Aiuti di Stato ed energia elettrica, Commissione Ue: carenze sostanziali

La relazione intermedia dell'indagine di settore sui meccanismi di capacità di energia elettrica

[14 aprile 2016]

energia ue

Nell’aprile 2015 La Commissione europea ha avviato un’indagine di settore sugli aiuti di Stato nell’ambito delle misure nazionali per garantire la disponibilità in ogni momento di forniture di energia elettrica affidabili (i cosiddetti «meccanismi di capacità»). Scopo dell’indagine è «raccogliere informazioni relative a tali meccanismi per esaminare, in particolare, se garantiscono un approvvigionamento sufficiente di energia elettrica senza distorsioni della concorrenza o degli scambi commerciali nel mercato unico unionale. L’indagine integra la strategia dell’Unione dell’energia della Commissione volta a creare un mercato dell’energia collegato, integrato e sicuro in Europa».

Nel 2015 la Commissione Ue ha raccolto una grande quantità di informazioni, provenienti da oltre 120 operatori di mercato ed enti pubblici, sui meccanismi di capacità passati, in corso e previsti in 11 Stati membri: Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. La Commissione ha rilevato «l’esistenza di 28 meccanismi che possono essere raggruppati in 6  categorie diverse; il tipo più comune è la riserva strategica, grazie alla quale lo Stato paga determinate centrali elettriche che diventano operative in caso di necessità. Recenti iniziative degli Stati membri indicano che vi è una tendenza generale a adottare meccanismi più aperti e inclusivi che in linea di principio consentono la partecipazione di tutte le categorie di fornitori di capacità. È questa un’evoluzione positiva: per creare una vera e propria Unione dell’energia e mantenere al minimo i costi per consumatori e imprese, i meccanismi di capacità dovrebbero essere aperti a tutti i tipi di fornitori, nazionali o esteri, indipendentemente dalla tecnologia».

Ma la relazione intermedia appena presentata segnala che «in molti Stati membri manca un’analisi corretta e coerente della necessità effettiva dei meccanismi in questione; risulta altresì che alcuni meccanismi in atto potrebbero essere meglio più mirati ed efficaci sotto il profilo dei costi. Tali risultanze non pregiudicano la valutazione della Commissione sulla compatibilità dei singoli meccanismi di capacità con le norme Ue sugli aiuti di Stato, che richiede un’analisi caso per caso».

Dall’indagine della Commissione europea risulta che «i meccanismi di capacità possono aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, ma diversi Stati membri devono essere più rigorosi nel valutarne la necessità e la qualità della progettazione, in un’ottica di adeguatezza e di efficienza economica. I meccanismi di capacità inutili e non correttamente progettati rischiano di falsare la concorrenza e ostacolare i flussi transfrontalieri di energia elettrica, con pesanti conseguenze sulle bollette dei consumatori. Per questo la Commissione Ue «invita gli Stati membri, i portatori d’interesse nel settore dell’energia elettrica e altri soggetti a presentare osservazioni su queste conclusioni iniziali».

La commissaria Ue alle politiche della concorrenza, ,Margrethe Vestager, ha dichiarato: «I consumatori e le imprese in Europa non devono trovarsi ad affrontare situazioni di black-out e i meccanismi di regolazione della capacità possono contribuire a ridurre questo rischio; d’altra parte, i consumatori non devono strapagare l’energia elettrica, né si può alterare il gioco della concorrenza. Dalla relazione pubblicata oggi risulta che gli Stati membri possono migliorare molto nella valutazione sia della necessità che della progettazione dei suddetti meccanismi. Un meccanismo correttamente progettato deve essere aperto e tener conto dell’energia elettrica che può essere fornita a livello transfrontaliero nell’UE, contribuendo in tal modo anche alla costruzione dell’Unione dell’energia in Europa».”

