Ato Toscana Costa, il Piano Straordinario rifiuti spiegato dal direttore Borchi

[4 dicembre 2014]

Nel corso dell’assemblea dell’Autorità del primo dicembre scorso è stato adottato il Piano Straordinario.  E’ stato un momento importante perché la procedura di affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani dell’Ato Toscana Costa, attualmente in corso, necessita  di un atto di pianificazione aggiornato al fine di tener conto delle esigenze sopravvenute. Il Piano Straordinario aggiornato rappresenta un documento determinante per definire ciò che il nuovo gestore dovrà realizzare e gestire.

Il 27 giugno si è conclusa la fase di due diligence della procedura di gara per l’affidamento del servizio integrato dei rifiuti urbani in corso, ed, all’avvio della successiva fase del cosiddetto “Dialogo Competitivo” dovrà quindi essere fornito ai concorrenti il Piano Straordinario aggiornato.

Il Piano è stato oggetto di valutazioni ed approfondimenti da parte del Gruppo di Lavoro, del Collegio dei Sindaci, del Consiglio direttivo e sono stati tenuti 2 seminari informativo il 31.07.2014 ed il 04.11.2014: il testo del documento adottato da parte dell’Assemblea recepisce le valutazioni e gli indirizzi forniti dai sindaci e loro delegati nel corso di tutte le riunioni suddette.

Poiché il Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti dell’Ato Toscana Costa non è stato approvato, la norma  in virtù della quale è stato  avviato l’iter di aggiornamento del Piano Straordinario è la l.r.t. 9 giugno 2014 , n.30  “Disposizioni per l’adeguamento dei piani straordinari di   gestione integrata dei rifiuti da parte delle autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Modifiche alla l.r. 61/2007” .

Oggi, quindi,  in assenza del Piano Interprovinciale, Il riferimento per l’adeguamento del Piano Straordinario è rappresentato dal Piano Regionale, approvato il 18.11.2014.

Il Piano Straordinario sommariamente prevede:

  1. il raggiungimento entro il 2018 – 2020 di un tasso di raccolta differenziata pari al 70%, idoneo a conseguire almeno un tasso di riciclo del 60% al netto degli scarti di trattamento biologico e di preparazione al riciclo;
  2. l’estensione di servizi di raccolta domiciliare almeno all’80% della popolazione
  3. la realizzazione di impianti di trattamento biologico (compostaggio e/o digestione anaerobica) adeguati al trattamento del flusso previsto a scala di ATO di frazione organica e verde (circa 217.000 t/a),
  4. il trattamento meccanico-biologico, con adeguata stabilizzazione della frazione putrescibile, di tutta la frazione di rifiuto residuo non avviata direttamente a trattamento termico;
  5. il mantenimento di una capacità minima di recupero energetico equivalente all’attuale potenzialità operativa (sulla base della potenzialità di progetto, pari a 135.000 t/a) con una possibilità di espansione fino al massimo previsto dal PRB (circa 210.000 t/a) , riservandosi di assumere entro il 2018, – sulla base di ulteriori approfondimenti alla luce di analisi di dettaglio dello stato degli impianti, della domanda effettiva di smaltimento, della fattibilità tecnico-economica degli interventi – , le decisioni relative ad adeguamenti, ristrutturazioni o nuove realizzazioni;
  6. la realizzazione di impianti di discarica idonei allo smaltimento finale di rifiuti stabilizzati o comunque non putrescibili per un flusso, a regime, comunque non superiore al 10% del totale dei rifiuti.

Tra gli impianti segnalo il progetto di conversione dell’impianto di selezione e stabilizzazione di Massarosa-Pioppogatto (LU),  a impianto di recupero materiali – secondo il modello tecnologico definito Material Recycling Facility– operante sulla frazione urbana residua. Da tale conversione è attesa una riduzione della quantità di frazione residua o scarti  da destinare a incenerimento o discarica, rispetto al ciclo di lavorazione sino a oggi adottato. L’impianto, previsto in esercizio al 201, riveste il carattere di una vera e propria sperimentazione su scala europea per una sua eventuale generalizzazione su scala di ambito.

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Di seguito riporto alcune tematiche che sono state chiarite da questa Autorità nel corso della redazione del testo definitivo del Piano:

  • La produzione dei rifiuti posta a base della programmazione.

