Accordo Russia Grecia sul gas: impatto economico più limitato di quello politico

Il Turkish Stream potrebbe dare un po’ di respiro all’economia e all’occupazione greche

[20 aprile 2015]

Gli europei, tedeschi in testa, dopo aver fatto affari gasieri d’oro con la Russia  di Vladimir Putin – vedi North Stream – sembrano molto preoccupati che la Grecia in bancarotta di Alexis Tsipras  faccia la stessa cosa.

Il viaggio di Tsiprsas a Mosca ha certamente ottenuto – anche in funzione anti Ue – diverse cose, ma anche Putin ci ha guadagnato rompendo l’assedio economico attuato da Ue ed Usa dopo la crisi/guerra ucraina. La Russia esporterà gas scontato in Grecia (che speriamo che così rinunci a costruire una nuova centrale a lignite)  e la Grecia potrebbe esportare in Russia prodotti agricoli sui quali Putin ha messo il contro-embargo anti-Ue che sta provocando non pochi danni anche nel nostro Paese.

Putin con l’accordo Russia Grecia ha offerto aa Atene una forte collaborazione su progetti di gas naturale, presentandola come un  potenziale punto di svolta per l’economia greca in ginocchio, prospettando guadagni per «centinaia di milioni di euro» solo per i diritti di transito, che potrebbero servire al governo di Atene a pagare il debito accumulato dai precedenti governi di centro-destra, centro-sinistra e di unità nazionale sotto il controllo della Troika. Tsipras, alla disperata ricerca di alleati e consapevole che il blocco conservatore-socialdemocratico che governa a Bruxelles non intende permettere che la Grecia di sinistra se la cavi senza pagare il dazio di una sconfitta politica, ha sottolineato le possibili ricadute occupazionali e per gli investimenti in Grecia. Ma diversi analisti, compresi quelli di Bruegel,  si sono chiesti se davvero l’accordo gasiero Grecia-Russa avrà un impatto considerevole sull’economia greca.

Putin ha detto che la Russia prenderà in considerazione la possibilità di fare prestiti alla Grecia per i progetti gasieri congiunti, come il Turkish Stream, un gasdotto presentato nel  dicembre 2014 e che dal 2019 dovrebbe fornire gas russo alla Turchia ed all’Europa aggirando l’Ucraina.

Su Bruegel Simone Tagliapietra e Georg Zachmann spiegano che il Turkish Stream è progettato per  fornire  63 miliardi di m3 di gas all’ano e che di questi 14 miliardi di m3 sono destinati al mercato interno turco, quidi «il volume massimo che potrà transitare attraverso la Grecia sarebbe 49 miliardi di m3/anno». La Slovacchia applica una tassa di circa 7,8 euro per 1.00 m3 (TCM) per il transito del gas naturale dall’Ucraina all’Austria attraverso un gasdotto di  400 km di lunghezza vche attraversa il suo territorio, facendo il paragone «La Grecia potrebbe raccogliere circa 380 milioni di euro l’anno in spese di transito».

Secondo Tsipras, la costruzione di un gasdotto che colleghi il punto di arrivo al confine turco-greco  del Turkish Stream  fino al confine greco-macedone  – da dove il gas, attraverso Macedonia, Serbia e Ungheria arriverebbe fino in Austria – potrebbe portare molti posti di lavoro.  Tagliapietra e Zachmann prendono a paragone la Trans Adriatic Pipeline (la contestata Tap che dovrebbe approdare in Puglia) e dicono che, con previsioni ottimistiche, in Grecia si potrebbe arrivare a creare circa 2.000 nuovi posti di lavoro diretti e 10.000 nell’indotto e che «Questi numeri indicano il limitato impatto di questi progetti sul mercato del lavoro greco». Anche se 12.000 posti di lavoro nella Grecia della disoccupazione e con salari “africani” non sono certo da buttare e sono sempre meglio dei centinaia di migliaia di posti di lavoro tagliati dalle politiche di austerità a senso unico volute dall’Ue.

Inoltre, la Grecia spera che la Russia le farà un generoso sconto – almeno il 10% –  sul gas simile a quello – molto più sostanzioso – che faceva prima all’Ucraina e che oggi continua a fare a Paesi alleati come Bielorussia ed Armenia. Gli esperti di Bruegel sottolineano: «Considerando che il prezzo medio pagato nel 2013 dalla Grecia per il gas russo è stato intorno a 440 euro per 1.000 m3 e che la Grecia ogni anno importa dalla Russia intorno ai 2,4 miliardi di m3 di gas naturale, la bolletta annua del gas naturale della Grecia nei confronti della Russia potrebbe essere stimata in circa 1 miliardo di euro. Uno sconto del 10% si configura pertanto come un risparmio netto di circa 100 milioni di euro». Anche se probabilmente la Grecia approfitterà del transito e dello sconto sul gas per utilizzare più gas invece di altri combustibili fossili, con ulteriori benefici, cosa della quale Tagliapietra e Zachmann  di questo non ne tengono conto.

Però una cosa è certa: se si guarda al “pacchetto gas russo”  ed all’attuale pacchetto di “salvataggio” della Grecia, «La somma dei potenziali oneri di transito annuale di 380 milioni di euro e il potenziale di risparmio annuo sulla bolletta del gas naturale di 100 milioni di euro hanno un valore attuale netto di 4,8 miliardi di euro (calcolata con il tasso di interesse corrente a lungo termine del 10%). Si tratta di due ordini di grandezza inferiori rispetto al secondo programma di aggiustamento economico approvato dai ministri delle finanze dalla zona euro nel 2012 che prevedeva un’assistenza finanziaria di 164,5 miliardi di euro fino alla fine del 2014».

Eurostat stima la spesa pubblica totale annua della Grecia il 107 miliardi di euro e quindi «L’impatto del “pacchetto gas russo” sul totale della spesa pubblica annuale del paese sarebbe limitato, allo 0,5%», dicono  i due esperti di Bruegel.

Presto Russia e Grecia firmeranno un memorandum di cooperazione sulle politiche gasiere, ma  i dati dimostrano che non sarà certo la panacea per la disastrata economia greca, messa prima in ginocchio dai governi cleptomani di Nea Domacratia e del Pasok e poi portata fino al suicidio sociale dalle politiche della Troika. Anche se, come dicono Tagliapietra e Zachmann «L’impatto globale di Turkish Stream  sull’economia greca sarà piuttosto limitato in termini macroeconomici» è sempre una boccata di ossigeno – anzi di gas – per Atene e comunque, concludono i due esperti, l’accordo russo-greco «Potrebbe avere un impatto sulle relazioni politiche e geostrategiche dei due players (e su quelle di altri Paesi), ma sicuramente non avrà un impatto strutturale diretto sull’economia greca».