destinati a Siria, Giordania, Libano, Libia e Yemen.

In Egitto Xi ha firmato un documento quadro quinquennale con il quale Il Cairo e Pechino rafforzano la loro cooperazione in settori come la fornitura di armi, il commercio, l’economia, le infrastrutture e la produttività. Inoltre Xi ha detto che la Cina è pronta a partecipare alla realizzazione di due grandi progetti del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi: lo sviluppo del Canale di Suez e la costruzione della nuova capitale amministrativa dell’Egitto.

Intervenendo di fronte alla Lega Araba, presidente cinese ha assicurato che «Invece di piazzare dei paletti, la Cina promuove i negoziati in Medio Oriente. Invece di cercare di creare una sfera di influenza, la Cina chiama tutti i Paesi della regione a partecipare all’iniziativa “One Road, One Belt”. Invece di cercare di colmare un “vuoto”, la Cina aspira a costruire una rete di partnership multualmente benefica».

In Arabia Saudita Xi ha incontrato il RE  Salman ben Abdelaziz Al Saud e Cina e Arabia Saudita hanno firmato un accordo industriale e deciso di rafforzare la cooperazione energetica, stabile e a lungo termine. L’Arabia Saudita è il più grande fornitore di petrolio della Cina e Xi ha assistito all’inaugurazione della raffineria di Yasref, una joint venture  tra la saudita Aramco  e la cinese Sinopec: un investimento da circa 10 miliardi di dollari del quale Sinopec ha il 37,5 % del capitale.

Xi ha detto che «L’0avvio della raffineria è non solo conforme alla strategia di sviluppo nazionale dell’Arabia Saudita, ma anche alla strategia della Cina mirante a promuovere la cooperazione con i  Paesi della regione nell’iniziativa One Road, One Belt”». Della quale dovrebbe far parte anche l’Iran. Ma la visita sulla sponda araba del Golfo Persico è stata l’occasione per Xi per strappare l’impegno a Gulf Cooperation Council, l’organizzazione che riunisce le monarchia sunnite assolute del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Bahrain, Emirati Arabi Uniti ed Oman), a concludere entro il 2016 un accordo di libero scambio con la Repubblica popolare cinese.