Anche la geotermia adesso guarda all’offshore

In Islanda autorizzate le operazioni per valutare la fattibilità di un impianto al largo dell’isola

[17 agosto 2017]

L’Autorità nazionale per l’energia islandese ha concesso all’azienda Nord Tech Energy licenze per «l’esplorazione e la prospezione» geotermica, utili a valutare la possibilità di produrre energia elettrica da geotermia grazie a impianti offshore. Sono due le aree della piattaforma continentale islandese interessate dall’iniziativa: al largo alla costa nord dell’isola, e nei fondali adiacenti alla penisola Reykjanes, non distanti dalla capitale Reykjavik.

Già oggi in Islanda la geotermia è ampiamente utilizzata nel Paese, sia come attrattiva turistica sia – soprattutto – per soddisfare i bisogni energetici della nazione scandinava: circa il 95% dell’energia termica per il riscaldamento degli edifici locali arriva dalla geotermia, come anche il 30% circa (una percentuale simile a quella riscontrata in Toscana) dell’elettricità consumata nel Paese.

La popolazione locale – come mostra il quotidiano Iceland magazine, edito a Reykjavik – guarda con interesse al progetto, che potrebbe aprire le porte all’utilizzo della geotermia sottomarina, con lo spostamento di alcune infrastrutture (con i relativi impatti) nell’assai meno visibile fondale sottomarino. Ovviamente qualora si individuasse una risorsa qualitativamente e quantitativamente tale da renderne conveniente l’impiego.