Ecco i punti principali della relazione intermedia della Commissione europea:

I meccanismi di capacità possono essere necessari… Diversi Stati membri hanno espresso il timore che le forniture di energia elettrica possano non soddisfare la domanda a causa dell’insufficienza d’investimenti dovuta alle incertezze del mercato e a interventi normativi. Un ulteriore problema è che la domanda deve essere interamente soddisfatta anche nei momenti di carenza di energia proveniente da fonti rinnovabili variabili, per esempio in un periodo in cui vi è meno vento o sole. I risultati preliminari dell’indagine indicano che attualmente il mercato da solo non può mantenere adeguati livelli di sicurezza dell’approvvigionamento in determinate regioni, in parte perché in diversi paesi vi sono massimali tariffari relativamente bassi o perché gli investitori potrebbero non credere che in periodi di scarsità i prezzi dell’energia elettrica riescano ad aumentare abbastanza per incoraggiare gli investimenti in capacità. I progetti di riforma in corso per l’attuale assetto del mercato dell’energia elettrica — uno degli obiettivi chiave dell’Unione dell’energia — mirano a migliorare sensibilmente il funzionamento futuro del mercato. In particolari casi, tuttavia, i meccanismi di capacità possono essere necessari, ad esempio per coprire il periodo di transizione in cui possono verificarsi carenze.

… ma devono far fronte ad un bisogno reale… I risultati preliminari dell’indagine della Commissione indicano che molti degli attuali meccanismi di capacità sono stati progettati senza prima valutare se il mercato in questione presentasse un problema di sicurezza degli approvvigionamenti. Quasi la metà degli Stati membri esaminati non ha adeguatamente stabilito, prima di disporre un meccanismo, quale fosse il giusto livello di sicurezza dell’approvvigionamento. Inoltre, i metodi per valutare la sicurezza dell’ approvvigionamento variano notevolmente da uno Stato membro all’altro, il che rende difficile il confronto e la cooperazione oltre frontiera. Molte valutazioni si collocano in una prospettiva puramente nazionale e non tengono conto di eventuali consegne dai paesi vicini. Senza un metodo rigoroso e armonizzato per individuare i problemi e calcolare il rischio, i meccanismi potrebbero attingere a fondi pubblici per finanziare capacità costose e inutili, con conseguente aumento dei prezzi per i consumatori e le imprese dell’Ue.

… e la progettazione richiede miglioramenti La relazione intermedia mette in luce problemi sostanziali nella progettazione dei meccanismi di capacità in vari Stati membri. In primo luogo, la Commissione ha constatato che diversi Stati membri non hanno valutato adeguatamente il modo migliore per aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento. In secondo luogo, nella maggior parte degli Stati membri il prezzo della capacità di energia elettrica non è il risultato di una procedura di gara, ma è fissato dallo Stato membro o negoziato bilateralmente tra lo Stato membro e il fornitore, il che genera un serio rischio di pagamenti eccessivi, e parallelamente di sovvenzionamento del fornitore. In terzo luogo, molti meccanismi non consentono la partecipazione di tutti i potenziali fornitori di capacità o di tecnologie, il che potrebbe limitare inutilmente la concorrenza tra fornitori o aumentare i prezzi. Infine, l’inchiesta ha indicato che le centrali di altri Stati membri raramente sono ammesse a partecipare direttamente o indirettamente ai meccanismi di capacità nazionali. Se questi timori sono confermati, i meccanismi in questione rischiano di falsare la concorrenza e comportare un aumento dei prezzi dell’energia elettrica favorendo indebitamente alcuni produttori o tecnologie, oltre a creare ostacoli agli scambi transfrontalieri di energia elettrica.

La relazione intermedia è aperta alla consultazione pubblica. La Commissione «invita gli Stati membri, i portatori d’interesse nel settore dell’energia elettrica e altri soggetti a presentare osservazioni sulla relazione intermedia e sul documento di lavoro allegato entro il 6 luglio 2016. Alla luce delle osservazioni pervenute, la Commissione pubblicherà una relazione finale sui risultati dell’indagine di settore entro la fine dell’anno. Nel frattempo, la Commissione continua a valutare i meccanismi di capacità in base alle norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare alla disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020.

L’indagine settoriale contribuisce anche agli obiettivi dell’Unione dell’energia elaborati dalla Commissione. In particolare, i risultati dell’indagine alimenteranno le proposte legislative sulla revisione dell’assetto del mercato dell’energia elettrica che saranno presentate più avanti nell’anno».