Argos, il nuovo sistema per difendere centrali nucleari e infrastrutture critiche [VIDEO]

Amplia la “zona di sicurezza” contri gli intrusi, umani e non

[27 gennaio 2015]

Come ricorda il bollettino scientifico dell’Ue Cordis, «la nostra vita quotidiana si basa sull’energia proveniente dalle centrali elettriche, sull’utilizzo di stazioni e aeroporti, e sull’acqua proveniente dai bacini idrici, le cosiddette infrastrutture critiche». Il progetto Advanced Protection of Critical Buildings by Overhauling Anticipating Systems (Argos), finanziato con 3,5 milioni di euro nell’ambito del Settimo programma quadro (7º PQ) dell’Unione europea, sta sviluppando proprio dei sistemi di preallarme per aumentare la sicurezza con una tecnologia utilizzabile negli impianti idroelettrici e nei porti, per prevenire attacchi dal mare o alle navi da carico, ma anche per gli oleodotti, gli impianti energetici e i reattori nucleari. Argos può anche essere usato per rilevare le minacce provenienti dal cielo, come i misteriosi droni che hanno sorvolato le centrali nucleari francesi. «I sensori infrasonici – spiegano ad Argos – possono rilevare la direzione in cui si stanno muovendo I veicoli e le telecamere a infrarossi e gli scanner laser sono stati messi a punto per fornire dati affidabili in condizioni di nebbia e oscurità».

L’approccio innovativo del progetto biennale che si concluderà nel 2015, amplia la “zona di sicurezza”, consentendo agli operatori di ricevere i segnali di allarme non appena si presenta una situazione “pericolosa”.  I ricercatori di Argos sottlineano che «tramite l’estrazione di dati, la fusione di dati e quelli che sono conosciuti come “motori basati su regole”, Argos  ha sviluppato un innovativo sistema di preallarme per la sicurezza, che permette a chi gestisce un sito di sapere se esiste una possibile minaccia. I motori basati su regole permettono agli operatori di “insegnare” al sistema quali allarmi sono veri, consentendo ai sistemi di “imparare” e migliorarsi nel tempo. Mettendo assieme scienze informatiche e analitiche all’avanguardia il sistema evita di far scattare falsi allarmi e ciò significa che gli operatori che controllano il sistema sanno che esso non genera falsi positivi, come ad esempio quelli causati dai movimenti della fauna selvatica. Le azioni di risposta possono essere intraprese dagli operatori che si trovano sul posto o da coloro che gestiscono le installazioni a distanza».

Oltre alla realizzazione di una tecnologia in grado di valutare il rischio reale, Argos si è concentrato su soluzioni a basso consumo di energia, che consentono di operare in ambienti dove l’energia non è sempre disponibile. Per far questo i ricercatori hanno utilizzato algoritmi per l’efficienza energetica, comunicazioni a basso consumo energetico e reti di sensori autoalimentate. I sensori video hanno modalità di autospegnimento e la microelettronica utilizzata è ottimizzata per l’efficienza energetica. La conclusione è che «mettendo assieme tutti gli elementi citati, I ricercatori hanno creato un sistema per garantire la sicurezza delle strutture fondamentali, anche quando queste si estendono per centinaia di chilometri in zone dove non è presente personale di sicurezza».

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