Nel mentre Eni e Montenegro firmano un contratto per nuove trivellazioni

Adriatico fossil free? Da Goletta verde «un’azione comune da parte di tutti Paesi costieri»

Concluso in Albania il viaggio per denunciare la pericolosità dei pozzi petroliferi insieme a One Adriatic

[19 settembre 2016]

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Se è vero che “il mondo è tutto attaccato”, figurarsi i Paesi che si affacciano sull’Adriatico, fisicamente contigui e tutti rivolti ad un piccolo, fragile e splendido mare. Parte da questa consapevolezza il viaggio – conclusosi nei giorni scorsi a Valona, Albania – che ha portato Goletta verde a percorrere le coste dell’Adriatico: non solo Italia dunque, ma anche Croazia, Montenegro, Albania. In occasione della tappa conclusiva del suo viaggio l’imbarcazione dell’associazione ambientalista è arrivata a Valona (dove ha sede un circolo del Cigno verde) per denunciare la pericolosità dei pozzi petroliferi, ricordando tra l’altro gli incidenti che si sono verificati negli ultimi anni in questa zona, e per rilanciare insieme a One Adriatic l’importanza di uno sviluppo sostenibile nell’Adriatico.

Un messaggio condiviso anche da molti cittadini albanesi, che si sono opposti alla costruzione del nuovo pozzo di petrolio “Western Zvërneci” presso l’area protetta situata vicino alla città. Le massicce proteste e la grande mobilitazione popolare hanno convinto il governo a sospendere le attività. Un risultato importante che però deve essere accompagnato – sottolineano gli ambientalisti – da una volontà politica che fermi una volta per tutte questa inutile corsa all’oro nero.

Per questo Legambiente e la coalizione One Adriatic hanno lanciato un appello alle istituzioni locali e nazionali, affinché venga avviato un tavolo di lavoro internazionale per scegliere un diverso sviluppo economico, sociale e ambientale per l’area adriatica e ionica, promuovere un’economia fossil-free e una idea di turismo legato al mare che faccia della sostenibilità ambientale il suo punto di forza.

A testimoniare una volta di più quanto sia necessario un approccio condiviso è anche la cronaca di questi giorni, che ha visto la multinazionale italiana Eni firmare un contratto di concessione proprio con il governo montenegrino per cercare ancora petrolio e gas in Adriatico.

«Goletta verde No Oil – dichiara la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – ha permesso di rinsaldare la grande mobilitazione internazionale che unisce cittadini, pescatori, associazioni e comitati, di diversi Paesi costieri in difesa del mar Adriatico. Oggi i cittadini sono sempre più attenti e sensibili ai temi ambientali, la grande partecipazione e il volontariato ambientale che ha caratterizzato questa edizione speciale di Goletta No Oil, dimostra che è in atto un cambiamento nel segno della tutela e sostenibilità ambientale che parte prima di tutto dal basso. Ma alla mobilitazione deve, però, seguire un impegno concreto da parte della politica e dei governi. Continuare a rilanciare l’estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico, e più in generale nel Mediterraneo è solo il risultato di una strategia miope e insensata che non garantisce nessun futuro energetico né al nostro Paese né alle altre nazioni costiere. Per questo è fondamentale che si punti ad una nuova politica energetica, che abbandoni le fonti fossili e investa su risorse rinnovabili, efficienza e risparmio. Senza dimenticare che per garantire un futuro fossil free è importante una azione comune da parte di tutti Paesi costieri».