Alta tensione nel Mar Cinese Orientale: in volo aerei militari di Cina, Giappone e Corea del Sud

[29 novembre 2013]

La Cina ha annunciato oggi di aver fatto alzare in volo caccia da guerra nella zona difensiva nell’ambito di operazioni di “pattugliamento di routine” e aerei militari giapponesi e sudcoreani hanno sorvolato il Mar Cinese Orientale, dove la Cina ha istituito un settore di difesa antiaereo.

L’agenzia ufficiale cinese Xinhua spiega che «degli arerei dell’Esercito popolare di liberazione (Pla) hanno effettuato un pattugliamento aereo nella Zona di identificazione della difesa aerea (Zida) nel Mar Cinese a Orientale». Ad annunciarlo oggi è stato il portavoce delle Forze Aeree della Pla, Shen Jinke, che ha precisato: «Diversi jet da combattimento ed un aereo di sorveglianza avanzata conducono la missione di pattugliamento», descritta come «Una misura difensiva in accordo con le pratiche internazionali comuni».

Secondo Shen, «Le forze aeree resteranno in stato di allerta e prenderanno delle misure per gestire le diverse minacce aeree, al fine di proteggere fermamente la sicurezza dello spazio aereo del Paese».

I cinesi ce l’hanno soprattutto con i giapponesi, ai quali non riconoscono la sovranità su quelle che loro chiamano isole Diaoyu e i giapponesi Senkaku, ma l’escalation si è estesa ad una grossa aerea marina strategica, con grandi risorse ittiche  e che soprattutto nasconde  grassi giacimenti di gas e petrolio.
Oggi i cinesi minimizzano ma il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang ha ricordato che «Più di 20 Paesi, compresi gli Stati Uniti, il Giappone e l’Australia, hanno stabilito loro proprie zone di identificazione della difesa aerea dagli anni ’50 in poi».

Il 23 novembre il governo di Pechino ha dichiarato l’istituzione di una Zida nel Mar Cinese Orientale ed annunciato delle regole di identificazione degli aerei alle quali dovrebbero sottostare i giapponesi ed anche i loro alleati statunitensi e sudcoreani. Lo stesso giorno la Cina ha inviato i primi caccia a pattugliare la zona.

Oggi si sono levati in volo i caccia giapponesi e sudcoreani e Tokyo e Seoul non hanno notificato alla Cina le rotte di volo, ma Pechino fino ad ora si è limitato ad osservare, come aveva fatto nei giorni scorsi quando l’area era stata sorvolata da “B-52″ statunitensi.  La Cina ha però inviato nell’area la sua portaerei “Liaoning” che oggi si è accostata al porto di Sanya, nella provincia meridionale cinese di Hainan dopo aver traversato, sollevando le ire di Taipei, lo stretto di Taiwan. La Liaoning, una vecchia portaerei sovietica ristrutturata dalla Cina, è entrata in servizio nel 2012, è accompagnata da due destroyers lanciamissili, la Shenyang e la Shijiazhuang, e da due fregate equipaggiate di missili, la Yantai e la Weifang.

La crociera della Liaoning, presentata dal governo comunista cinese come una serie di test ed esercitazioni, è in realtà e con tutta evidenza un’esibizione muscolare di Pechino che non intende mollare la presa su un’area marina vastissima contesa non solo con il Giappone ma anche con Filippine, Taiwan, Vietnam, Indonesia, Malaysia ed addirittura il piccolissimo Brunei.