Anev: Strategia energetica nazionale timida, nonostante i passi avanti per l’eolico

Il Governo metta in tempi rapidi a disposizione tutti gli strumento attuativi per lo sviluppo del settore dell’eolico e per il raggiungimento dei target individuati

[14 novembre 2017]

L’Associazione nazionale energia del vento (Anev) ha accolto con favore l’adozione della nuova Strategia energetica nazionale (Sen)  e dice che «Seppure molto timida, reca un positivo passo in avanti per il contributo delle rinnovabili (28% invece che 27%), dovuto al passaggio delle rinnovabili elettriche dal 48-50% al 55%». Un aumento chiesto dall’Anev  alle audizioni formali ai ministeri dello sviluppo  economico e dell’ambiente  che, secondo l’associazione delle imprese eoliche, «segna un importante passo avanti nelle politiche di lotta ai mutamenti climatici e necessita di strumenti adeguati per essere raggiunto».

Per l’Anev è «Positivo anche l’anticipo al 2025 della chiusura delle centrali alimentate a carbone e le più approfondite indicazioni sugli strumenti per favorire lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, che vanno però tradotte in tempi rapidissimi in misure “organiche” ed efficaci».

Ma l’Anev aggiunge che «Tuttavia, a fronte dell’ottimismo sui risultati conseguiti nel 2010-2015 per le rinnovabili, (in parte dovuti a rivalutazioni dei dati del 2010), la Sen risulta ancora timida, troppo sbilanciata sul gas e non mette in evidenza l’impegno richiesto per raggiungere gli obiettivi al 2030, il cui trend, come indica lo scenario al 2050, rischia seriamente di non essere sufficiente a raggiungere gli obiettivi previsti dalla roadmap europea. La produzione elettrica con rinnovabili dovrebbe crescere di quasi tre volte rispetto al 2015, incremento per gran parte affidato al settore eolico, ma mancano indicazioni più concrete sugli strumenti da utilizzare per far si che ciò possa avvenire».

Per quanto riguarda l’eolico,  l’Anev aveva già segnalato in varie occasioni  che « come evidenziano numerosi studi, sarà difficile di questo passo anche solo raggiungere gli obiettivi che erano stati individuati dal Pan» (Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili). Secondo lo studio Anev  eLeMenS 2017, «in caso di assenza di specifiche misure per l’eolico (scenario inerziale), anche a causa delle dismissioni che avverranno tra il 20° ed il 25° anno di vita degli impianti, al 2030 la potenza installata potrebbe essere pari a 7 GW, addirittura sotto l’obiettivo stabilito dal Pan per il 2020».

E’  per questo motivo che l’Anev «reclama a gran voce e da tempo maggiore attenzione delle Istituzioni verso il settore, che è in attesa da ormai quasi un anno del Decreto Ministeriale che regoli il settore per il periodo 2017 – 2020 . Gli obiettivi della Sen sono importanti e per raggiungerli c’è bisogno che le Istituzioni non si fermino alla semplice prescrizione, ma che mettano in atto tutti gli strumenti possibili affinché il settore eolico e delle rinnovabili possano raggiungere gli obiettivi che altrimenti rimarrebbero sulla carta».