Il Piano Straordinario, essendo subordinato al Piano Regionale PRB, ha assunto la stima di produzione dei rifiuti proposta dalla Regione Toscana, pur considerando l’ipotesi di un più basso tasso di crescita nel medio termine.

La differenza tra la quantità di rifiuti al 2020 stimata da PRB (pari a 836.633 t/a ) e la stima minima relativa all’ipotesi di più basso tasso di crescita e di continua riduzione dell’intensità di produzione dei rifiuti ( pari a 778.531 t/a ), è pari a 58.000 t/a.

Applicando a 58.000. t/a il tasso di  RD previsto dal PS del 70%  vediamo che tra queste due interpretazioni corre una differenza massima di 17.000 t/a (2% dei rifiuti attuali prodotti) con una variazione di circa il 7 % dei rifiuti residui da trattare.

E’ quindi evidente che questo 7% (ipotetico) non costituisce una variazione  tale mutare la programmazione delle realizzazioni impiantistiche previste dal PS.

Inoltre, poiché questa programmazione è rilevante per 20 anni ( tale è il periodo di affidamento al gestore unico: 2016-2036) non appare irragionevole assumere e considerare una possibile ripresa economica.

  • Gli obiettivi del Piano e la proposta di direttiva presentata il 07.07.2014 alla Commissione Europea

Abbiamo raffrontato gli obiettivi di piano e gli obiettivi contenuti nella proposta del 07.07.2014. Questi i risultati:

  1. Il PS prevede il raggiungimento al 2020 del 70% di raccolta differenziata, con riciclo netto degli scarti al 60 %,

–     la proposta di direttiva n. 397 del 2.07.2014  prevede il riciclo al 70 % ma nel 2030 ( 10 anni dopo il 60%  previsto nel PS );

  1. La proposta di direttiva n. 397 prevede il divieto di collocamento in discarica dei rifiuti biodegradabili al 2025;

–     Tale divieto già oggi è realtà in Toscana ( Ordinanza Regionale n. 1/2014 )

  1. Il PS prevede di ridurre il conferimento di rifiuti riciclabili in discarica a circa il 17% al 2020, compreso tutto e previo trattamento;

–        La proposta n. 397 prevede una riduzione al 25% nel 2025.

E’ pertanto evidente che il PS rappresenta un documento di pianificazione in linea ( soprattutto per le azioni a sostegno dello sviluppo dei mercati delle materie prime secondarie di qualità ) e, per alcuni rilevanti aspetti, più avanzato rispetto alla proposta di direttiva europea, contenuta nella comunicazione del 02.07.2014 della Commissione al Parlamento Europeo.

  • La previsione per il recupero energetico non confligge con lo sviluppo della raccolta differenziata

Il Piano, al fine di evitare sia i rischi di un sovradimensionamento nella realizzazione di impianti di incenerimento,  che e soprattutto il rischio di alti costi gestionali conseguenti a dimensionamenti inefficienti, ha previsto una procedura di valutazione tecnico-economica di varie alternative (inclusa la possibilità di ricorso al mercato ai sensi dell’art. 35 del d.l. 133/2014 convertito in L. n. 164/2014 – “ cd Sblocca Italia “ ) da concludersi entro il 2018. A conclusione della valutazione, l’Assemblea dei sindaci apporterà le necessarie varianti al Piano Straordinario.

Tuttavia occorre considerare che:

Il fabbisogno di recupero energetico oscilla tra un minimo di 135.000 t/a e un  massimo di 197.000 t/a che corrispondono rispettivamente al 16% e al 24% rispetto alla produzione dei rifiuti di riferimento prodotti nell’ATO: tali percentuali sono coerenti con le indicazioni del PRB.

Non si tratta quindi di valori che confliggono con una ulteriore espansione della Rd fino al valore previsto a regime dal PRB pari al 70%.  In tale situazione rimarrebbe infatti una quota pari a circa il 30% di rifiuti da trattare oltre una quota degli scarti dalla valorizzazione della Rd: tale quota contiene il fabbisogno energetico sopra indicato.

