Del bilancio energetico italiano, ovvero la crisi a ritmo di tep

[20 novembre 2014]

Il Dipartimento per l’Energia del Ministero per lo Sviluppo Economico, ormai nel maggio scorso, pubblicato sul proprio sito la versione di sintesi del Bilancio Energetico Nazionale 2013, ancorché in versione non definitiva. A poco più di un mese dalla fine dell’anno la versione completa e definitiva ancora non si vede: occorrerà aspettare, probabilmente, inizio 2015. La pubblicazione contiene comunque dati interessanti. Raccoglie annualmente i dati relativi al settore energetico nazionale, fotografa lo stato del Paese da un punto di vista energetico, fornendo interessanti spunti anche in ambito economico.

E la fotografia del 2013 rispecchia a pieno la crisi economica che stiamo attraversando. Nel 2013 il consumo interno lordo di energia si è attestato a circa 170 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio, l’unità di misura dell’energia che consente il confronto tra varie fonti energetiche) scendendo del 3,0% rispetto all’anno precedente, con una riduzione di circa 5,3 milioni di tep.

La crisi economica è ovviamente la prima causa della riduzione dei consumi energetici, ma non è l’unica. Occorre infatti dire che una riduzione significativa dei consumi è legata alle politiche di efficienza energetica attivate nel nostro Paese. Nel 2012, per esempio, il risparmio energetico conseguito attraverso l’efficienza, secondo i dati del Rapporto dell’ENEA, ammontavano a circa 2,15 milioni di tep. Non si hanno ancora i dati relativi al 2013, ma è lecito aspettarsi un valore compreso tra 2 e 3 milioni di tep.

I consumi calano un po’ in tutti i settori, ma è quello dell’industria a registrare la riduzione maggiore (-6,4%). Altro dato interessante è il crollo degli usi non energetici degli idrocarburi, che si contraggono del 14,7% rispetto al 2012.

L’Italia che è dipinta nel Bilancio energetico come un Paese ancora fortemente legato alle importazioni dall’estero (155 milioni di Tep importati, a fronte di 41 prodotti), ma lo è meno rispetto al passato (le importazioni sono calate dell’8,2%, la produzione è salita del 9,1%). Si riduce così il saldo con l’estero, che passa da -138 milioni di tep a -129.

La riduzione delle importazioni e l’aumento della produzione nazionale significano soprattutto calo degli idrocarburi e crescita delle energie rinnovabili. Se i primi crollano (-5,2% il petrolio, -6,5 il gas, -11,9 il carbone), le seconde corrono sempre di più: +15,8% rispetto al 2012.