Bagnore 3, ecco perché il Tar della Toscana ha respinto il ricorso del Forum Ambientalista

Tutte le indagini scientifiche finora condotte «sono ancora in linea con l'ipotesi che le emissioni geotermiche abbiano un ruolo del tutto marginale o assente negli eccessi delle malattie»

[28 luglio 2017]

Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana (sezione seconda) si è pronunciato sul ricorso presentato dal Forum Ambientalista sul provvedimento di rinnovo dell’autorizzazione (Aua) relativo al  rinnovo dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera della centrale geotermoelettrica denominata “Bagnore 3”, condannando l’Associazione ricorrente alla corresponsione alla Provincia di Grosseto, all’Unione dei Comuni montani Amiata grossetana e ad Enel green power s.p.a. della somma di € 1.000,00 (in tutto, 3mila euro), oltre ad Iva e Cap se dovuti, a titolo di spese del giudizio.

«Il Tar – commentano da Enel green power – ha respinto tutti i punti del ricorso, sottolineando “l’infondatezza meritale del ricorso” e precisando che i valori della tabella 4.3 sull’ammoniaca sono “valori obiettivo” e non “valori limite”, dentro i quali rientrano pienamente le centrali di Enel green power, che con le migliori tecnologie disponibili ha realizzato un innovativo sistema di abbattimento dell’ammoniaca, benché le emissioni rientrino a prescindere nei limiti previsti dalla normativa vigente. Il Tar definisce anche eccessivamente generico il riferimento da parte del ricorrente a “tutti gli altri inquinanti presenti nelle emissioni”. Anche sul funzionamento degli Amis (Abbattimento mercurio e idrogeno solforato), il Tar conferma la validità dell’esercizio degli stessi che, peraltro, con l’entrata in funzione di Bagnore 4 sono diventati tre e sono anche sostitutivi gli uni degli altri, in caso di blocco o manutenzione di uno di essi, così da garantire un’attività costante superiore al 95%. Viene anche definita da parte del Tar “assolutamente infondata la rilevazione relativa alla mancanza di un sistema di monitoraggio delle emissioni della centrale di Bagnore 3”, che è presente e capillare sia per Bagnore 3 che per Bagnore 4».

All’interno della sentenza, integralmente consultabile a quest’indirizzo, il Tar interviene inoltre sui “presunti effetti negativi delle centrali sulla salute degli abitanti le aree circostanti e la rilevata mancanza di una valutazione e di un monitoraggio di questi aspetti”, sottolineando che «non può sottacersi che lo studio sullo “Stato di salute delle popolazioni residenti nelle aree geotermiche della Toscana”, pubblicato nell’ottobre 2012 e la ricerca del Cnr (commissionata dall’Ars Toscana), giungeva ad affermare che “I risultati sono ancora in linea con l’ipotesi che le emissioni geotermiche abbiano un ruolo del tutto marginale o assente negli eccessi delle malattie, ma non consentono di ridurre l’attenzione, la sorveglianza e gli interventi, soprattutto nell’area geotermica amiatina” si rileva che la Regione Toscana ha, comunque, fatto elaborare su tutto il territorio regionale e quindi, anche sugli ambiti territoriali interessati da emissioni geotermiche, indagini volte verificare eventuali ripercussioni negative dell’attività sulla salute dei cittadini (vedasi quanto riportato argomentando sul terzo motivo di ricorso) giungendo a conclusioni che escludono, allo stato attuale delle conoscenze, le ricadute temute da parte ricorrente» (Tar, Toscana, sez. II, 9 maggio 2012, n. 902).

«Le centrali di Bagnore e dell’Amiata – concludono da Enel green power – rappresentano quanto di meglio la tecnologia può offrire a livello mondiale, un risultato importante ottenuto grazie alla leadership internazionale di Enel green power nel settore geotermico e al confronto costruttivo tra istituzioni e azienda che consente di coniugare al meglio sviluppo energetico e sostenibilità ambientale».