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LA FRAMMENTARIETA’ NELL’ATTUALE GESTIONE ED I COSTI

Dalle analisi contenute nel Piano Straordinario risalta un quadro attuale caratterizzato da un’estrema frammentarietà, da diversità operative nella gestione del ciclo dei rifiuti urbani e dalla carenza di effettive sinergie tra gli operatori. In questo contesto abbiamo rilevato che:

–  Il costo annuale complessivo del servizio in Ato Costa nel 2013, al netto di IVA e di altri oneri e addizionali,  è quantificabile in circa 274 milioni di euro. Il costo totale, al lordo di IVA e altri oneri, è di circa 310 milioni di euro.

–  Il costo unitario del servizio è complessivamente pari a  346 €/t, un valore significativamente superiore sia alla media nazionale (310 €/t nel 2012) che a quella toscana (311 €/t. nel 2012). Valori superiori, come media regionale, si riscontrano solo in Sardegna, Campania, Basilicata, Lazio e Piemonte.

Il costo procapite del servizio, 212 €/ab – su cui incide, come noto, l’elevato livello di assimilazione e in parte anche il flusso turistico – è molto superiore sia alla media nazionale (159 €/ab nel 2013 2012) che a quella regionale (194 €/ab). Nessuna regione italiana presentava, nel 2012, un valore superiore a quello dell’Ato Costa nel 2013.

– Il costo unitario di gestione del rifiuto indifferenziato è pari a 278 €/t R.Ind (di cui 128 €/t per trattamento e smaltimento), mentre il costo unitario di gestione della raccolta differenziata è di 209 €/t Rd.

– Molto elevata risulta l’incidenza dei cosiddetti costi comuni (72 €/t, quasi il 21% del totale).

Pur tenendo conto delle difformità nei  metodi di contabilizzazione tra i comuni e tra i gestori, dovute alle contraddizioni insite nei criteri del metodo normalizzato e nel rapporto intercorrente tra Comune e Impianti,  il quadro risultante dei costi  e la parcellizzazione della gestione rendono evidente la necessità di superare celermente l’attuale fase di frammentazione solo attraverso la realizzazione di una GESTIONE UNITARIA DI AMBITO, da parte di un soggetto industriale qualificato, in grado di  dare efficienza al servizio, di recuperare produttività, di garantire, quindi, positive ricadute sulla tariffa a carico degli utenti.

IL CONTENIMENTO DEI COSTI E GLI STANDARD DI PRODUTTIVITA’        

Il processo di conversione dell’attuale sistema di raccolta per giungere al 70% di efficienza nella raccolta differenziata e gli investimenti previsti dal PS, comporteranno maggiori costi.

Il Piano Straordinario prevede tuttavia di conseguire, a regime, un economia di gestione pari a circa il 7% dei costi attuali.

Questo obiettivo può essere conseguito attraverso:

  1. I risparmi nei costi di smaltimento, che andranno a ridursi necessariamente all’aumentare dell’efficienza della RD e, quindi, al diminuire delle quantità da  collocare a discarica o a recupero energetico.
  2. Un recupero di efficienza e produttività, indispensabile per concretizzare una effettiva razionalizzazione nella gestione.

In questo senso gli standard di produttività dei servizi di igiene urbana indicati nel Piano ( che sono definiti in funzione della dispersione territoriale, della presenza di insediamenti turistici e della forte escursione stagionale nella produzione di rifiuti, della presenza di centri di raccolta, della distanza da siti di recupero, trattamento e smaltimento) contengono valori minimi analoghi a quelli dell’ATO CENTRO e massimi analoghi a quelli dell’ATO SUD ed in generale essi sono in linea con le gestioni più avanzate.

Gli standard saranno aggiornati periodicamente e rappresentano l’obiettivo da conseguire rapidamente anche attraverso una progressione temporale stabilita con il gestore.

Questi sono i tratti salienti del documento adottato dall’Assemblea lunedì scorso. Il processo di razionalizzazione del sistema gestionale dell’Ato Toscana Costa dovrà articolarsi su questo programma in maniera tale che si possa garantire un quadro certo all’interno del quale possono essere effettuati gli investimenti, possa essere garantita l’attuale base occupazionale ed il suo necessario ampliamento in funzione degli ambiziosi obiettivi che vengono stabiliti, si possano, infine, conseguire livelli di efficienza adeguati a garantire una tariffa contenuta e sostenibile da parte dell’utenza.

IL DIRETTORE GENERALE

Dott.  Franco Borchi