Subito misure concrete per il periodo 2018-2020 o l’Italia continuerà ad essere considerata dagli investitori come il Paese dell’incertezza

Althesys: «Bene la Strategia energetica nazionale, ora strumenti per realizzarla»

Contratti di lungo periodo, detrazioni fiscali e contratti ‘per differenza’ per attuare la Sen

[12 settembre 2017]

Oggi si conclude la consultazione pubblica sulla bozza della Strategia energetica nazionale (Sen) e secondo l’amministratore delegato di Althesys, Alessandro Marangoni  si tratta di «Un documento fondamentale per delineare le strategie energetiche e ambientali del futuro, per promuovere l’innovazione tecnologica, per ridare fiato al “sistema Italia” e all’economia. Per raggiungere questi obiettivi, la Sen non indica ancora gli strumenti, e gli strumenti più interessanti potrebbero essere i contratti per differenza e i Ppa, cioè i “contratti di lungo periodo”».

Althesys, un think tank che analizza l’economia dell’energia, dell’ambiente e delle utility e che pubblica il rapporto Irex sulle fonti rinnovabili, spiega cosa sono i contratti per differenza suggeriti da Marangoni: «Gli operatori si aggiudicano tramite aste la garanzia di un prezzo dell’energia fisso nel tempo  e se quello del mercato elettrico sul quale vendono la loro produzione scende sotto questo valore, viene riconosciuta loro la differenza. Ma ovviamente non sono questi i soli strumenti di una politica energetica e ambientale: il Governo deve poter usare una tastiera completa. Negli ultimi anni il settore dell’energia e il sistema di norme che lo regolano sono cresciuti in modo disordinato, incoerente, disorganico: spesso con effetti controproducenti. Finalmente il Governo ha messo mano al disordine per dare a questo settore strategico una linea condivisa con i cittadini».

Per Althesys  gli obiettivi che si è dato il Governo si possono riassumere in due concetti: l’efficienza energetica (produrre di più consumando meno) e le fonti rinnovabili di energia. Marangoni ricorda che «L’efficienza è una leva fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’Ue. Obiettivi più ambiziosi permettono di ridurre al minimo gli investimenti in nuova capacità. Nel settore eolico, prima di costruire nuovi impianti, è fondamentale soprattutto rinnovare quelli che ormai sono invecchiati e che avevano adottato tecnologie oggi superate: noi di Althesys abbiamo calcolato che, se fosse possibile rinnovare i “mulini a vento”, senza alzarne nuovi si potrebbero produrre circa 9 miliardi di chilowattora in più con oneri per incentivi modesti (13 milioni di euro l’anno), o addirittura nulli in scenari di prezzi crescenti. Anche valorizzare il patrimonio idroelettrico esistente – tuttora la prima fonte rinnovabile in Italia – sarà fondamentale, creando le condizioni per poter tornare a investire in questo settore.  Bisognerà intervenire anche su parte del parco fotovoltaico, sebbene più giovane, e puntare a nuovi investimenti in quello utility scale, la fonte con i costi più bassi nel medio periodo, con nuove aste e contract for difference. Invece, strumenti come la detrazione fiscale si prestano meglio per il fotovoltaico di taglia media e piccola, come nel settore commerciale e residenziale, e per il rilancio più in generale della generazione distribuita. Per gli impianti solari di dimensioni medie da realizzare sul tetto di capannoni industriali o commerciali si ipotizza nel 2030 una capacità di oltre 4.000 megawatt, con oneri sui 44 milioni l’anno, mentre con le detrazioni fiscali sugli impianti di taglia domestica si potrebbe arrivare a 300 nuovi megawatt l’anno».

Ad Althesys fanno notare che si tratta di «Vantaggi indiscutibili, non solamente per l’ambiente ma anche per le bollette degli italiani, oggi appesantite da oneri e incentivi”, osserva Alessandro Marangoni. Altri obiettivi sono garantire l’adeguatezza del sistema, ridurre al minimo l’import, investire nella smart energy, cioè nelle reti intelligenti, nella digitalizzazione, negli accumuli e più in generale nell’innovazione tecnologica».

Marangoni conclude: «L’orizzonte di medio periodo della Sen non deve però far dimenticare che sono necessarie da subito misure concrete per il periodo 2018-2020, altrimenti ripeteremo l’errore del passato di un andamento stop and go e l’Italia continuerà ad essere considerata dagli investitori come il Paese dell’incertezza».