Asfalti riciclati per strade più verdi nel cuore della geotermia toscana

Si è svolto a Pomarance il primo Open day “New Tech On”, un confronto tra imprese e università per far conoscere nuove metodologie di lavoro in cantiere, frutto di ricerche innovative

[1 dicembre 2017]

Nel cuore dell’area geotermica si è svolto oggi un confronto tra aziende e ricerca per un futuro più green: durante il primo open day “New tech on” organizzato oggi a Pomarance presso lo stabilimento del gruppo Granchi – storica azienda attiva da oltre mezzo secolo nella realizzazione di grandi opere come nella trasformazione inerti per l’edilizia – è stato infatti presentato un innovativo processo che permette di realizzare nuove asfaltature riciclando vecchi asfalti direttamente in cantiere. Tanti i vantaggi per le imprese, per le stazioni appaltanti e soprattutto per l’ambiente e le persone: si riducono in modo netto i costi di cantiere, i rifiuti prodotti, le emissioni e la necessità di trasporto di materiali.

Presso la sede della Granchi è stata dunque curata una simulazione di cantiere con macchine Bertoli Italia e Sumitomo (società tra le promotrici di New tech on), per illustrare, con una prova pratica, come l’innovazione nella miscelazione di conglomerati bituminosi possa portare consistenti benefici sia economici che ambientali. Con lo staff di ricerca di Alessandro Marradi, docente presso il dipartimento d’Ingegneria civile dell’Università di Pisa, la società Granchi ha infatti messo a punto una miscela bituminosa a freddo che permette il riciclaggio di altissime percentuali di materiali di recupero, tratti direttamente dalla pavimentazione da manutenere.

Lo stato della ricerca in merito alle nuove tecniche di miscelazione è stato illustrato inoltre da Maurizio Bocci, ordinario di Costruzioni di strade presso l’Università Politecnica delle Marche, sottolineando come gli effetti della modifica del bitume portino ad una maggiore qualità delle pavimentazioni stradali, associata agli evidenti vantaggi per l’ambiente.

Come da tempo ripetono da tempo gli ambientalisti come Legambiente (all’interno dei rapporti Recycle), ma con sempre maggior forza anche i costruttori (qui la posizione dell’Ance) il futuro del settore interseca giocoforza quello dell’economia circolare. E riciclare gli strati pre-esistenti di asfalto per stendere le nuove asfaltature significa garantire lavorazioni più snelle ed economiche – ma qualitativamente superiori a quelle standard – chiusure di strade più brevi, cantieri più rapidi, miglior gestione delle deviazioni di traffico, a beneficio della viabilità e della qualità e sicurezza della mobilità urbana ed extraurbana, oltre che a favore di un minor impatto ambientale.