Anche Porche e Audi finiscono nello scandalo Volkswagen

Software per nascondere emissioni di ossidi di azoto delle auto fino a 9 volte gli standard EPA

[3 novembre 2015]

Porsche

L’Environmental Protection Agency USA (EPA) ha inviato la seconda  notice of violation (NOV)  del Clean Air Act (CAA)  a Volkswagen,  Audi e Volkswagen Group of America, accusandole di aver fatto uso di un software manipolato  per falsificare i test sulle emissioni inquinanti delle emissioni dei motori diesels delle auto di grossa cilindrata. L’EPA ha detto che con questi dispositivi truccati installati su diverse migliaia di auto, le  Audi, Porsche e Volkswagen dotate di motori V6 3,0 litri sono stati alterate le caratteristiche di emissioni in maniera vietata.

Richard Corey, executive officer del California Air Resources Board, ha detto: «Oggi ci sono due richieste al gruppo WV perché affronti questi problemi. Questa è una questione di salute pubblica molto serio. ARB ed EPA continueranno a condurre un’inchiesta  rigorosa che comprende più test  sui veicoli, fino a quando tutti i fatti non verranno allo scoperto».

Secondo la seconda  NOV dell’EPA il software WV istallato su Volkswagen, Porsche e  Audi con motori diesel venduti tra il 2014 e il 2016, ha permesso di nascondere l’inquinamento reale, aumentando le emissioni di ossidi di azoto (NOx) delle auto fino a 9 volte gli standard EPA. Si tratta di almeno 10.000 auto: Volkswagen Touareg, Porsche Cayenne, diversi modelli di Audi Quattro e di  Audi Q5 venduti sul mercato americano.

Volkswagen, che ha settembre aveva ammesso di aver installato software col trucco su 11 milioni di auto, ora contesta la nuova accusa dell’EPA. Ma in passato la Volkswagen aveva respinto sdegnosamente per più di un anno accuse simili, prima di riconoscere di aver truccato i dati sulle emissioni dei suoi motori a 4 cilindri installati su più di 480.000 auto vendute negli USA.

L’ampliamento dell’inchiesta dell’EPA  potrebbe imbarazzare molto Matthias Müller, il nuovo patron del gruppo WV che proviene dalla Porsche, che fino ad ora sembrava non essere stata toccata dallo scandalo.

Annunciando la seconda NOV contro la Volkswagen, la vice-amministratrice dell’EPA Cynthia Giles ha sottlineato che «Tutte le compagnie ovrebbero giocare con le stesse regole. L’EPA, con i nostri partner statali e federali, continuerà a indagare su queste materie serie, per assicurare i benefici del Clean Air Act, per garantire condizioni di parità per il businesses responsabile e per garantire che i consumatori ottengano le prestazioni ambientali che si aspettano».