Auto. Una nuova tecnologia innovativa per la riduzione di emissioni

[11 settembre 2013]

L’Ue ha approvato il sistema Daimler di incapsulamento del vano motore come tecnologia innovativa per la riduzione delle emissioni di CO2 delle auto nuove. La relativa decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi.

L’innovazione ecocompatibile approvata permette, infatti, di ridurre la dispersione termica quando il motore viene spento, sigillando il vano motore e chiudendo le aperture della griglia mediante una tendina per radiatore. In questo modo il calore immagazzinato consente di ritardare il raffreddamento del gruppo propulsore. E permette di ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2 del veicolo, dopo la riaccensione dello stesso, grazie al minore attrito provocato dalla temperatura più elevata del gruppo propulsore.

Il 15 febbraio 2013 il costruttore Daimler AG – coerentemente con quanto disposto dal regolamento che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove – ha presentato la domanda di approvazione del sistema di incapsulamento.

Ha dimostrato che nel 2009 la penetrazione di mercato dei sistemi di incapsulamento del vano motore del tipo descritto nella domanda non ha superato la soglia stabilita. Ha anche presentato un metodo di prova completo per accertare la riduzione delle emissioni di CO2, che consiste in una prova su banco a rulli per determinare i benefici di un avviamento a caldo (Hot Start Be nefit — HSB). E ha pure dimostrato che la riduzione delle emissioni ottenuta con la tecnologia innovativa è almeno pari a 1 g di CO2/km.

La Commissione – dopo aver ricevuto ulteriori informazioni – ha valutata la domanda conforme ai parametri richiesti e alle linee guida per la preparazione di richieste di approvazione di tecnologie innovative. Ha ritenuto che il metodo di prova può fornire risultati verificabili, ripetibili e confrontabili, accertando in maniera realistica, e sulla base di validi dati statistici, la riduzione delle emissioni di CO2 per effetto della tecnologia innovativa. E ha ritenuto non opportuno sollevare obiezioni per quanto concerne l’approvazione della tecnologia innovativa in questione.

Dunque, qualsiasi costruttore che intenda beneficiare di una riduzione delle emissioni specifiche medie di CO2 al fine di soddisfare l’obiettivo per le emissioni specifiche attraverso un risparmio di CO2 derivante dall’uso della tecnologia innovativa deve fare riferimento alla decisione di approvazione dell’Ue nella sua domanda di certificato di omologazione CE per i veicoli interessati.

La possibilità di presentare e utilizzare nuove tecnologie atte a ridurre l’emissione di CO2 è prevista dal legislatore europeo del 2009. Con apposito regolamento il legislatore ha definito i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove immatricolate nella Comunità che contribuiscano ad attuare l’approccio comunitario integrato volto a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri garantendo al contempo il corretto funzionamento del mercato interno.

Per ottenere le consistenti riduzioni necessarie, è opportuno mettere in atto politiche e misure a livello nazionale e a livello comunitario in tutti i settori dell’economia comunitaria. Del resto il trasporto su strada è il secondo più ampio settore fonte di emissioni di gas a effetto serra nell’Unione. Se il suo impatto sui cambiamenti climatici dovesse continuare ad aumentare, potrebbe mettere in serio pericolo le riduzioni ottenute in altri settori ai fini della lotta ai cambiamenti climatici.

Quindi, anche incentivare l’industria automobilistica ad investire nelle nuove tecnologie può contribuire alla riduzione della CO2. Ecco perché l’Ue promuove attivamente l’innovazione ecocompatibile e tiene conto della futura evoluzione tecnologica. Promuovere in particolare lo sviluppo di tecnologie di propulsione innovative, in quanto le loro emissioni sono significativamente più basse di quelle delle autovetture tradizionali. E promuove, in tal modo, la competitività a lungo termine dell’industria europea cercando di crea un maggior numero di posti di lavoro qualificati.