Ma realizzerà una rete di stazioni di rifornimento Coast-to-coast gratuite e annuncia nuovi modelli più economici

Auto elettrica, c’è un Paese che vieta la Tesla!

[14 marzo 2014]

Se qualcuno volesse comprarsi un’auto elettrica della Tesla, nel Garden State, come chiamano gli americani il New Jersey, dal primo aprile farebbe bene ad andare a New York. Infatti la New Jersey Motor Vehicle Commission (Njmvc) ha ceduto alle pressioni dei concessionari ed ha deciso che le case automobilistiche che vogliono vendere direttamente ai clienti non possono farlo nel piccolo Stato che si affaccia sulla costa atlantica Usa. I 6 commissari hanno adottare all’unanimità un regolamento che obbliga tutti i rivenditori di auto nuove a  ottenere un contratto di franchising, se vogliono una licenza statale per vendere automobili in New Jersey. Da circa un anno Tesla Motors aveva avuto due licenze per vendere auto elettriche direttamente ai consumatori del New Jersey.

La stragrande maggioranza delle auto negli Usa vengono vendute dalle case automobilistiche ai concessionari, che poi rivendono le macchine ai consumatori. La maggior parte delle leggi statali non obbligano o incoraggiano le case automobilistiche a rispettare questo modello.  Dato che Tesla non vorrebbe vendere le sue auto solo on-line, ma anche attraverso “showroom” ufficiali, questo nuovo regolamento distrugge il suo modello di vendita nel New Jersey.

Secondo la Njmvc le leggi del New Jersey  chiedono che le case automobilistiche di  vendere le auto attraverso concessionarie non si applicano alla Tesla perché le vende in propri showroom. La New Jersey Coalition of Automotive Retailers (Nj Car)  afferma che l’iniziativa della Tesla è una minaccia per la classe media e coalizioni simili di concessionari di auto stanno battendosi in tutti gli Usa per vietare le vendite dirette di automobili elettriche. Il problema vero è che i concessionari non vogliono vendere le auto Tesla perché hanno bisogno di poca manutenzione ed il grosso dei guadagni dei rivenditori di auto è ormai proprio nella manutenzione delle auto a combustibili fossili che vendono.

La Tesla sottolinea che «L’attacco della Nj Car  è  al modello di business di Tesla ed ai diritti dei consumatori del New Jersey. Fino a ieri, avevamo l’impressione che tutte le parti stessero lavorando in buona fede. Tesla voleva che la materia fosse gestita attraverso un processo legislativo corretto», poi è arrivata la sentenza macigno della Njmvc.

Secondo Blog Auto Gas 2 si tratta di «Uno sporco doppio gioco» del discusso governatore repubblicano re del New Jersey,  Chris Christie, che però questa volta ha irritato anche esponenti del suo Partito, come la potente vice-presidente dell’House Energy and Commerce Committee, Marsha Blackburn, che, intervistata alla seguitissima trasmissione Power Lunch della Cnbc  ha detto che il conflitto con i concessionari non può essere affrontato Stato per Stato ed ha aggiunto: «Io so che ci sono un sacco di persone che apprezzano la possibilità di lavorare direttamente con il produttore».

Intanto la decisione, con la chiusura dei 2 punti vendita Tesla, provocherà il licenziamento di 27 persone ed ora chi nel New Jersey ha una Tesla per ottenere assistenza si dovrà rivolgere alla sede centrale in California, visto che anche in Texas ed Arizona c’è il divieto di vendere direttamente auto da parte delle case automobilistiche.

Invece lo Stato di New York ha annullato una legge che avrebbe fatto la stessa cosa nell’Empire State, ma il governatore democratico Cuomo ha promesso alla Eastern New York Coalition of Auto Dealers che firmerà il bando delle vendite dirette delle auto Tesla se riusciranno a far arrivare sulla sua scrivania uno proposta di legge come quella del New Jersey. L’attore e ambientalista Mark Ruffalo Twitter a febbraio ha detto che  «Sarebbe come approvare una legge che vieta alla Apple di vendere computer Apple nei suoi negozi. Immaginate di fare in modo che Apple Computers non sia più in grado di vendere Apple Computers direttamente ai suoi clienti. Questo è quello che lo Stato di New York sta cercando di fare con  Tesla Motors».

In Texas, dove il divieto è già in atto, esistono ancora  Tesla stores, ma il personale non può offrire tutte le informazioni utili sulle auto (come i costi e le specifiche), o far fare test di guida ai clienti. Tutto quello che può fare è di indirizzare i potenziali clienti al sito web di Tesla, dove si possono acquistare le auto da una concessionaria California, che spedirà l’auto a casa loro con un trasporto anonimo senza insegne della new-car. Anche così, la Tesla è riuscita a vendere più di 1.000 auto in Texas.

La Tesla punta a vendere 55.000 auto nel 2014, il 55% in più del 2013 ed ha completato una rete di “super-ricaricatori” gratuiti che collega la East Coast con la West Coast, che permette ai proprietari del Modello S di fare il pieno in 20 minuti. Una rete di “Supercharger” che attualmente è arrivata a 79 stazioni di rifornimento  negli Usa e in parte del Canada 14 in Europa. Quando sarà terminata la copertura della West ed East Coast, nel 2014 potrà viaggiare in auto elettruica Coast-to-coast l’80% della popolazione Usa e di parte del Canada e  nel 20915 la copertura dovrebbe arrivare addirittura al 98% L’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk ha rivelato i progetti per costruire un’auto elettrica più economica ed anche un camioncino per  trasportare merci e la company ha annunciato piani per costruire una grande fabbrica per la produzione di batterie per auto ed una rete di stoccaggio entro il 2020. La Tesla all’inizio ha ricevuto un finanziamento dal Dipartimento dell’energia e lo ha restituito con 9 anni di anticipo sulla scadenza.

Probabilmente è questo successo che fa paura ai concessionari ed alle case automobilistiche “fossili” e li spinge a cercare alleanze politiche che violano il sacro principio del capitalismo americano: il libero commercio.