Biocarburanti e utilizzo del suolo, la nuova proposta di Direttiva Ue

[16 giugno 2014]

Il Consiglio dei ministri dell’energia dell’Unione europea ha raggiunto un accordo politico su una proposta di direttiva con impatto diretto sui biocarburanti, riguardante in particolare l’Indirect land-use change (Iluc) che modifica le norme sulla qualità del combustibile (98/70/CE) e delle energie rinnovabili (2009/28/CE).

Nel comunicato finale il Consiglio dei ministri energia sottolinea che «l’obiettivo della proposta di direttiva è quello di avviare una transizione verso i biocarburanti che offrono sostanziali riduzione dei gas serra quando vengono riportate preventivamente emissioni dovute a cambiamenti indiretti dei suoli, mentre gli investimenti esistenti dovrebbero essere protetti».

Nel dicembre 2013, il Consiglio Energia aveva esaminato un testo di compromesso su questo progetto di direttiva, ma restavano ancora alcune questioni in sospeso, quindi si è continuato a lavorare ulteriormente sulla proposta per agevolare l’accordo politico raggiunto oggi.

La presidenza di turno greca si era concentrata su due aspetti: una forte incoraggiamento per i biocarburanti avanzati, lasciando la flessibilità agli Stati membri, ed alcuni elementi aggiuntivi per riflettere le considerazioni sulle emissioni Iluc stimate ed il possibile impatto delle politiche Ue sui biocarburanti per quanto riguarda l’ambiente e le ricadute in materia di agricoltura e politiche climatiche.

Il Consiglio energia Ue assicura che «l’accordo riconosce e affronta il fenomeno Iluc e avvia la transizione verso biocarburanti con rischi luc inferiori e fornisce una prospettiva di investimento più chiara mentre protegge gli investimenti effettuati».

La bozza di Direttiva comprende: Esso comprende: Riduzione delle emissioni indirette da cambiamento dell’uso del suolo attraverso una soglia del 7% del consumo finale di energia nel settore dei trasporti nel 2020 per i biocarburanti convenzionali ai fini dell’obiettivo della direttiva sulle energie rinnovabili; Incoraggiare il passaggio alla seconda e terza generazione (“advanced”) di biocarburanti, attraverso incentivi per i biocarburanti avanzati invitando gli Stati membri a promuovere il consumo di questi  biocarburanti e richiedendo loro di impostare obiettivi nazionale per i biocarburanti avanzati basate su un valore di riferimento dello 0,5% dell’obiettivo del 10% di energie rinnovabili nel settore dei trasporti della direttiva energie rinnovabili. Gli Stati membri possono darsi un obiettivo più basso, in base a tre categorie di ragioni oggettive. Tuttavia, devono giustificare qualsiasi impostazione di un obiettivo inferiore allo 0,5% e segnalare eventuali motivi della mancata realizzazione del loro obiettivo nazionale.

La Commissione pubblicherà una relazione di sintesi sulla realizzazione da parte degli  Stati membri dei loro obiettivi nazionali per i biocarburanti avanzati.

Il nuovo allegato IX della Direttiva sulle energie rinnovabili conterrà l’elenco delle materie prime per i biocarburanti avanzati che conteranno il doppio per il rispetto degli obiettivi. Inoltre, i biocarburanti avanzati non compresi nell’allegato IX e utilizzati in impianti esistenti prima dell’adozione della direttiva possono essere contabilizzati ai fini dell’obiettivo nazionale.

Ulteriori  incentivi per i biocarburanti avanzati si possono ottenere attraverso la Direttiva energie rinnovabili  ed anche dalla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per ridurre le emissioni di gas serra nei trasporti.

La direttiva sulle energie rinnovabili ha stabilito obiettivi vincolanti da raggiungere entro il 2020 per una quota del 20% di energie rinnovabili nel consumo energetico dell’Ue e una quota del 10% per Le energie rinnovabili nel settore dei trasporti. Allo stesso tempo, una modifica della direttiva sulla qualità dei carburanti ha introdotto un obiettivo vincolante di una riduzione del 6% dell’intensità di gas serra dei combustibili utilizzati nel trasporto su strada e sulle macchine mobili non stradali, da raggiungere entro il 2020.

Quando sono state adottate queste direttive, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno chiesto alla Commissione di rivedere gli effetti negativi sulla riduzione dei gas serra che potrebbero derivare dalla conversione dei terreni e, se necessario, a presentare una proposta legislativa. Il progetto direttiva è stata presentata dalla Commissione nell’ottobre 2012 (15189/12). Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione in prima lettura il 11 settembre 2013. Ora l’accordo politico deve essere seguito dall’adozione formale in prima lettura  da parte del Consiglio.