Appello a Macron: smantella le armi nucleari francesi. Firma il trattato Trattato di interdizione

Utilizzare a fini sociali i 6,5 miliardi di euro all’anno destinati alla manutenzione delle bombe atomiche

[9 maggio 2018]

Il presidente francese Emmanuel Macron, come tutti i suoi predecessori gollisti o socialisti, si occupa molto delle minacce nucleari altrui – da quelle reali nordcoreane a quelle ipotetiche iraniane – ma esalta la “force de frappe” nucleare francese e ci tiene molto a restare seduto nel ristretto club nucleare militare insieme a Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Pakistan, India, Israele e Repubblica popolare democratica di Corea.

Ci tiene così tanto che non ha firmato il Trattato di interdizione delle armi nucleari adottato il 7 luglio 2017 all’Onu da 122 Stati, ciè la grande maggioranza del mondo.

Si tratta di un testo storico che corona un lungo lavoro delle associazioni pacifiste  e per il disarmo riunite nella coalizione International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican) che nel 2017 è stata insignita del Premio Nobel per la pace.

Ora la coalizione no-nuke Réseau “Sortir du nucléaire” lancia una petizione online rivolta direttamente a Macron: «La Francia, uno dei 9 Paesi a possedere questo tipo di armi (300 testate), deve firmare il Trattato di interdizione delle armi nucleari».

Gli attivisti antinucleari ricordano a Macron che «Le minacce alle quali deve far fronte la popolazione francese sono climatiche, economiche, cibernetiche e terroristiche: la nostra boma nucleare non è di alcuna utilità contro questi rischi, inoltre, le armi nucleari non sono state oggetto di nessuna decisione democratica».

Réseau “Sortir du nucléaire” manda a dire a Macron che «Partecipando al movimento internazionale del disarmo e ritirando le sue armi nucleari, la Francia renderà il nostro Paese più sicuro per noi e per le generazioni future. Anche in gtempo di pace, queste armi rappresentano dei pericoli permanenti per il nostro ambiente, per i militari,i tecnici e la popolazione, a causa delle scorie prodotte dalle manipolazioni necessarie, della circolazione dei materiali radioattivi sulle strade e dei rischi di incidenti gravi».

I militanti francesi ricordano al loro presidente della Repubblica  che «E’ nell’interesse di tutti/e i/le cittadini/e del mondo  vietare le armi nucleari»,

Facendo riferimento al recente attacco sferrato alla Siria anche da aerei francesi perché il regime di Bashir al Assad avrebbe usato armi di chimiche, l’appello sottolinea che «Non esiste un’arma di distruzione di massa così massiva e terribile quanto una bomba atomica Ciacuna di queste bombe immagazzinate sarebbe in grado di annichilire delle capitali intere, uccidendo alla cieca milioni di innocenti. In caso di guerra nucleare generalizzata, queste bombe potrebbero innescare un “inverno nucleare” sinonimo di estinzione per la maggior parte delle specie del pianeta». E qui l’appello a Macron è addirittura troppo ottimista, visto che la bombe atomiche attualmente in possesso delle potenze nucleari potrebbero distruggere diverse volte il nostro pianeta.

La colazione no-nuke smonta anche un altro mito della grandeur militare francese: «Presentata a volte come una “assicurazione sulla vita”, la bomba nucleare è infatti una “assicurazione sulla morte”. La dissuasione nucleare è un bluff inammissibile. Valéry Giscard d’Estaing l’ha detto dopo aver lasciato la presidenza: non avrei mai dato il via a un missile nucleare perché è meglio essere invasi che totalmente distrutti. Lasciar supporre che la Francia abbia bisogno di armi nucleari per la sua sicurezza, è incoraggiare altri Paesi a volerle possedere».

L’appello a Macron si conclude dove gli fa più male, l’economia, proprio mentre le piazze francesi sono piene di gente che protesta contro le sue politiche neoliberiste e antisociali: «Potremmo utilizzare un gran poste del budget dedicato al manutenzione dell’arma nucleare (6,5 miliardi di euro previsti ogni anno nel bilancio della Francia) per rispondere a delle vere priorità (migliorare la vita sociale) in Francia».